e le stelle stanno a guardare

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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Mar 19 Feb 2013 - 8:59


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si legge SCASSALCÁZZAIA

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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da sturmunddrang il Mar 19 Feb 2013 - 23:10

ecco, per fortuna che ogni tanto c'è gente che fa progredire il mondo ok
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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da miss marple il Sab 23 Feb 2013 - 13:11

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/13_febbraio_22/parmitano-astronauta-primo-italiano-passeggiata_d1141626-7ce6-11e2-a4ef-4daf51aa103c.shtml


LUCA PARMITANO RESTERÀ SEI MESI SULLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE
Scelto il primo italiano per una
passeggiata nello spazio
Partirà da Baykonur il 28 maggio a bordo della Soyuz

Luca Parmitano, 36 anni di origine siciliana (Paternò), volerà letteralmente nello spazio perché la Nasa lo ha inserito tra gli astronauti del prossimo equipaggio della Stazione spaziale internazionale (Iss) che compiranno una passeggiata cosmica: sarà il primo italiano. Anzi è previsto addirittura per due EVA (come sono chiamate tecnicamente le ExtraVehicular Activity, le uscite extraveicolari).
SEI MESI SULLA ISS - Parmitano, astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa), decollerà a Baykonur il 28 maggio prossimo a bordo della navicella Soyuz assieme all’americana Karen Nyberg e al russo Fyodor Yurchikhin. Rimarranno sulla stazione Iss per sei mesi. Al decollo Parmitano, che è capitano e pilota collaudatore dell’Aeronautica Militare, sarà «ingegnere di volo». «E sarà un ruolo importante per questa missione», spiega, «perché collauderemo definitivamente un viaggio rapido alla stazione in sole sei ore invece che in 48, con tutti i vantaggi immaginabili». Ma ora, come ha confermato la Nasa e ha annunciato il presidente dell'Asi (Agenzia spaziale italiana), Enrico Saggese, definendo i ruoli della Spedizione 36-39, Luca coronerà anche il sogno di passeggiare nel vuoto cosmico guardando la Terra scorrere sotto i suoi piedi.


Sturm sono convinta che sei invidiosa Very Happy

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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da sturmunddrang il Sab 23 Feb 2013 - 14:33

soprattutto del fatto che non soffre di cinetosi, io non potrei mai sudo freddo

al massimo faccio l'assistente a terra Very Happy



avevo anche letto che porterà delle lasagne
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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da miss marple il Sab 23 Feb 2013 - 17:48

http://cucina.corriere.it/notizie/13_febbraio_20/scabin-prima-lasagna-lanciata-spazio_e2a764c4-7b51-11e2-ba69-3fd719869bcf.shtml

CINQUE RICETTE «PRONTE» PER L'EQUIPAGGIO DEL SOYUZ
Scabin e la prima lasagna lanciata nello spazio
Lo chef torinese presenta al Mangiadischi le ricette che accompagneranno il viaggio dell'astronauta Luca Parmitano


Una lasagna con tutti i crismi. Farcita di ragù alla bolognese, besciamella, formaggio, carne macinata, pasta all'uovo. E anche di una chiavetta usb, a sua volta caricata con la playlist dello chef. È questa l'idea di contaminazione tra cibo e musica di Davide Scabin, l'eclettico chef del Combal.Zero, due stelle Michelin a Rivoli, Torino. Il piatto farà parte della cambusa del prossimo viaggio spaziale di Nasa ed Esa. E, anche se termostabilizzata, conterrà tutti gli ingredienti della ricetta tradizionale. Tutti tranne la chiavetta Usb, aggiunta soltanto per la presentazione al pubblico del Mangiadischi, trasmissione musical-gastronomica lanciata dalla rivista Rolling Stone registrata lo scorso 17 dicembre a Erba.
Il volo spaziale. La prima lasagna lanciata nello spazio decollerà il prossimo 28 maggio dal cosmodromo di Bajkonur nella steppa del Kazakistan, a bordo della navicella Soyuz. Farà parte dello speciale menu ideato e realizzato in due anni di studi e ricerche dallo chef piemontese per alleviare la «nostalgia di casa» dell'astronauta italiano Luca Parmitano. «È stato un lavoro complesso e faticoso - spiega il cuoco - ma siamo molto soddisfatti del risultato». Oltre alla lasagna, il menu «spaziale» prevede una parmigiana di melanzana termostabilizzata, risotto al pesto, caponata e tiramisù disidratati. «Siamo stati attenti a valutare le curvature termiche di conservazione - aggiunge Scabin - e penso che siamo riusciti a risolvere brillantemente il problema della sapidità. Non potevamo aggiungere sale, che provoca ritenzione idrica, e così abbiamo usato pomodori e grana padano concentrati e un pizzico di salsa di soia. Il preparato è stato poi imbustato in confezioni di alluminio in grado di reggere alle sollecitazioni del decollo e del volo spaziale. Ciascuna è dotata di una specie di rubinetto, è sufficiente aggiungere acqua calda a 70 gradi e il gioco è fatto». I piatti sono stati presentati recentemente anche al congresso Identità Golose, il congresso milanese cui partecipano i migliori chef italiani. Suscitando interesse.

L'esibizione al Mangiadischi. L'ultima puntata del Mangiadischi, che andrà online soltanto tra qualche settimana, è stata registrata domenica 17 febbraio al RistoExpo di Erba. Davanti a una platea di appassionati, giunti nel Comasco soprattutto per ascoltare il carismatico chef piemontese, è andato in scena lo spettacolare abbinamento di musica e cinema che costituisce l'anima dello show condotto dal giornalista Carlo Spinelli (Italia Squisita e Rolling Stone) e della voce di Radio Popolare Niccolò Vecchia (Patchanka e Sonica). L'alter ego di Scabin è stato Tommaso Colliva, produttore che collabora con band titaniche (Franz Ferdinand e Muse su tutti) e fondatore dei Calibro 35. E vista la caratura degli ospiti, la miscela è stata perfetta, proprio come succede quando un buon vino si sposa con un piatto sapientemente preparato: «Il nostro programma funziona proprio così - spiega Spinelli -. Il cuoco presenta la sua ricetta mentre il dj suona. A volte però capita che i ruoli s'invertano, e allora lo chef comincia a mixare dischi mentre il musicista spadella alla grande».

Surprised sudo freddo no no no vomito

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Messaggio Da sturmunddrang il Dom 24 Feb 2013 - 11:34

eh, non è che possono girare il sugo per due ore sulla ISS, vola via tutto Laughing
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Messaggio Da miss marple il Lun 25 Feb 2013 - 13:09

poi leggi ciò che segue e ti scappa la poesia Sad



http://www.corriere.it/economia/13_febbraio_25/costi-spaziali-agenzia-rizzo_ee91639c-7f17-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml


SOTTRATTA ALL'ARCHITETTO FUKSAS E FINITA NELLE MANI DI UNA DELLE DITTE DEL SISTEMA BALDUCCI
I costi spaziali dell'Agenzia
La sede passa da 12 a 84 milioni
L'authority di vigilanza: opera affidata senza motivo a trattativa privata

ROMA - A chi fosse alla ricerca di nuovi incubi consigliamo un'interessante lettura. È una delibera dell'authority che vigila sulle forniture pubbliche, dove si racconta nei dettagli la storia della sede dell'Agenzia spaziale italiana (Asi), ente statale che gestisce ogni anno 700 milioni di euro. E di come abbia fatto il conto, senza che nessuno battesse ciglio, a moltiplicarsi per sei: da 24 miliardi di lire (12 milioni di euro) a quasi 84 milioni e mezzo di euro. Quella delibera, approvata il 19 dicembre scorso, è il frutto di una indagine scattata dopo un esposto della Procura della Corte dei conti. E non è un caso che i suoi contenuti vengano ora citati in una relazione appena pubblicata dalla stessa magistratura contabile sulla gestione recente dell'Asi, dalla quale l'attuale presidente Enrico Saggese, ex dirigente di Finmeccanica ed esperto per lo spazio dell'ex presidente Pierfrancesco Guarguaglini, esce piuttosto ammaccato.

La vicenda ha inizio nel 1999. Per la nuova sede dell'Agenzia, allora presieduta da Sergio De Julio, già deputato della sinistra indipendente, viene individuata l'area della ex caserma Montello nel quartiere Flaminio di Roma, attigua a quella dove poi sorgerà il museo Maxxi. Il concorso internazionale lo vince l'architetto Massimiliano Fuksas. Siamo alla fine del 2000: il costo previsto è di 24 miliardi, più 3 miliardi e mezzo per il progetto.

Trascorre un anno, il governo di Silvio Berlusconi subentrato a quello di centrosinistra guidato da Giuliano Amato, sostituisce il presidente dell'Asi e la cosa inspiegabilmente si ferma. Le sollecitazioni di Fuksas rimbalzano nel vuoto mentre il tempo passa invano. Finché salta fuori un decreto ministeriale che riordina l'Agenzia. Tanto basta perché i nuovi vertici dell'ente chiedano più spazio e improvvisamente decidano di cambiare tutto: la nuova sede non si farà più al Flaminio ma vicino all'Università di Tor Vergata. La convenzione con il ministero delle Finanze firmata qualche anno prima finisce nel cestino insieme con tutto il lavoro di Fuksas. Il quale esplode: «Leggo che la sede si farà altrove, con un altro progetto. E loro? Cambiano luogo e architetti e non mi fanno nemmeno, dico, nemmeno una telefonata?». La vertenza che ne segue si chiude con il pagamento da parte dell'Asi di un milione 378.177 euro e 22 centesimi. «Un inutile dispendio di denaro pubblico», lo definiscono nella delibera i commissari dell'authority. Difficile dargli torto.

Ma il meglio deve ancora venire. Perché l'Agenzia, nota l'autorità, sostiene «l'indisponibilità in quel momento di competenze professionali adeguate a gestire una realizzazione della complessità della nuova sede». Ragion per cui affida tutto al Provveditorato alle opere pubbliche del Lazio, cioè di Angelo Balducci: lo stesso che anni dopo finirà travolto dalle inchieste sulla «cricca».

Per prima cosa il nuovo progetto viene affidato senza concorso. Se ne occupano i tecnici del provveditorato insieme ad alcuni consulenti esterni, fra cui lo studio di architettura 5+1 AA di Alfonso Femia e Gianluca Peluffo, l'ingegnere Camillo Nuti, l'architetto Annalaura Spalla, la geologa Donatella Pingitore... Con l'elaborato preliminare si arriva in un baleno a 43,3 milioni di euro, per raggiungere con quello definitivo i 61,8 milioni. Non è finita. Perché ci sono le inevitabili perizie di variante, e una serie di opere complementari, per qualcosa come una ventina di milioni fra impianti fotovoltaici e altro, che fanno lievitare l'importo a 84 milioni 434.755 euro e 65 centesimi. Cui vanno evidentemente sommati, fra l'altro, anche i soldi dei consulenti nonché quelli del progetto di Fuksas gettato alle ortiche con la motivazione che serviva molto più spazio. Ma era proprio così? L'authority di vigilanza ricorda che gli standard stabiliti dalle norme ministeriali per i dipendenti pubblici variano da un minimo di 9 a un massimo di 28,3 metri quadrati a persona. Nella nuova sede, pur calcolando la capienza massima, non si va al di sotto dei 43.

Ancora più singolare è quello che succede con l'affidamento dei lavori. Perché l'appalto viene segretato: ragioni di sicurezza, dice il presidente dell'Agenzia Sergio Vetrella, che a fine mandato sarà nominato senatore del Popolo della libertà e assessore della giunta di centrodestra della Regione Campania. Si procede perciò a trattativa privata fra le ditte «di fiducia» dell'amministrazione, cioè del Provveditorato di Balducci. E chi la spunta? La Sac, Società appalti costruzioni, finita anch'essa nelle inchieste sulla «cricca» per l'Auditorium di Firenze, una delle opere per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Un caso?

Di sicuro l'authority dice che quella segretazione non stava in piedi. Il rapporto ricorda che «il giudizio di segretezza spetta esclusivamente al ministro», mentre qui «si rinviene solo una nota del presidente, riportante la data del 4 agosto 2005, indirizzata al ministero delle Infrastrutture e non al ministero della Ricerca da cui l'ente dipende e che sarebbe stato l'organo deputato all'emanazione del provvedimento di segretazione». Non solo. «Da tale lettera si rileva l'indeterminatezza delle motivazioni addotte per la richiesta di segretazione... Tale comunicazione, senza peraltro un formale provvedimento da parte dell'organo preposto, è stata però ritenuta sufficiente per sottrarre l'opera alle ordinarie procedure di gara e aggiudicarla a trattativa privata».

Ma è solo il più ustionante dei molti pesanti rilievi dell'autorità, che vanno dalle consulenze, all'aggiramento delle regole, alla lievitazione abnorme dei costi. Se qualcuno ancora non ha capito come abbiamo fatto a ritrovarci addosso un debito pubblico mostruoso, può partire da storie come questa.

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Messaggio Da sturmunddrang il Lun 25 Feb 2013 - 16:43

eh già
chissà come mai abbiamo un debito pubblico così
sarà la crisi

eeeh la crisi

Evil or Very Mad
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Messaggio Da miss marple il Mar 26 Feb 2013 - 13:42

http://www.repubblica.it/esteri/2013/02/25/foto/meteorite_in_russia_trovato_frammento_da_1_kg-53415742/1/?ref=HRESS-10#1



Questo è il più grande dei frammenti trovati dal momento della caduta del meteorite in Russia. A scoprirlo è l'Università degli Urali. Il responsabile della ricerca, Viktor Grokhovsky, ha precisato che complessivamente sono stati fino a ora ritrovati più di cento frammenti lungo i 50 chilometri che corrispondono al tragitto di volo del meteorite dopo il suo impatto con l'atmosfera
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Messaggio Da sturmunddrang il Mar 26 Feb 2013 - 16:36

anch'io ne ho tanti, se volete ve li vendo soldi
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Messaggio Da miss marple il Mar 26 Feb 2013 - 18:44

eeeeeeeeeeeeeehhhhhhhh????????????? Surprised

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Messaggio Da sturmunddrang il Mar 26 Feb 2013 - 21:29

Laughing scommetto che ce ne sono in giro millemila di questi frammenti, molti di più di quelli caduti




miss, tu che sei abile nelle ricerche...
qualche giorno fa ho letto di una stampante in 3D per "stampare" oggetti sulla luna per preparare l'arrivo dell'uomo, ti risulta? chissà
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Messaggio Da miss marple il Mer 27 Feb 2013 - 0:37

devo indagare controllando

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Messaggio Da sunflower il Mer 27 Feb 2013 - 10:44

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Messaggio Da miss marple il Mer 27 Feb 2013 - 13:11

mi sa sun che è proprio questa però io ho capito poco Embarassed
cioè infilano del materiale tipo lunare, preso magari dalla terra sull'etna e lo usano come ''inchiostro'' per creare materiale solido tipo pareti
è così?

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Messaggio Da sunflower il Mer 27 Feb 2013 - 13:47

praticamente secondo l'articolo sarà " possibile utilizzare il terriccio lunare per creare strutture sufficientemente resistenti" e "verrà utilizzato il terriccio lunare liquefatto con ossido di magnesio, a cui verrà poi applicato un sale per solidificarlo". Quindi probabilmente ora stanno facendo vari tentativi e prove tecniche per mettere in pratica il progetto direttamente con il materiale "lunare". Almeno credo....
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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da sturmunddrang il Mer 27 Feb 2013 - 16:42

esatto, l'idea è di usare materiale locale (lunare) per risparmiare sul trasporto

intanto fanno esperimenti con materiale dell'Etna
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Messaggio Da miss marple il Gio 7 Mar 2013 - 23:47

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/13_marzo_07/cometa-cade-su-marte-altra-visibile-italia_ae05bc66-8682-11e2-8496-c29011622c49.shtml


LA COLLISIONE POTREBBE AVVENIRE IL 19 OTTOBRE 2014
Una cometa sfiorerà Marte e (forse) lo colpirà
E un'altra è visibile anche da noi
Probabilità di caduta: 1 su 600. Pan-Starrs già si vede nell'emisfero sud e dal 10 marzo anche in Italia

Il 19 ottobre 2014 potremmo assistere a uno straordinario quanto violento scontro cosmico vicino a casa nostra, vicino alla Terra, su Marte. Una cometa da poco scoperta, il 3 gennaio scorso, dall’astronomo scozzese-australiano Robert H. McNaught dal Siding Spring Observatory in Australia, transiterà vicino al Pianeta rosso a una distanza che secondo le valutazioni degli scopritori dovrebbe essere di 101 mila chilometri. Però gli esperti del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa ritengono che potrebbe volare più vicino, a 50 mila chilometri dalla superficie. Leonid Elenin, astronomo russo del Keldish Institute of Applied Mathematics riduce ulteriormente la distanza ad appena 41.300 chilometri.
COLLISIONE - Conclusione: la probabilità che cada è oggi stimata dal Jpl in una su 600; quindi per niente trascurabile. L’incertezza sta nel fatto che le osservazioni dell’orbita della cometa battezzata «C/2013 A1» (Siding Spring) sono ancora ridotte per il poco tempo trascorso dalla sua individuazione. Più i giorni passano meglio sarà precisato il tragitto e si capirà quale sarà la prospettiva fra venti mesi. La quale potrebbe appunto essere un impatto se la distanza sarà così ridotta da trasformare il nucleo in una preda dell’attrazione gravitazionale marziana. Se ciò accadesse, considerando che il diametro del nucleo è valutato per il momento tra 8 e 50 chilometri, provocherebbe secondo gli specialisti del Jpl di Pasadena un cratere di due chilometri di diametro liberando un’energia di vari megaton, cioè svariate centinaia di volte superiore a quella della bomba di Hiroshima.

ALLARME - Lo scopritore della cometa, che solleva un comprensibile allarme nella curiosità e nella scienza, è un noto cacciatore di comete avendone finora scovate ben 75. Che l’evento possa accadere non si presenta come una straordinaria eccezionalità. Si ricorderà che nel luglio 1994 la cometa Shoemaker-Levy arrivando nelle vicinanze di Giove si frammentò grazie alle potenti forze gravitazionali del gigante del Sistema solare e i vari pezzi si inabissarono nell’atmosfera gioviana. E le fotografie riprese dal telescopio spaziale Hubble rimangono come una storica testimonianza.


DA NOI - In attesa di vedere che cosa succederà con la nuova cometa, in questi giorni sta arrivando nei pressi del Sole la cometa C/2011L4/Pan-Starrs che a partire dal 10 marzo dovrebbe essere visibile a occhio nudo al tramonto. Lunedì è passata vicino alla Terra e sarà il primo dei due spettacoli cometari che l’annata astronomica ci riserva. Alla fine dell’anno lo spettacolo potrebbe essere ancora più esaltante con una seconda cometa (Ison) che, secondo le previsioni, potrebbe diventare la cometa del secolo perché la sua luminosità potrebbe addirittura gareggiare con quella della Luna


Speriamo che non distrugga il robottino amico di Sturm sudo freddo

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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da sturmunddrang il Ven 8 Mar 2013 - 14:10

miss marple ha scritto: cometa (Ison) che, secondo le previsioni, potrebbe diventare la cometa del secolo perché la sua luminosità potrebbe addirittura gareggiare con quella della Luna

sbav


miss marple ha scritto:
Speriamo che non distrugga il robottino amico di Sturm sudo freddo

tra parentesi, hai sentito che si è bloccato l'hard disk e l'hanno riavviato in modalità provvisoria? adesso dovrebbe entrare in funzione il computer di riserva ansia
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Messaggio Da miss marple il Sab 9 Mar 2013 - 15:58

povero robottino......vittima dell'errore umano, speriamo in bene Smile

nel frattempo, news from the space:


Comete, in arrivo una sfilata di stelle.
Quattro nel 2013, la prima sarà Panstarrs
Il passaggio al perielio, ossia la minima distanza dal Sole, è previsto per il 10 marzo. Nei nostri cieli arriverà un giorno prima, massima luminosità prevista per l'11. Eventi di osservazione organizzati in tutto il Paese. E per Natale arriva Ison, la più spettacolare



MANCANO poche ore all'inizio della 'sfilata' delle comete: ben 4 sono previste nel 2013. Ad inaugurare la 'passerella' è Panstarrs che farà capolino nei cieli fra il 9 e il 10 marzo. Cruciale per Panstarrs sarà il passaggio vicino al Sole: se la nostra stella non la indebolirà, la cometa sarà visibile a occhio nudo. Si affaccerà nei cieli del nostro emisfero probabilmente il giorno prima del suo passaggio al perielio, ossia la minima distanza dal Sole, prevista per il 10 marzo.



Rispetto alle previsioni, la cometa "nelle ultime settimane si è indebolita un pò ma in ogni caso - spiega l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope - sta recuperando e ci aspettiamo che sia visibile a occhio nudo". La cometa, spiega il presidente dell'Unione Astrofili Italiani (Uai), Mario Di Sora, "anche se molto bassa sull'orizzonte, dovrebbe cominciare a essere visibile dal 9 marzo e fino all'11 raggiungerà la sua massima luminosità. Ma si potrà osservare meglio appena inizierà ad alzarsi sull'orizzonte, fra il 15 e il 16". L'oggetto, spiega Masi, dovrebbe avere una luminosità di magnitudine 2, come la stella polare. Per osservarla, prosegue, "bisognerà guardare verso ovest, subito dopo il tramonto.

Inizialmente l'oggetto sarà visibile nella costellazione dei Pesci e si dirigerà nella costellazione di Pegaso fino a solcare le stelle di Andromeda a fine marzo" quando lascerà i nostri cieli.

Vari gli eventi organizzati dalla Uai: il 15 marzo osservazioni presso l'Osservatorio di Campocatino (Frosinone) e presso l'Osservatorio Fuligni di Rocca Priora (Roma); il 16 marzo osservazioni a Noci (Bari). A metà marzo si affaccerà nel cielo anche la cometa C/2012 T5 Bressi. Ma sarà bassissima sull'orizzonte e non visibile ad occhio nudo. Poi arriverà la cometa Lemmon, che, rileva Masi, esordirà nel cielo boreale a cominciare dalla metà di aprile. Ma la sua luminosità sarà intorno alla magnitudine 5, e dunque per vederla è consigliabile un modesto binocolo. A chiudere 'l'anno delle cometè sarà Ison, che si annuncia memorabile. Potrebbe diventare la super-cometa di Natale 2013. Si prevede molto luminosa sottolinea l'Istituto Nazionale di Astrofisica, probabilmente come la Luna e sarà visibile anche di giorno.


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Messaggio Da miss marple il Lun 11 Mar 2013 - 13:43

Satellite russo ko, colpito da detrito spaziale cinese
Prodotto da un test missilistico cinese del 2007 per dimostrare la capacità di distruggere razzi Usa in orbita


Il satellite russo Blits è stato colpito - e probabilmente messo fuori uso - da un rottame spaziale cinese proveniente dal satellite Feng Yun 1C, distrutto l'11 gennaio 2007 nel corso di un test anti-missile. Lo hanno reso noto i ricercatori del Center for Space Standards & Innovation di Colorado Springs. La collisione fra il satellite di 7,5 chili e il rottame di 80 milligrammi di peso è avvenuta lo scorso 22 gennaio, ma è occorso oltre un mese per determinare cosa avesse colpito il satellite russo.


CRITICHE - Già nel 2007, quando i cinesi distrussero il proprio satellite meteo - che stava uscendo dall'operatività - utilizzato come bersaglio in un test militare anti-missile, erano sorte molte critiche in ambito scientifico proprio per il pericolo di diffusione di microdetriti orbitanti molto pericolosi per gli altri satelliti. Fatto che si è puntualmente verificato sei anni dopo. Pechino a suo tempo aveva affermato che il test «era necessario come deterrente per dimostrare la capacità di colpire missili americani».



COLLISIONE - La collisione ha modificato i parametri di Blits: ora compie una rotazione ogni 2,1 secondi, mentre prima girava su se stesso ogni 5,6 secondi. Inoltre il semiasse maggiore dell'orbita si è subito abbassato di 120 metri. In pratica lo ha reso inutilizzabile, in quanto Blits serviva per esperimenti laser ad alta precisione.
SECONDA VOLTA - È la seconda volta che un satellite viene colpito da un detrito spaziale. Il primo fu nel 2009 quando un satellite americano di telecomunicazioni venne messo ko da un satellite militare russo fuori servizio. Dalla collisione nacque una nuvola di altri detriti spaziali. Secondo la Nasa, intorno alla Terra orbitano almeno 500 mila detriti più grandi di una biglia. Ma i detriti di almeno 1 millimetro potrebbero essere addirittura centinaia di milioni.

sudo freddo

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Messaggio Da sturmunddrang il Lun 11 Mar 2013 - 23:07

si, ma tanto quando cadono bruciano subito, don't worry chissà
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Messaggio Da miss marple il Mer 13 Mar 2013 - 0:29


SCOPERTE SPAZIALI
La Nasa: «In un cratere di Marte,
condizioni favorevoli alla vita»
L'annuncio al quartier generale a Washington
Lo confermano i dati raccolti dal rover Curiosity



Il Rover Curiosity della Nasa ha fornito la prova per la quale era stato costruito e spedito su Marte. Il luogo dove è sbarcato il 5 agosto scorso poteva supportare la vita: ad esempio lo sviluppo di microbi. Per sottolineare l’importanza della notizia, il risultato è stato annunciato nel quartier generale della Nasa a Washington e non al JPL di Pasadena da dove si governa il robot.
IL PRIMO PASSO - Curiosity ha trivellato alcuni centimetri di suolo i cui campioni sono stati analizzati dal laboratorio chimico di bordo e gli strumenti SAM e CheMin hanno certificato la presenza di zolfo, azoto, idrogeno, fosforo e carbonio, cioè gli ingredienti di base della vita. Ma questi sono solo i mattoni fondamentali trovati pure in altri luoghi dell’universo e costituiscono solo il primo passo indispensabile ma ancora non sufficiente per accendere il mondo biologico.

LA TRIVELLAZIONE NEL CRATERE - La trivellazione è avvenuta in una zona battezzata Yellowknife Bay all’interno del grande cratere Gale dove il Rover aveva poggiato le sue ruote poco lontano con estrema precisione quasi otto mesi fa. La trivella ha penetrato un suolo di tipo sedimentario in un punto alla confluenza di alcuni fiumi che in poche remote formavano alternativamente un lago, il cui fondale con i suoi minerali poteva fornire energia chimica e altre condizioni favorevoli ai processi biologici. La zona, al contrario di altre esplorate in passato da Spirit e Opportunity, non era ne troppo acidificata né troppo salata.

L'ANALISI - L’analisi dei granuli raccolti dimostra che le condizioni umide si ripetevano nel tempo e i minerali argillosi costituiscono il 20 per cento della composizione totale del materiale. Questi sono il prodotto della reazione tra l’acqua e altri minerali come olivine trovate nei sedimenti. Inoltre la presenza di solfato di calcio assieme alle argille suggerisce che il suolo è neutro o poco alcalino. Una sorpresa è stato il miscuglio di sostanze chimiche parzialmente ossidate che sulla Terra solo legate alla presenza di alcuni microbi.

«MARTE? ABITABILE» - «Insomma eventuali microorganismi potevano trarre energia da questi materiali» nota Paul Mahaffy responsabile dell’esperimento SAM. «La fondamentale domanda alla base di questa missione era se Marte poteva disporre di un ambiente abitabile. E la risposta è si», ha precisato Michael Meyer, lo scienziato a capo di tutti i programmi marziani dell’ente spaziale americano facendo dimenticare la fuga di notizie non confermate circolate nei mesi scorsi e poi smentite. Bisognava aspettare l’approfondimento delle indagini poi avvenuto portando alle conclusioni ora annunciate.

«SCOPERTE ANCOR PIU' ECCITATI IN FUTURO»- «Abbiamo caratterizzato un ambiente molto antico dove una volta le condizioni erano favorevoli alla vita – ha concluso John Grotzinger responsabile scientifico della missione Curiosity - Ma ritengo che altre scoperte ancora più eccitanti ci aspettino nei prossimi mesi e anni». Ora il Rover proseguirà il suo viaggio verso il monte Sharp per scalarne le pendici e che sorge al centro del grande cratere scavato dalla caduta di un asteroide.

Il tuo amico si dà da fare Sturm Very Happy

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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da sunflower il Mer 13 Mar 2013 - 9:17

ho trovato anche questo articolo:

Spazio/ Nasa: in passato Marte può aver ospitato forme di vita

L'analisi dei campioni di rocce raccolti su Marte dalla sonda della Nsa "Curiosity" ha accertato la presenza di idrogeno, carbonio e ossigeno: lo ha annunciato l''Agenzia spaziale statunitense, sottolineando come in tal mondo sia possibile risponde affermativamente al quesito se il Pianeta Rosso possa aver ospitato in passato delle forme di vita.
"La scienza deve affrontare grossi problemi: la materia che osserviamo rappresenta solo il 4%, il 23 % è oscura cioè non emette energia. Il 72% invece è energia che accellera l'espansione dell'universo..."

Parola di Margherita Hack, che spiega ad Affari: "Il cielo stellato è come un immenso libro aperto nel quale gli uomini, fin dall'antichità, hanno trovato le conoscenze più utili alla loro sopravvivenza. Osservando il cielo hanno imparato a orientarsi in mare o nei deserti, a costruire orologi e calendari, a sfruttare i cicli stagionali per i lavori nei campi".

Poi l'astrofisica spiega ad Affari Italiani la possibilità di altre infinite Terre: "Il sole è una stella comunissima. Pensare che le condizioni per la formazione della vita si siano verificate solo sulla terra è assurdo. Sappiamo che ci sono miliardi di pianeti: dal '95 a oggi ne abbiamo scoperti oltre 300, sappiamo anche che quasi tutte le stelle (come il sole) hanno dei sistemi planetari quindi è ipotizzabile che ci siano miliardi di terre solo nella nostra galassia. Se contiamo che ci sono miliardi di galassie...

Parla di forme di vita intelligenti? "Certo. Ci sono stelle molto più vecchie del sole che ha 5 miliardi di anni. Quindi è facile che le civiltà extraterrestri siano molto più evolute di noi".

Ma perché la scienza non l'ha ancora provato? "E' molto complesso. Il pianeta scoperto più simile alla terra dista da noi venti anni luce. Per raggiungerlo e verificare servirebbe un'astronave capace di viaggiare almeno a un centesimo della velocità della luce e ci vorrebbero comunque 2000 anni. L'alternativa reale è il progetto SETI: dal '64 dei telescopi sono puntati su pianeti simili alla terra e aspettano dei possibili segnali intelligenti. Ma la probabilità di captarli è bassa poiché per comunicare serve che il livello di sviluppo delle civiltà sia circa lo stesso e la nostra è troppo giovane".

Lei è nota per essere molto critica riguardo agli oroscopi e all'astrologia...
"Certo sono una stupidaggine. Oggi conosciamo talmente bene certi particolari delle costellazioni che vengono a cadere completamente i presupposti. Siamo in grado di quantificare perfettamente l'azione degli astri su di noi... Certo una volta si credeva che i pianeti fossero Dei, ma siamo nell'ambito del mito..."

qui c'è il link con le foto ,anche sul presinto "primo extraterrestre" :
http://affaritaliani.libero.it/culturaspettacoli/una-macchia-si-libra-nel-cielo-ufo-in-volo-su-ostia-il-video-24012013.html
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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Mer 13 Mar 2013 - 9:23

le stelle che riesco a vedere, sono una piccola percentuale Very Happy

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