scienza e fantascienza

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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da sturmunddrang il Lun 18 Mar 2013 - 17:04

bello, speriamo proseguano in fretta la sperimentazione Smile
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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Lun 18 Mar 2013 - 20:14

incredibile cacchio

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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da miss marple il Mer 20 Mar 2013 - 13:33

http://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/che-spettacolo-il-cervello-in-diretta/122882/121368?ref=NRCT-54948017-2

Così si illuminano i neuroni:
il cervello si accende in un video
Studiosi statunitensi hanno osservato per la prima volta nella sua interezza il cervello di un animale vertebrato, nello specifico una larva di pesce zebra. E hanno lanciato una nuova frontiera nello studio del cervello

L'immagine ripresa dall'Howard Hughes Medical Institute

Che spettacolo il cervello in diretta
Può sembrare anche la Terra ripresa dal cielo, con le luci che si accendono e si spengono senza pausa. Il cervello di un piccolo pesce zebra è un concerto di neuroni in continua agitazione. Non riposa neanche un istante. Ogni impulso trasmesso da una cellula si traduce in una scintilla. E oggi è la prima volta che l'organo del pensiero di un animale vertebrato viene osservato nella sua interezza, per un'ora di seguito.

Il video prodotto dall'Howard Hughes Medical Institute di Ashburn, in Virginia, è stato pubblicato su Nature Methods. Per ora le riprese del cervello in diretta - un fotogramma ogni 1,3 secondi - hanno riguardato un pesciolino al livello di larva, con appena 100mila neuroni in testa. Ma è chiaro che l'ambizione dei ricercatori (enorme, allo stato attuale della tecnologia) è quella di arrivare al cervello umano, che all'interno del cranio ha un numero di cellule neurali 85mila volte superiore.

L'Unione Europea a febbraio ha assegnato due miliardi di euro in dieci anni a due "progetti bandiera" che rappresentano la scienza del continente. Uno di essi è proprio la riproduzione del funzionamento del cervello umano su un computer. O, meglio, su una serie di computer collegati in serie. Pochi giorni dopo l'annuncio di Bruxelles, gli ha fatto eco Washington. La Casa Bianca ha annunciato il varo del "Brain Activity Map": la mappa del funzionamento del cervello umano. Anche se gli estremi del finanziamento non sono ancora stati resi pubblici, si tratterà di un'iniziativa da svariati miliardi di dollari e della durata di un decennio. Per la scienza Usa si tratta del progetto più ambizioso dopo il sequenziamento del genoma umano, durato per tutti gli anni '90.

Il pesciolino del laboratorio di Ashburn non sa di portare sulle spalle tante aspettative. Gli scienziati Misha Ahrens e Philipp Keller lo hanno modificato geneticamente in modo che le cellule del suo sistema nervoso esprimano una proteina fluorescente nel momento in cui i neuroni si accendono. Grazie a un microscopio, i ricercatori possono osservare l'attività di 80mila delle 100mila cellule del cervello. Le altre sono in maggioranza situate negli occhi e non sono facilmente raggiungibili dallo strumento. Il lavoro di Ahrens e Keller è facilitato dal fatto che la testa del pesce zebra, quando è ancora a livello di larva, è trasparente.

Studi simili condotti sui topolini di laboratorio dovevano inserire gli strumenti ottici all'interno della testa, e potevano osservare zone molto più limitate del cervello. Ma il bello del cervello è proprio il suo funzionamento corale. Studiare come le varie aree si attivano in contemporanea durante le attività più disparate, dallo studiare al ricordare, dal vivere un'emozione all'imparare un movimento nuovo, è uno dei campi più interessanti delle neuroscienze, e per il momento sull'uomo lo strumento usato più spesso per la ricerca è la risonanza magnetica.

Dagli studi sui pesciolini trasparenti al trasferimento su silicio dell'architettura del cervello umano, lo studio di quell'universo meraviglioso che è il cervello è oggi l'impresa forse dagli orizzonti più vasti che la scienza si sia prefissata.
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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da miss marple il Sab 13 Apr 2013 - 23:29

http://www.repubblica.it/scienze/2013/04/13/news/interruttore_piacere-56535925/?ref=HREC2-7

Costruito l'"interruttore della felicità":
una piccola luce e scatta il buonumore
Esperimento sui topi fatto dagli scienziati americani e coreani, sospeso tra meraviglia e orrore: un led più sottile di un capello viene introdotto nel cervello ed è capace - comandato in wireless - di indurre i neuroni a rilasciare dopamina, il neurotrasmettitore legato alle sensazioni di piacere e ricompensa


E' questo il possibile "interruttore della felicità"
LA FELICITA' è un raggio di luce. E non è solo una metafora. Perché con un piccolo stimolo luminoso applicato all'interno del cervello gli scienziati sono riusciti a "creare" il buonumore. L'esperimento - sospeso tra meraviglia e orrore - è avvenuto sui topolini. Per la stimolazione è stato usato un led più sottile di un capello, introdotto a varie profondità del cervello e capace di indurre i neuroni a rilasciare dopamina, un neurotrasmettitore legato fra l'altro alle sensazioni di piacere e di ricompensa.



L'"apparecchio della felicità" viene descritto su Science dai ricercatori delle università dell'Illinois, di Washington e di Sungkyunkwan, in Corea del Sud. Prima di essere sottoposte all'interruttore del piacere, le piccole cavie di laboratorio ricevono una terapia genica che rende i neuroni sensibili alla luce. Poi gli scienziati introducono nella loro testa un cavo così sottile da non provocare danni al cervello con una lampadina led fissata a un'estremità.

Anche se la strada è davvero molto lunga, i ricercatori annunciano future applicazioni sull'uomo. Oltre a far scattare "l'interruttore della felicità" per trattare la depressione, il metodo potrà forse un giorno essere usato per modulare altri neurotrasmettitori, agendo sul cervello come sulla tastiera di un pianoforte. Fra i parametri che potranno essere modificati dalla luce, secondo lo studio, ci sono risposta ai farmaci, Ph, livello di ossigeno nel sangue.

"Con questa strategia possiamo identificare - spiega il coordinatore dello studio Michael Bruchas dell'università di Washington - i circuiti cerebrali che gestiscono fenomeni complessi come sonno, depressione, dipendenza, ansia e provare ad agire su di essi". Alcune applicazioni (che però usano stimoli elettrici e magnetici, non luminosi) sono già in sperimentazione per depressione e Parkinson. Ma mentre le scosse elettriche - di intensità bassissima - influenzano un grappolo esteso di cellule del cervello, la luce emessa dal led riesce ad "accendere" un singolo neurone senza influenzare i vicini. Rappresenta dunque uno strumento molto più mirato e preciso.

Il led usato nell'esperimento è largo 6,5 micrometri (millesimi di millimetro) - circa le dimensioni di un neurone - mentre il cavo è più sottile di un capello. Essendo wireless, l'"interruttore del piacere" lascia i topolini liberi di muoversi. In alcuni compiti che le cavie erano state addestrate a svolgere, il raggio di luce riusciva a sostituire la ricompensa che di solito viene somministrata dopo una performance corretta. In questo caso la cavia doveva trovare la via di uscita da un labirinto. Mostrava di darsi parecchio da fare per ricevere la ricompensa "luminosa", oltre ad avere un comportamento tranquillo anche di fronte a situazioni che generalmente nei topolini provocano ansia.

Shocked no

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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da miss marple il Lun 22 Lug 2013 - 11:24

http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/07/22/news/ora_ci_spiano_con_la_fingerprint_addio_aivecchi_tracking_cookie-61436107/?ref=HRERO-1

Ora ci spiano con la "fingerprint":
addio al tracciamento coi cookie
I codici automatici che tracciano acquisti, preferenze e memorizzano le nostre navigazioni, disattivabili dall’utente sul proprio browser, sono destinati a lasciare spazio alle più invasive tecnologie che sfruttano "l'impronta digitale" del computer, e tutti i suoi componenti, per identificarci

Cookie, le sentinelle dei browser
IL PANICO da Datagate s’è diffuso a macchia d’olio. La sindrome del Grande fratello, d’altronde, ci mette poco a impensierire anche chi, in tutta franchezza, poco avrebbe da preoccuparsi. In fondo non sono tanto gli spioni di Stato ad aver bisogno di ficcare il naso negli affari nostri. Quanto piuttosto chi sulla Rete fa profumatissimi affari.

Le nostre attività quotidiane – quali siti frequentiamo, cosa cerchiamo e cosa compriamo online, dove ci informiamo, quali video guardiamo e via elencando – sono utili in quanto ci definiscono anzitutto come potenziali clienti. E dunque come obiettivo di campagne pubblicitarie mirate e chirurgiche. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio eCommerce Netcomm del Politecnico di Milano, l’ecommerce italiano vale 11,2 miliardi di euro, in crescita del 17 per cento. La torta, insomma, è succosa.

Addio cookie. Ieri e oggi, per capire cosa ci piace acquistare e consultare online c’erano e ci sono i cookie. Anche detti web cookie o tracking cookie, sono comandi automatici che tengono traccia delle nostre sessioni web, memorizzano informazioni precise come le preferenze o ciò che abbiamo infilato nei nostri "carrelli della spesa". Funzionano come una partita di tennis fra browser e server: ogni volta che accediamo a una certa sezione di un sito internet, o ci torniamo in un’altra sessione di navigazione, inizia il dialogo alle nostre spalle. Per ottimizzare la nostra navigazione ma anche dragare statistiche, numeri, dati e informazioni.
Il fatto è che i cookie, anche se magari la maggioranza di noi non se ne rende conto e naviga beatamente senza porsi problemi di questo tipo, sono facilmente individuabili, con alcuni software precisi, oltre che disattivabili attraverso le impostazioni dei vari browser. Fra l’altro, il Garante per la privacy presieduto da Antonello Soro ha da poco annunciato nel corso della sua relazione annuale di aver avviato delle consultazioni per regolarne l’uso. Insomma, da quel punto di vista possiamo almeno tentare di proteggerci. E spesso ci si riesce, anche se non sarà poi semplicissimo caricare e frequentare alcuni siti: gireranno lenti, perché mancheranno alcune istruzioni ogni volta da ricaricare, e saremo invitati spesso e volentieri a riattivare i biscotti magici. Senza contare che una porzione sempre più abbondante di traffico web passa ormai dai dispositivi mobili, dove il via libera ai cookie è disattivato di default (bisogna accettarli sui vari device, spesso con procedure non proprio lineari). E in ogni caso non su tutti i dispositivi è possibile farlo. Come fare, dunque, per superare ostacoli del genere e bypassare le antipatiche ritrosie degli utenti? Facile: tramite la fingerprint.

L'impronta digitale del computer. Componenti aggiuntive del browser e plugin come Flash e Java, sistema operativo, dimensioni dello schermo, software installati, zona geografica e oraria, font e alfabeto utilizzato e altre caratteristiche: tutti questi elementi vengono messi insieme dai siti internet visitati – e da alcune tecnologie alle loro spalle – in base ai dati che trasmettiamo loro mentre siamo connessi. E vanno a confezionare più robuste e raffinate tecnologie di tracking in grado di funzionare come vere e proprie impronte digitali del nostro computer nel flusso continuo delle navigazioni web. Irripetibili, o almeno difficilmente confondibili, se ne infischiano dei cookie e consentono a chi gestisce le campagne di advertising online, tramite società specializzate, di indirizzarci annunci precisi. Un po’ come disegnare il ritratto di una persona mettendo insieme i pezzi: baffi, capelli castani, occhi verdi, altezza 173 centimetri e così via. Elementi che da soli valgono poco ma che insieme costruiscono un’immagine precisa.
D’altronde, le frontiere della pubblicità personalizzata avanzano. E non è solo merito o colpa dei cookie. Anche l’intera macchina con buona parte delle sue caratteristiche (o i dispositivi mobili, quando abilitati) comunica chi è e, soprattutto, le preferenze di chi c’è dietro. Ovviamente ai siti che sanno leggere questi dati dal vostro browser. Senza contare che, mentre possiamo cancellare o disabilitare i cookie, oppure accettarne solo di un certo tipo, è assai meno frequente compiere delle modifiche all’hardware, un po’ meno ai software. Poco male, per i segugi del web marketing: personalizzare e cambiare, in linea di massima, non serve a confonderci nella folla. Ma a rendere il nostro identikit ancora più definito. E' possibile effettuare e un check-up al browser su Panopticlick per farsi un’idea di quanto si comunica senza saperlo. O quasi.

Dalle browser fingerprint – e dal loro incrocio con altri database, non bisogna mai dimenticare l’intreccio di precisione dei colossi che custodiscono i big data della Rete – si dipana dunque una serie infinita di possibilità e strumenti promozionali. Basti pensare, per esempio, alla tecnologia messa a punto da una startup californiana, la AdStack. Questa società consente ai propri clienti di fare del comune email marketing a certe fasce di utenti ben definite accavallando indirizzi e altri dati. Salvo, tuttavia, caricare i contenuti della posta solo al momento dell’apertura o della visualizzazione, e dunque dando l’opportunità a chi fa pubblicità di aggiornare la comunicazione in alcuni millisecondi, rendendola ancora più appropriata in base all’orario in cui viene effettivamente letta. Evan Reiser è Ceo e fondatore del gruppo, che ha avviato le attività nel 2011. Stando a quanto ha dichiarato a Forbes, si dice in grado di identificare, grazie alla più garantita strategia delle fingerprint, il 98 per cento degli utenti online: “Disponiamo di dati su decine di milioni di persone” ha detto. Per poi tentare di spiegare il suo scivoloso lavoro: “C’è un confine sottile fra le cose accettabili e quelle inquietanti. E per qualsiasi cosa io definisca come una grande tecnologia posso garantire che c’è qualcuno che al contrario sostiene che è orribile e che non dovremmo comportarci così. Credo che il tracking, di per sé stesso, non sia buono né cattivo. È l’uso che se ne fa a essere importante. La mia filosofia è che se sei in grado di rendere il contenuto più rilevante, e a rendere quindi la pubblicità più rilevante, questa somiglierà sempre meno allo spam e sempre più a dei contenuti veri e propri”. Costo del servizio, chiave della pubblicità del futuro sul web? Da mille a 50mila dollari, a seconda del numero delle e-mail spedite. Ma come la AdStack, là fuori, ci sono altre migliaia di società specializzate nel ritagliare le nostre esperienze identificandoci tramite le tecnologie che usiamo. Trasformandole in oro.



magari qualcuna di voi sa spiegarmi grazie 


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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da sturmunddrang il Lun 22 Lug 2013 - 15:56

alla fine non mi sembra un problema se le pubblicità che mi appaiono sono mirate, almeno sono cose che potenzialmente mi possono interessare

mi infastidisce di più la vodafone e compagnia cantante che telefona ogni quarto d'ora Evil or Very Mad 
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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da miss marple il Mar 23 Lug 2013 - 11:39

sì ma non mi hai spiegato che cosa cambia come cambia, se si tratta di messaggi subliminali o cosa triste 

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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da sturmunddrang il Mar 23 Lug 2013 - 15:48

ma che subliminali!
in pratica entrambi i metodi creano una schedatura del'utente, in modo da poter proporre pubblicità mirate, quelle che appaiono in qualunque sito vai
i cookie sono file che vengono salvati sul computer, quindi se cancelli la cronologia spariscono
invece qui sostengono che la combinazione di caratteristiche del pc è abbastanza univoca, quindi sono loro a tener traccia di chi è passato da un sito
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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Mar 23 Lug 2013 - 17:03

non è chiarissimo il funzionamento  effettivo infatti

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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da miss marple il Mar 23 Lug 2013 - 18:59

ecco Embarassed 

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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da miss marple il Lun 12 Ago 2013 - 11:38

questa è ciò che non si capisce confuso 
chiedo lumi a Sturm



Con il doodle di oggi, Google celebra l'anniversario del fisico premio Nobel Erwin Schrödinger. Nato a Vienna il 12 agosto 1887, ha rivoluzionato la fisica quantistica del 20esimo secolo con l'equazione che porta il suo nome. E' famoso al grande pubblico per il paradosso del gatto, attraverso il quale lo scienziato voleva dimostrare come l'interpretazione "ortodossa" della fisica quantistica fosse incompleta nella descrizione delle interazioni dei sistemi fisici subatomici con quelli macroscopici. Così, alla domanda "Il gatto nella scatola è vivo o morto?", la risposta apparentemente illogica - ma coerente da un punto di vista della teoria fisica - è che il gatto è sia vivo che morto

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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da sturmunddrang il Mar 13 Ago 2013 - 17:51

non ne so nulla sorrisodiscuse 
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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da miss marple il Mer 14 Ago 2013 - 12:05

ma per te il gatto è vivo o morto? Very Happy 

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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da sturmunddrang il Mer 14 Ago 2013 - 17:35

pare che sia contemporaneamente vivo e morto, ma non ho la forza di approfondire in questi giorni  ferie2 
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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da miss marple il Ven 23 Ago 2013 - 11:59


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Messaggio Da sturmunddrang il Ven 23 Ago 2013 - 12:56

Suspect 
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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da miss marple il Ven 23 Ago 2013 - 14:10



non trovo la foto del retro ma ce l'aveva Laughing 

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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da sunflower il Ven 23 Ago 2013 - 18:47

ahahahahah uauaua 
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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da sturmunddrang il Sab 24 Ago 2013 - 10:42

si si ricordo, il mio commento era per l'inventore della coda mobile Very Happy 
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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da miss marple il Ven 30 Ago 2013 - 12:16

Un miracolo di 4 millimetri
ecco il cervello artificiale
Vienna, ottenuto con le staminali: "Servirà a capire le malattie". Al suo interno manca però la regione della memoria (l'ippocampo)


Un miracolo di 4 millimetri ecco il cervello artificiale È un cervello, ma non sta in testa. La sua casa è il laboratorio. E a proteggerlo non c'è un cranio, bensì le pareti trasparenti di una provetta. Dopo cuori, fegati, cornee, reni, oggi la fabbrica degli organi ha creato addirittura un cervello umano. Il tessuto vivente più complesso dell'universo è stato costruito dagli scienziati usando come mattoni le meravigliose e controverse cellule staminali.

L'esperimento dell'Istituto di Biotecnologia Molecolare di Vienna viene raccontato oggi da Nature. Il cervello artificiale ha un diametro di 4 millimetri: simile al grado di sviluppo di un feto di nove settimane. Per crescere nella provetta ha impiegato due mesi. Al suo interno si vedono alcune strutture tipiche dell'organo naturale: corteccia cerebrale, meningi, plesso coroideo, un abbozzo di retina. Ma regioni come l'ippocampo - fondamentale per la memoria - non sono invece apparse in nessuno dei 35 cervelli creati a Vienna in una serie di esperimenti successivi. E il motivo non è chiaro. Le staminali erano state prelevate da embrioni umani e da cellule adulte fatte regredire al livello di embrionali. "Anche aspettando più di 2 mesi, però, non siamo mai riusciti a superare i 4 millimetri di dimensioni" spiega il coordinatore degli scienziati, Juergen Knoblich. "Non avendo vasi sanguigni, una struttura più grande non saprebbe come recapitare ossigeno e nutrimento alle regioni più interne".

I neuroni cresciuti in provetta sono perfettamente normali, in grado di attivarsi e comunicare fra loro. Eppure non si può sostenere che il mini-cervello viennese sia in grado di pensare. "Affinché i neuroni formino dei circuiti - spiega Knoblich - e il cervello riesca a processare delle informazioni, è necessario che riceva input dall'esterno, cioè dagli organi sensoriali. Dovremmo collegarlo a un occhio o a un orecchio artificiale. Ma siamo davvero lontani da questo livello di complessità. Si creerebbero serie questioni etiche. Né lo consideriamo fra i nostri obiettivi". Difficilmente poi la tecnica potrà fornire pezzi di ricambio per le malattie del sistema nervoso. "Il cervello - continua lo scienziato - è un organo altamente integrato. Ogni neurone stringe legami con altri neuroni. Ogni regione è collegata con le altre. È impensabile inserire dall'esterno una parte nuova, slegata dal resto dell'organo".

Ma allora qual è il senso dell'esperimento di Vienna? "Imparare come il cervello cresce e si struttura durante lo sviluppo embrionale. E capire quale meccanismo si inceppa in caso di malattie. L'uomo in questo è troppo più evoluto degli altri animali. Non potremmo mai condurre i nostri studi sui topi di laboratorio" spiega Knoblich. A conferma dei loro intenti, subito dopo aver creato dei mini-cervelli normali i ricercatori si sono cimentati con la microcefalia: una malformazione di origine genetica che dimezza le dimensioni del cervello.

Gli scienziati hanno preso cellule della pelle di un individuo colpito dalla malattia. Con la tecnica chiamata Ips (premiata con il Nobel l'anno scorso) hanno spostato indietro le lancette del tempo di queste cellule, riportandole dallo stadio adulto a quello staminale, ma mantenendo il difetto genetico all'origine della malformazione. Le staminali hanno poi iniziato a crescere in provetta, alimentate da un "brodo" di sostanze nutrienti. Questo terreno di coltura era mantenuto sempre in circolazione, come in una sorta di vasca a idromassaggio, affinché ogni angolo dell'organo ne fosse ben irrorato. Man mano che il cervello artificiale malato ha iniziato a strutturarsi in provetta, i ricercatori hanno osservato in diretta il meccanismo che ne frenava lo sviluppo. Nella normale crescita di un embrione, infatti, le staminali si moltiplicano fino a raggiungere la "massa critica" di un organo. Poi iniziano a maturare, e assumono le funzioni tipiche di quell'organo (nel cervello per esempio le staminali prima si dividono, poi diventano neuroni). Nella microcefalia la maturazione avviene troppo presto, prima che le staminali si siano moltiplicate abbastanza da raggiungere la "massa critica".

"Il prossimo passo - annuncia Knoblich - sarà studiare malattie più complesse, come autismo o schizofrenia". La fabbrica degli organi permetterà anche di testare nuovi farmaci in provetta, senza usare cavie. "E poi ci fermeremo" promette lo scienziato. "Non abbiamo intenzione di creare un cervello in grado di pensare o provare sensazioni"



Chissà quando produrranno dei neuroni di ricambio, in questo periodo ne avrei bisogno almeno uno triste 
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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da sturmunddrang il Ven 30 Ago 2013 - 12:31

qui li distribuiscono   chissà 

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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da miss marple il Dom 1 Set 2013 - 10:02

no lì li fanno lavorare se ce li hai, è diverso Laughing 

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Messaggio Da sturmunddrang il Dom 1 Set 2013 - 12:40

voodoo 


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Re: scienza e fantascienza

Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Dom 1 Set 2013 - 20:57

io odioi rebus e la settimana enigmistica


ma che h o pochi neuroni losapevo già da me Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy 

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Messaggio Da miss marple il Lun 2 Set 2013 - 11:08

sturmunddrang ha scritto:voodoo 



non ho capito Surprised 
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