l'angolo di Archimede Pitagorico

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Messaggio Da miss marple il Ven 26 Apr 2013 - 12:52

Nasce la superspugna che ''smacchia'' il mare
Una superspugna capace di "smacchiare" il mare inquinato dal petrolio. L'hanno inventata all'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Una spugna 'magica' che assorbe le sostanze oleose ma non l'acqua e per dirigerla sulle macchie basta una calamita. I ricercatori hanno trattato una spugna di poliuretano, materiale disponibile in commercio, con nanoparticelle di ossido di ferro che l'hanno resa sensibile ai campi magnetici. Sono poi riuscite a rendere la spugna capace di assorbire solo l'olio e respingere l'acqua usando particelle submicrometriche di teflon. Così trattata, la spugna può assorbire olio fino a 13 volte il suo peso

qui il video dell'esperimento: http://video.repubblica.it/edizione/genova/nasce-la-superspugna-che-smacchia-il-mare/126593?video=&ref=HRESS-13
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Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Ven 26 Apr 2013 - 13:36

non ho capito niente

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Re: l'angolo di Archimede Pitagorico

Messaggio Da miss marple il Ven 26 Apr 2013 - 15:32

aspetta Sturm Smile

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Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Ven 26 Apr 2013 - 15:44

eh meglio

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Re: l'angolo di Archimede Pitagorico

Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Ven 26 Apr 2013 - 18:02


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Re: l'angolo di Archimede Pitagorico

Messaggio Da sturmunddrang il Ven 26 Apr 2013 - 21:27

bella la spugna, speriamo che funzioni, almeno non si dovrà aspettare l'esaurimento del petrolio per non vedere più quei disastri signur

scass, se guardi il video che è brevissimo si capisce come funziona
comunque è una spugna con teflon che dicono che assorbe il petrolio e ferro per poterla spostare verso le chiazze di petrolio



magari trovano la registrazione di Bell in cui dice che ha copiato il telefono Very Happy
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Messaggio Da miss marple il Ven 26 Apr 2013 - 23:10

speriamo che non costi molto produrla in grandi quantità e poi mi domando se è riutilizzabile chissà

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Re: l'angolo di Archimede Pitagorico

Messaggio Da sturmunddrang il Sab 27 Apr 2013 - 12:24

così a occhio e croce dovrebbe bastare strizzare la spugna per recuperare il petrolio, quindi gli stessi petrolieri saranno favorevoli a questa soluzione, magari l'hanno pure finanziata loro
sempre meglio di altri metodi che tendevano a far "digerire" o comunque far sparire il petrolio

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Re: l'angolo di Archimede Pitagorico

Messaggio Da miss marple il Mar 30 Apr 2013 - 13:26

http://www.corriere.it/cronache/13_aprile_30/camicia-day-challenge_63db610e-b175-11e2-9053-334578a33cff.shtml


L'HA REALIZZATA L'AZIENDA AMERICANA WOOL&PRINCE CON UN TESSUTO DI FILATO DI LANA
Ecco la camicia che non si lava né si stira
Il sogno delle casalinghe ora è realtà
Dura sei volte in più del cotone e ha una maggiore resistenza agli strappi

Con quella camicia addosso hanno fatto davvero di tutto, comprese le pulizie di casa, una partita a bowling e persino una sciata, perché l’obiettivo dei 15 collaudatori sparsi in tutto il mondo e usati per la “100 Day Challenge” era quello di dimostrare che la camicia in questione poteva essere realmente indossata per 100 giorni di fila senza che ci fosse l’inevitabile e maleodorante obbligo di cambiarla. E nemmeno di stirarla, perché non fa pieghe neppure dopo la strizzata più energica.

A realizzare il sogno di ogni casalinga disperata dinnanzi ai cumuli di camicie del marito da lavare e stirare è stata l’azienda americana Wool&Prince che, dopo sei mesi di test e ricerche, ha sviluppato e brevettato un tessuto che ha la morbidezza al tatto del cotone, ma in realtà è fatto di un pregiatissimo filato di lana, che dura sei volte in più del cotone, ha una maggiore resistenza agli strappi (la lana può essere torta e ritorta per oltre 20mila volte senza rompersi contro le 3.200 del cotone) e grazie alla piegatura naturale mantiene la forma senza necessitare di stiro. Non solo.

A differenza degli altri materiali, che s’impregnano di sudore e sviluppano un cattivo odore già dopo poche ore dall’utilizzo, la lana assorbe il sudore e lo fa evaporare, eliminando la puzza al punto che la camicia sembra ogni volta fresca di bucato, anche se magari è usata da diversi giorni. Oppure «si prova ad accartocciarla a mo’ di palla e ad infilarla sul fondo dello zaino, per vedere come viene fuori, salvo ritrovarla pronta da indossare manco fosse stata appena tolta dall’armadio», come ha raccontato uno dei tester della “100 Day Challenge”.

Ideata a Brooklyn ma realizzata a Shangai e disponibile in quattro taglie (S, M, L, XL), la camicia “a lunga conservazione” ha già 864 finanziatori su Kickstarter, ma c’è tempo fino al 22 maggio per aderire al crowdfunding. «Dopo sei mesi di test non vediamo l’ora di dare il via alla produzione – spiegano gli artefici dell’innovativo progetto – ma ci serve un ordine minimo di 300 camicie». I prezzi partono da 98 dollari a camicia (75 euro), con offerte speciali a 190 dollari (145 euro) per due camicie e 280 dollari (215 euro) per tre.



Oddio, a dir la verità mi ricordano le camicie vendute sempre dai cinesi negli anni '60 in via Canonica a Milano. Erano in terital, non c'era bisogno di stirarle e d erano indistruttibili, mio marito ne ha ancora un paio Very Happy

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Messaggio Da miss marple il Sab 4 Mag 2013 - 11:58

http://visionifuture.corriere.it/2013/05/03/il-blu-ray-audio-salvera-la-musica-fisica/

Il Blu-Ray audio salverà la musica «fisica»?

Il futuro della musica, si sa, è nell’assenza di un supporto fisico. Tuttavia c’è chi non si rassegna al destino di dover abbandonare per sempre un oggetto da conservare. E non si tratta solo dei nostalgici del vinile. Per quanto in fase declinante il supporto fisico rappresenta infatti ancora più della metà delle vendite complessive (8,5 miliardi di dollari nel 2012 su circa 16 secondo i dati forniti nel 2013 dalla Federazione Internazionale dei Discografici). Il problema è che il formato largamente più utilizzato, ovvero il cd, è da considerarsi tecnologicamente obsoleto se confrontato con le potenzialità espresse dal file. Alcune possibilità, come il multicanale, per non parlare dell’alta risoluzione, gli sono precluse. (Questo non significa però che il cd non possa ancora dire la sua sul fronte dell’esperienza musicale, basti pensare all’Xrcd di cui parleremo una prossima volta). I tentativi di sostituire il cd con nuovi formati come il Sacd o il Dvd-audio non hanno avuto successo. Così già diversi anni fa i tecnici più accorti del settore avevano individuato nel Blu-Ray il sostituto ideale del cd. Dalla sua la maggiore capacità fisica (da 50 a 400 Gb), con la possibilità quindi di inserire tracce non solo stereo, ma anche in multicanale, non compresse, e perfino ad altissima risoluzione. Senza contare l’esistenza di un parco lettori adeguato e, dulcis in fundo, di poter beneficiare della notorietà del marchio. Perfino l’apparente limite di dover accendere la tv per navigare più agevolmente tra le tracce, in realtà consente di arricchire l’informazione a corredo del singolo brano, e di non confinarla ad un supporto cartaceo allegato al dischetto, scritto magari in caratteri piccolissimi. Tuttavia la scelta di realizzare dei Blu-Ray audio è stata fatta negli anni da pochissime case discografiche, di cui forse la più nota è la norvegese 2L. Ora però il destino del Blu-Ray audio è, forse, a una svolta. Una delle major della musica, vale a dire Universal, annuncerà il prossimo 14 maggio il lancio della sua nuova gamma di Blu-Ray audio chiamata «High Fidelity Pure Audio». Per ora si comincerà con una cinquantina di titoli che spazieranno dalla musica classica al rock al pop. Successivamente però arriveranno un centinaio di altri titoli di artisti molto noti, dai Rolling Stones, agli U2, dagli Abba a Bob Marley. Verranno sostanzialmente commercializzate delle registrazioni master ad alta risoluzione (con campionamenti 24 bit / 96kHz o 192kHz) che finora erano state ascoltate solo da pochi. Ed in alcuni casi avremo anche tracce multicanale. Il supporto fisico si mette quindi in pari con le possibilità tecnologiche del file. E anzi lo supera in qualche caso come semplicità d’utilizzo (senza contare che i Dac multicanale con cui ascoltare a qualità accettabile i relativi brani 5.1 o anche 7.1 sono ancora estremamente rari). Basterà tutto ciò a ridare vita al supporto fisico? Probabilmente no, ma sicuramente aumenterà la possibilità di scelta del consumatore.


non ho capito una cippa, il bluray è un file vero? cioè come quello che si scarica da i-tunes o diverso? confuso

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Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Sab 4 Mag 2013 - 19:05

no il blue ray è un supporto fisico che ha una capcità credo di 6 volte o 10 volte supriore al dvd ( che a sua volta ha una magiore capacità rispetto al cd) .

si usa per i film e i giochi in hd infatti playstation 3 gira con bluray

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Re: l'angolo di Archimede Pitagorico

Messaggio Da miss marple il Dom 5 Mag 2013 - 10:23

grazie mille per il chiarimento grazie

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Messaggio Da miss marple il Lun 13 Mag 2013 - 12:34

http://www.repubblica.it/ambiente/2013/05/13/news/autostrade_come_centrali_l_energia_dal_vento_sollevato_dai_camion-58671674/?ref=HREC2-10

Autostrade come centrali: l'energia dal vento sollevato dai camion
Grazie a turbine montate sui guard-rail un mini-impianto di attivo 250 giorni l'anno soddisfa il fabbisogno medio di una famiglia. Finanziata l'idea di tre giovani italiani. La startup, di La Spezia, potrà contare su 250 mila euro del progetto Enel Lab
di RICCARDO LUNA

Il test della turbina sull'A4 - Erano tre amici al bar, anzi a cena a Verona. E quella sera del 2010 hanno immaginato il modo più stravagante e - forse - geniale di produrre energia. Utilizzando il vento creato dal passaggio dei camion in autostrada. Avete presente quel piccolo ciclone che avvertite quando guidate e un Tir vi sorpassa? Quella forza in grado di spostare la nostra automobile è tutta energia sprecata, per ora. Sono passati tre anni esatti, dalla intuizione serale, il primo test ha dato risultati molto positivi e l'Enel giovedì scorso ha deciso di investire 250 mila euro nella Atea, la startup di Giovanni Favalli, Stefano Sciurpa e Gianluca Gennai, con l'impegno di aggiungerne altri 400 mila fra un anno se le cose dovessero andare bene. Ma non è solo una questione di soldi: se il più grande operatore elettrico d'Italia, presente in 23 paesi del mondo, investe nell'Atea, una piccola società di La Spezia, portandola a bordo di Enel Lab, questa storia probabilmente va presa molto sul serio perché un giorno potremmo vedere le nostre autostrade costeggiate di piccole turbine eoliche ad asse verticale e soprattutto la smetteremo di imprecare per il traffico di camion in autostrada.

A distanza di - circa - diecimila anni dalla prima barca a vela, l'energia eolica non smette di stupire. Le gigantesche pale che connotano (per alcuni deturpano), il panorama di molte regioni soprattutto meridionali non sono più lo standard. Sono infatti in corso progetti e test con aquiloni collegati a generatori di corrente, gigantesche vele che trainano le navi cargo negli oceani, oppure pale fissate in mezzo al mare grazie a sfere di cemento grandi come cupole in grado di accumulare l'energia prodotta. In questo contesto che vede impegnati i grandi centri di ricerca del mondo, a cominciare dal Mit di Boston e da colossi industriali come la Siemens, arriva questo piccolo progetto made in Italy che potrebbe cambiare tutto. I test sono stati più che incoraggianti. Grazie a un accordo con la Serenissima Trading una pala eolica ad asse verticale (prodotta a Zagabria e rifinita "a mano" a La Spezia) è stata installata per qualche tempo sulla autostrada Brescia-Padova. Prima era stata condotta una campagna di misurazione del vento prodotto dai veicoli pesanti progettando e installando un sistema - "Air Fighter" - , che prevedeva l'uso di 10 anemometri installati sul ciglio autostradale in grado di registrare per ogni minuto la velocità media del vento, il picco e la varianza oltre a una serie di dati di minore importanza. Dall'analisi della enorme mole di dati raccolti in due mesi emersero due considerazioni: che il vento aumenta quando ci sono i camion (e quindi crolla il sabato e la domenica, con la circolazione dei mezzi pesanti vietata), e che i valori misurati sono paragonabili a quelli riscontrati nelle torri eoliche di grandi dimensioni.

Nel maggio 2012 vede pertanto la luce la prima installazione eolica autostradale nei pressi del casello di Desenzano, direzione Venezia. Per motivi sperimentali l'installazione viene montata su di un carrello semovente e dotata di un sistema di raccolta dati su chiavetta Usb. Il report finale recita: "I risultati ottenuti sono subito estremamente incoraggianti: 9 Kwh di energia prodotta giornalmente con una turbina di potenza nominale pari a 2,2 Kw e un diametro di vela di 1,2 metri". I tre amici modificano quindi, in modo artigianale, l'impianto originale e ottengono un incremento di energia prodotta del 30 per cento passando dai 9 Kwh ai 12 Kwh giornalieri, il che, considerando a titolo cautelativo 250 giorni di produzione utile, rappresenta una produzione annua pari più o meno al consumo energetico di una famiglia italiana. Questo raccontano i tre soci a ottobre quando si iscrivono al concorso per essere ammessi al programma Enel Labs. Atea entra in finale in extremis assieme ad altri dodici progetti: il giorno della finale non sono tra i favoriti per i sei premi finali, ma a sorpresa la giuria aggiunge un premio e Atea adesso ha la sua grande occasione.

Il prossimo passo è imminente. Una turbina molto più potente (9,2 Kw) sarà installata di nuovo nei pressi del casello di Desenzano. Se anche stavolta andrà bene, l'anno prossimo il sogno è un piccolo parco eolico autostradale con dieci macchine a 50 metri una dall'altra e collegate in rete. I tre soci non stanno nella pelle: "Dopo ore e ore passate in autostrada, ci sembra di vivere un sogno

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Messaggio Da sturmunddrang il Lun 13 Mag 2013 - 15:52

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Messaggio Da miss marple il Mar 28 Mag 2013 - 12:44





Ogni passo produce energia: la scarpa ricarica il telefono
Un gruppo di studenti di ingegneria meccanica della Rice University di Houston ha realizzato una scarpa in grado di produrre e immagazzinare energia elettrica ad ogni passo. Il prototipo PediPower può alimentare la batteria di cellulari e dispositivi portatili attraverso un congegno montato sulla parte posteriore della calzatura che invia l'energia generata dal movimento ad un accumulatore. Gli ideatori sperano che il meccanismo possa avere uno sbocco in campo medico e contribuire allo sviluppo di una nuova generazione di pompe cardiache.

qui il video:http://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/ogni-passo-produce-energia-la-scarpa-ricarica-il-telefono/129830/128345?ref=HRESS-3
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Messaggio Da miss marple il Mar 4 Giu 2013 - 12:21



La pizza a domicilio arriva con il drone
La tecnologia al servizio dell'alimentazione. In Gran Bretagna Domino's consegna a domicilio con il "pizza-copter". Il velivolo controllato a distanza permette di seguire con una telecamera il volo della borsa termica. Un mezzo sicuro, garantisce la catena di ristorazione, per evitare il traffico e consegnare il cibo ancora caldo

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Messaggio Da sturmunddrang il Mar 4 Giu 2013 - 16:04

scopa


verrà inseguito dai cani Laughing
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Messaggio Da miss marple il Mar 4 Giu 2013 - 17:32

no ma io mi sono domandata, chi suona il campanello del cliente? mah

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Messaggio Da sturmunddrang il Mar 4 Giu 2013 - 19:54

elementare watson, avrà un campanello integrato, comandato dal tizio col telecomando sherlock
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Messaggio Da miss marple il Mer 5 Giu 2013 - 11:21

io parlo del campanello di casa del tizio a cui è destinata la pizza ahahno

metti il caso che il tizio sta in un grattacielo di 30 piani cosa fa? va in terrazza ad aspettare la consegna o si mette per strada in attesa che atterri? mica tutti hanno il giardino con la spianata per parcheggiare il mezzo sorrisodiscuse

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Messaggio Da sturmunddrang il Mer 5 Giu 2013 - 12:18

gli telefonano chupa
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Messaggio Da miss marple il Mer 5 Giu 2013 - 14:16

alura eh
e dove va ad aspettare e come acchiappa le pizze, al volo? rimba

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Messaggio Da sturmunddrang il Mer 5 Giu 2013 - 15:27

voodoo alura

gli telefonano e gli dicono di scendere lingua

e poi se stai in un palazzo di 30 piani il pizzettaro ce l'hai sicuramente a un passo, non serve l'elicotterino pulp
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Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Gio 6 Giu 2013 - 9:08

no ma vi i mmaginate una roba del genere initalia? mi sa che dal primo cliente il drone torna in pizzeria vuoto ghghhghgh

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Messaggio Da miss marple il Gio 6 Giu 2013 - 11:17

uauaua uauaua uauaua

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