e le stelle stanno a guardare

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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da sturmunddrang il Dom 1 Dic 2013 - 21:24

che fantasia che hai
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Messaggio Da miss marple il Lun 2 Dic 2013 - 12:31

mi rimane solo quella Laughing 

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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da miss marple il Lun 9 Dic 2013 - 13:14


dic 2013
Luca Parmitano racconta Volare: la prima conferenza stampa dall'Italia

Luca Parmitano ricorda i momenti più belli della permanenza sulla ISS in una conferenza stampa in diretta dall'ASI: dal lancio all'incidente della seconda EVA ecco il suo racconto in prima persona.

Luca Parmitano ha terminato poco fa la prima conferenza stampa dalla sede dell'ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana di cui la sua tuta porta lo stemma. L'astronauta siciliano ha raccontato, davanti a una platea di studenti e giornalisti, i momenti salienti della missione "Volare", dalla partenza alle passeggiate spaziali, dal menu di bordo all'avaria della seconda EVA, fino al turbolento rientro a Terra.

Il tricolore nello Spazio

Luca Parmitano ha iniziato col ringraziare l'Italia per la formazione ricevuta, prima come studente e poi come pilota militare: «Mi piace usare la metafora del tetragono, uno dei solidi geometrici più perfetti; più larga è la base sui cui poggia, più è stabile e preciso. Noi astronauti non siamo che il vertice del tetragono, ma per arrivare così lontano serve una base molto ampia. Voglio per questo ringraziare l'ASI, l'Aeronautica militare italiana e le istituzioni, nelle persone dei presidenti Letta e Napolitano, che mi hanno fatto sentire forte la partecipazione del Paese per tutta la durata della mia missione».

Una forte componente di partecipazione e ingegno italiano è visibile nella costruzione dell'ATV-4, il modulo cargo di fabbricazione europea ribattezzato "Albert Einstein" che lo scorso giugno ha portato a bordo aria, provviste, acqua e propellente: l'Italia ha contribuito fortemente alla sua realizzazione, così come a quella della navetta americana Cygnus, un altro cargo prodotto in collaborazione con la compagnia spaziale privata Orbital.

Come italiano è stato il menu più apprezzato dagli astronauti della missione (chiamato Il Nodo come il modulo in cui l'equipaggio trascorre i momenti più conviviali): grazie all'intervento di importanti chef italiani a bordo della ISS sono arrivati lasagne, risotto al pesto e tiramisù.

Gli esperimenti scientifici

Lavorare sulla ISS significa soprattutto fare ricerca: «Sono migliaia gli esperimenti in corso, solo 150 nel periodo che io ho trascorso a bordo» racconta Parmitano. «Tra questi mi piace ricordare quello, a cui ho partecipato in prima persona, per trovare una dieta in grado di contrastare il decadimento di calcio nelle ossa, un fenomeno comune in assenza di gravità che ci affligge anche sulla Terra, dopo una certa età. Attraverso una dieta particolare siamo in grado di combattere l'osteoporosi: immaginate quali benefici potremmo ricavarne sul nostro pianeta».

Un altro esperimento che avrà ricadute pratiche immediate sulla vita terrestre sarà la messa a punto di una tecnica di scan della colonna vertebrale che sfrutta un macchinario grande quanto un pc portatile: un modo per fare diagnosi immediate in zone remote del pianeta che non possono essere raggiunte da dispositivi ingombranti come la risonanza magnetica. «Ma sulla ISS stiamo lavorando anche, per esempio, su nuovi combustibili biologici, che permettano di sviluppare propellenti che non inquinino».
Le invenzioni nate dalla ricerca spaziale

La perla blu

Un capitolo speciale è dedicato all'osservazione della Terra dall'alto. Quelle twittate dagli astronauti non sono solo belle "cartoline" del nostro pianeta, ma strumenti importanti per comprendere i fenomeni naturali che lo interessano: «Mentre i satelliti rilasciano immagini statiche, anche a risoluzioni più alte, noi abbiamo l'aiuto straordinario degli uomini a bordo, che sanno cogliere attimi che i freddi occhi meccanici non sanno catturare. Un giorno, per esempio, mentre stavo facendo sport ho scorto una tempesta di sabbia svilupparsi sopra al nord Africa; l'ho fotografata e grazie a questa immagine i tecnici della Nasa sono riusciti a capire l'orientamento dei venti e il suo processo di definizione».


L'ultima parte dell'intervento di @astro_luca riguarda la bellezza delle attività extraveicolari («in quei momenti sei collegato alla Terra e a tutta la sua storia; lì la formazione è importantissima, perché devi saper pilotare la tuta che è un veicolo autonomo»), qualche curiosità in merito («nelle prime settimane sono cresciuto di circa 5 cm e abbiamo dovuto risistemare tuta») e gli ultimi aggiornamenti sull'incidente avvenuto nella seconda EVA.

«Settimana scorsa ho parlato con la commissione di inchiesta della Nasa in merito all'avaria della seconda passeggiata spaziale. Mi hanno confermato che si è trattato di un'avaria meccanica della pompa che separa il flusso d’aria da quello dell'acqua all'interno della tuta. Anziché inserirsi nel circuito di raffreddamento l'acqua si è immessa in quello di ventilazione. In caso di futuri rischi di annegamenti gli astronauti avranno a disposizione un tubo "snorkel" per respirare l'aria che proviene dalla parte bassa della tuta».

Gli anni di esperienza come pilota militare hanno aiutato Luca Parmitano a saper prendere la decisione giusta in pochi secondi. Ma anche il team di compagni a bordo gli ha salvato la vita: «Quando sono rientrato ho detto loro che li amavo tutti. Poi abbiamo cominciato a interrogarci sulle cause del guasto, che difficilmente vedrete verificarsi di nuovo».

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Messaggio Da sturmunddrang il Lun 9 Dic 2013 - 18:31

certo che rischiare di annegare nello spazio.....  sudo freddo 
agli scrittori di fantascienza non sarebbe mai venuto in mente
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Messaggio Da miss marple il Mar 10 Dic 2013 - 12:20

deve aver passato un ben brutto quarto d'ora  sudo freddo 

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Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Gio 12 Dic 2013 - 8:48

ieri ho visto quando è andato da letta, ledichiarazioni che ah fattosulcontributo italiano allamissione,soprattutto dal punto di vista tecnico e tecnologico, era così fiero di essere italiano,mi ha davvero commossa.e miha fatto tanto piacere che tutto questo venga da un meridionale

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Messaggio Da miss marple il Ven 13 Dic 2013 - 14:40

Smile 

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Messaggio Da miss marple il Lun 30 Dic 2013 - 14:17

le foto più belle della terra fatte dallo spazio nel 2013, messe a disposizione dalla Nasa


dune di sabbia nel deserto australiano


il vulcano Pavlof in Alaska


vortici di nuvole sull'isola Socorro nell'oceano pacifico


la deforestazione nell'Amazzonia peruviana


il tifone Hayane al suo arrivo nelle Filippine

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Messaggio Da miss marple il Ven 10 Gen 2014 - 12:46

NuStar, il telescopio della Nasa in orbita da un anno e mezzo per raccogliere informazioni sui buchi neri, ha catturato l'immagine di una stella morta che sembra una mano aperta. E' una nebulosa distante 17mila anni luce dalla Terra e vecchia 1.700 anni, chiamata "mano di Dio" dai tecnici della Nasa. Il fenomeno era già stato fotografato dal telescopio orbitante a raggi X Chandra qualche anno fa. Esso è dato da una pulsar, ossia una stella di neutroni che scarica la sua energia nell'universo, girando su se stessa






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Messaggio Da miss marple il Ven 14 Mar 2014 - 16:58



Ha un diametro pari a 1.300 volte quello del Sole. HR 5171 A è la più grande stella ipergigante gialla mai vista nell’universo, si trova nella costellazione del Centauro ed è stata trovata da un gruppo internazionale guidato da Olivier Chesneau utilizzando l’interferometro dell’Osservatorio meridionale europeo (Eso). Gli astronomi hanno sfruttato l’interferometria per combinare la luce raccolta da diversi telescopi singoli, formando di fatto un gigantesco telescopio di dimensione fino a 140 m di diametro.


Ultima modifica di miss marple il Sab 15 Mar 2014 - 15:43, modificato 1 volta

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Messaggio Da sturmunddrang il Ven 14 Mar 2014 - 21:57

apperò
ma è una stella binaria o ha solo uno sbaffo di fuoco?
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Messaggio Da miss marple il Sab 15 Mar 2014 - 15:44

stella binaria  controllando 

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Messaggio Da sturmunddrang il Dom 16 Mar 2014 - 17:22

sono così vicine che sembra impossibile che non si siano già conglobate  chissà 
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Messaggio Da miss marple il Ven 4 Apr 2014 - 12:27


Saturno, oceano di acqua su Encelado. Gli scienziati: “Scoperta fantastica”
“Quelle ottenute da Cassini sono misure credibili e dimostrano che gli strumenti della sonda funzionano ottimamente, così come le stazioni che ricevono i dati a Terra”, ha detto il coordinatore scientifico dell’Asi, Enrico Flamini. Entusiasta anche il presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Giovanni Bignami. “È una notizia molto importante, che denota l’eccellenza della ricerca italiana in astrofisica”


Sono entusiaste le prime reazioni del mondo scientifico alla scoperta che sotto la superficie ghiacciata della più piccola luna di Saturno, Encelado, c’è un oceano di acqua liquida che potrebbe essere ospitale per la vita. Pubblicata su Science e coordinata dall’Italia, con Luciano Iess dell’università Sapienza di Roma, la ricerca è stata possibile grazie alla missione Cassini, di Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

“Quelle ottenute da Cassini sono misure credibili e dimostrano che gli strumenti della sonda funzionano ottimamente, così come le stazioni che ricevono i dati a Terra”, ha detto il coordinatore scientifico dell’Asi, Enrico Flamini. “Lo strumento di radio-scienza che ha permesso le misure e l’antenna ad alto guadagno sono l’importante contributo dell’Asi a questa missione straordinaria”, ha aggiunto. “Non sono invece ancora del tutto chiare – ha rilevato – le indicazioni sull’esistenza di un letto roccioso sotto l’oceano: potrebbe trattarsi di ghiaccio con silicati”. Tuttavia “è chiaro che se ci sono acqua liquida e silicati potrebbero esserci condizioni favorevoli alla vita”.

Per Nicolas Altobelli, ricercatore della missione Cassini per l’Esa, “è una scoperta significativa e fantastica, avvenuta grazie a tre passaggi ravvicinati di Cassini al Polo Sud di Encelado”. È anche “interessante che questa piccola luna sia potenzialmente ospitale per la vita”. Per Altobelli bisogna considerare che “potrebbero esserci molti pianeti con acqua liquida: la loro presenza potrebbe essere più comune di quanto sospettiamo”. Per avere ulteriori dati su Encelado saranno comunque necessari nuovi passaggi ravvicinati di Cassini, finalizzati a studiare la composizione chimica dei getti. Andare a vedere che cosa c’è sotto la superficie ghiacciata, fino all’oceano, è invece impossibile.


Entusiasta anche il presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Giovanni Bignami. “È una notizia molto importante, che denota l’eccellenza della ricerca italiana in astrofisica”, ha osservato. “La scoperta – ha aggiunto – indica che l’acqua, con l’idrogeno, è l’elemento più comune nell’universo. La probabilità che esistano altre forme di vita al di fuori della Terra sembra essere superiore a quanto ci aspettassimo appena dieci anni fa. Naturalmente – ha concluso – c’è ancora tanto lavoro da fare prima di raccogliere prove certe”.

Encelado era da tempo nella lista dei possibili sospetti nella lunga caccia alla vita nel Sistema Solare. A rendere improvvisamente interessante questo piccolo corpo ghiacciato erano stati i getti, nei quali la sonda Cassini aveva visto nel 2005 anche tracce di materiale organico. Adesso la scoperta di un oceano di acqua liquida con un possibile letto roccioso riaccende le speranze perché queste potrebbero essere condizioni ideali per reazioni chimiche complesse.

Se per molti ricercatori i pianeti con acqua liquida potrebbero essere più comuni del previsto, c’è chi comincia a pensare che anche la vita potrebbe essere meno rara di quanto di possa immaginare. Per esempio è del 2013 la scoperta, del telescopio spaziale Hubble, di pennacchi di vapore acqueo alti fino a 200 chilometri su un altro insospettabile ‘inquilino’ del Sistema Solare: Europa, una delle più grandi fra le 67 lune di Giove. Anche in questo caso si è cominciato a pensare che forse la vita potrebbe nascondersi negli oceani di acqua liquida chiusi sotto la spessa calotta di ghiaccio che riveste Europa. Marte, poi, non ha quasi mai smesso di far parlare di sé ed è del febbraio scorso la scoperta, su meteorite marziano caduto in Antartide 50.000 anni fa, di solchi e minuscole sfere che suggeriscono la possibilità che forme di vita elementari possano essere esistite sul pianeta rosso centinaia di milioni di anni fa.

Nel 2005 la spettacolare discesa della sonda Hyugens sulla più grande luna di Saturno, Titano, ha inviato a Terra dati e immagini di un’abbondante pioggia di molecole organiche. Molecole di carbonio e acqua, ingredienti chiave della vita, sono state trovate nel 2001 nella polvere e nei gas che circondano lontane stelle, rafforzando l’idea che i mattoni della vita pervadano l’universo e che di conseguenza la vita potrebbe formarsi ovunque nel cosmo.

La prima molecola organica che si è potuta “toccare con mano” è stata la glicina, il più comune degli amminoacidi scoperto nei granelli della cometa Wild 2, portati a Terra nel 2006 dalla missione americana Stardust. Molecole alla base della vita sono state scoperte nel 2011 anche in un meteorite caduto nel 2000 nel lago canadese Tagish. Ma la più grossa battuta di caccia ai segreti delle comete è già cominciata con il ‘risveglio’ di Rosetta, la sonda dell’Agenzia spaziale europea (Esa) che in novembre dovrà imbrigliare la cometa Churyumov-Gerasimenko in modo da far scendere sulla sua superficie un veicolo destinato a raccogliere frammenti del suo nucleo.

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Messaggio Da miss marple il Mar 8 Apr 2014 - 16:12



L' ''Earth Observatory'' della NASA - concorso annuale di fotografia - ha scelto le immagini vincitrici selezionando 32 scatti e chiedendo al pubblico di votare i più suggestivi. Lo shot più bello è quello che ritrae le isole Canarie, riprese dal Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS). Nella foto il riflesso della luce solare e del vento sulle onde disegna delle scie, facendo sembrare che le isole fluttino nell'Oceano Atlantico

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Messaggio Da sturmunddrang il Mar 8 Apr 2014 - 20:34

che bella Smile
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Messaggio Da miss marple il Mar 22 Apr 2014 - 17:13

Una raccolta di foto della laguna di Venezia scattate dagli astronauti della Iss. Le foto, che sono state georeferenziate e mosaicate dall'Osservatorio della Laguna e del Territorio e inserite tra le mappe, sono disponibili sul portale www.atlantedellalaguna.it nella sezione dedicata ai Progetti speciali.









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Messaggio Da miss marple il Ven 16 Mag 2014 - 11:19

La "grande macchia rossa" di Giove, il suo segno distintivo, non è più così grande. Lo testimoniano le ultime immagini del telescopio spaziale Hubble scattate nell'aprile 2014. Il gigantesco "neo" caratteristico del gigante gassoso si è rimpicciolito di quasi tre volte da quando furono stimate per la prima volta, alla fine dell'800, le sue dimensioni. Il suo diametro era circa 41mila chilometri un secolo e mezzo fa (abbastanza spaziosa per contenere tre volte la Terra) ma, nel corso del tempo le sue misure si sono ridotte progressivamente. La sua forma, da ovale, tende sempre più a diventare un cerchio. Nel 1979 e nel 1980 durante alcuni flyby, le immagini raccolte dalla sonda Voyager 1 avevano permesso di stimare la sua larghezza in 25mila chilometri. E ora, le nuove osservazioni suggeriscono che si sia ristretta ulteriormente fino a misurare "appena" 16mila chilometri di diametro. La macchia rossa di Giove è una gigantesca e longeva perturbazione dell'emisfero meridionale con venti che raggiungono velocità per noi spaventose di centinaia di chilometri all'ora





questo mi ricorda..........mi ricorda .............. mah 
questo
 egg 
uovo in cereghino  Very Happy 

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Messaggio Da sturmunddrang il Ven 16 Mag 2014 - 12:58

ahahahah Very Happy


fatemi capire, il pianeta è gigantesco e quindi i temporali durano centinaia di anni?
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Messaggio Da miss marple il Ven 16 Mag 2014 - 13:40

ma non è l'uovo in cereghino ad essere una perturbazione?  Surprised 
ma perturbazione non è obbligatoriamente accompagnata da fenomeni di tipo meteo, sembra che sia un vento o mi sbaglio?  chissà 

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Messaggio Da sturmunddrang il Ven 16 Mag 2014 - 15:19

si si parlavo della macchia, dicevano che è una longeva perturbazione
per me il vento è una perturbazione
ed è un fenomeno meteorologico
o no?  Surprised 
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Messaggio Da miss marple il Ven 16 Mag 2014 - 15:44

ma scusa tu sopra hai scritto che i temporali durano centinaia di anni, da dove hai dedotto la cosa? io mi riferivo a quello  Cool 

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Messaggio Da sturmunddrang il Sab 17 Mag 2014 - 10:57

centinaia perchè dicevano che la macchia era il triplo nell'800 e adesso sta calando un po' il vento Very Happy
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Messaggio Da miss marple il Sab 17 Mag 2014 - 10:59

ecco ma come fai a sapere che è diminuita di dimensione per i temporali? temporale = pioggia non vento

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Messaggio Da sturmunddrang il Sab 17 Mag 2014 - 11:19

era una metonimia  Cool 
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