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Re: Prima pagina

Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Gio 10 Gen 2013 - 16:51

a me pare scemità

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Re: Prima pagina

Messaggio Da sturmunddrang il Gio 10 Gen 2013 - 18:15

se non valgono niente, la colpa è di chi li vota
se invece uno è capace e onesto mi sta bene pure fosse il nipote di Riina, per dire
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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Ven 11 Gen 2013 - 23:38



Simboli civetta
ma come siamo messi in Italia? Surprised Evil or Very Mad
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Messaggio Da sturmunddrang il Sab 12 Gen 2013 - 11:05

la guerra è guerra bah
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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Mer 16 Gen 2013 - 13:02

http://www.corriere.it/politica/13_gennaio_16/come-toto-trombetta-cavaliera-trasforma-nemico-in-spalla-battista_4cd08596-5fa6-11e2-9e33-1d7fb906e25e.shtml


IL RITRATTO
Corna e Cucù, come Totò e Trombetta
Berlusconi trasforma ogni nemico in «spalla»
Persino Ingroia è stato «scritturato» in una scenetta memorabile


LO scatto diffuso su Twitter di Berlusconi che mima le manette con l'ex pm Ingroia (Ansa)
Nel fare della politica uno spettacolo, è indubbiamente il numero uno. I suoi detrattori dicono che non è spettacolo, ma avanspettacolo. Ma i cinepanettoni vendono più di un film da cineclub. Silvio Berlusconi lo sa e ha deciso di dar fondo al suo repertorio per ribaltare ogni pronostico, e combattere l'ultima battaglia disperata. Non diventerà di nuovo capo del governo, ma nell'ideazione e nell'esecuzione della politica-sketch non lo batte nessuno.

Tutti, anche i sui acerrimi nemici, diventano la spalla ideale delle sue gag. Persino Ingroia è stato scritturato in una scenetta memorabile nella parte del cattivo e del magistrato talebano avvezzo a mandare in galera la gente con una certa disinvoltura. All'ingresso di «La 7», l'uomo di spettacolo si muove d'istinto, si accerta della presenza di telecamere e fotografi e, tra una trasmissione politica e un'altra, appena incontra casualmente il magistrato «comunista» per eccellenza, incrocia platealmente i polsi con il gesto dell'ammanettato. Una presenza di spirito micidiale. Ride persino Ingroia, che non ride mai per temperamento e per principio, e improvvisamente, senza essere nemmeno avvertito, l'arcigno magistrato che aveva dichiarato la guerra santa al berlusconismo si ritrova nella parte di Carlo Campanini con Walter Chiari in una delle migliori interpretazioni dei fratelli De Rege. O in quella di Gianni Agus che tiene botta a una performance di Paolo Villaggio-ragionier Fracchia. O, per restare nell'ambito della politica, in quella del grande Mario Castellani nei panni dell'«onorevole Trombetta» sbeffeggiato da Totò.

Ecco, Totò. Cinefili di lungo corso sono stati consultati per svelare in quale film del principe De Curtis, Totò abbia dato fondo alla sua vena comica con il gesto di spolverare con il suo fazzoletto la sedia dove era seduto un suo imprecisato nemico. E chissà se un richiamo inconscio non abbia ispirato Berlusconi quando, al culmine del suo scoppiettante show in casa di Santoro in «Servizio pubblico», prima ha iniziato la sua gag alla Totò con un foglio dei suoi appunti, poi ha completato l'opera estraendo con gesto perentorio il fazzoletto dal taschino della giacca. Persino la claque ostile di Santoro ha accompagnato la scena con risate e ululati alla maniera dei teatri popolari di una volta. E Berlusconi, l'istrione, l'attore, il re dell'improvvisazione da palcoscenico ha perso ogni freno. Dopo la scena della sedia spolverata, alla Totò, Berlusconi ha indossato i panni di Petrolini quando ha chiesto retoricamente al pubblico santoriano certamente pieno di «comunisti»: «Sono tutti coglioni quelli che mi hanno votato?». E il pubblico: «sìììììì». Il precedente? Petrolini-Nerone: «E Roma rinascerà più bella e più superba che pria». «Bravo!!», «Grazie!»

Dopo Totò e Petrolini a «Servizio pubblico» (e gli osanna dei suoi, galvanizzati dalla nuova esuberanza scenica del Capo), ecco il Berlusconi di ieri con Ingroia. E subito prima, ad «Omnibus», facendo finta di prendere a mazzate di carta il giornalista Damilano. Questo era Alberto Sordi. Gli mancava il romanesco «te pòzzino» . Oramai è una sequenza interminabile. Berlusconi sa che il suo repertorio è inesauribile. Attira l'attenzione pubblica. Oscura la presenza dei suoi competitori. Impone un linguaggio popolare. È un attore che fa parlare i suoi istinti. Come quella volta che nella foto di gruppo di capi di Stato e di governo si fece immortalare nel gesto delle corna, tanto per far divertire un gruppo di scout presenti alla cerimonia (dice lui). O il celeberrimo cucù alla Merkel che si spaventò per la scenetta messa su da quel mattacchione. O quel grido da stadio «Obamaaaa» che tanto fece inorridire la regina Elisabetta. O il sorriso da malandrino quando si fa dare del «latin lover».

Tutta una serie di maschere, gag, tormentoni, situazioni comiche che hanno fatto di Berlusconi e dei suoi nemici i soliti mugugnatori pronti a deprecare la volgarità dei tempi moderni. La solita scena. Una girandola di battute, un fuoco d'artificio con il saccheggio della comicità da spettacolo e da avanspettacolo. Una sarabanda di citazioni. Come questa, sempre di Petrolini-Nerone: «Lo vedi? Il popolo, quando s'abitua a dì che sei bravo, pure che nun fai niente, sei sempre bravo». «Bravo!!». «Grazie».

Pierluigi Battista



Eh bé è reduce da ben 8 anni di tournée anche all'estero, ha fatto ridere il mondo cosa che a Totò non era riuscita ahahno

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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Gio 17 Gen 2013 - 13:45

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2013/01/17/news/economia_mafiosa_italiana-50717559/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2F2013%2F01%2F17%2Fnews%2Feconomia_mafiosa-50717452%2F


Le mani delle cosche sull'Italia.
Così investono e comprano le Mafie Spa

Il Café de Paris, in via Veneto a Roma messo sotto sequestro nel 2011 per ché di proprietà della 'Ndrangheta
Per uno studio del centro Transcrime sugli investimenti delle organizzazioni criminali i clan entrano nell'economia legale non puntano innanzitutto ai profitti. Lo scopo principale è assumere e ottenere consenso. L'indagine dell'università Cattolica di Milano conferma il quadro della presenza dei clan in tutta Italia, ma fornisce una cifra dei ricavi nettamente inferiore a quanto scritto fino a oggi: 25,7 miliardiROMA - I ricavi illegali delle mafie oscillano tra i 17,7 e i 33,7 miliardi di euro. In media quindi le organizzazioni mafiose presenti sul territorio nazionale mettono in cassa poco meno di 26 miliardi, pari all'1,7 per cento del Pil. È la stima riportata nell'ultima ricerca di Transcrime dell'università Cattolica di Milano. Uno studio, dal titolo "Gli investimenti delle mafie", presentato nell'aula magna dell'ateneo milanese, che conferma, i forti interessi economici della 'Ndrangheta nel nord-ovest del Paese. E sfata il calcolo che dava i guadagni delle cosche d'Italia pari al 10 per cento del prodotto interno lordo del Paese. Dal calcolo di Transcrime sono comunque esclusi i guadagni da attività legali.

Le stime dell'economia sommersa sono sempre difficili da produrre. L'illegalità complicata da fotografare. Per farlo lo studio del professor Ernesto Savona, ha stabilito alcuni indicatori precisi. Per mappare la presenza dei clan ed elaborare l'indice di presenza mafiosa (IPM) ha utilizzato per esempio il numero degli omicidi, i Comuni sciolti per mafia, il numero delle persone denunciate per mafia, beni confiscati e gruppi attivi indicati nella relazione dell'antimafia. I 25 miliardi ricavo del crimine, secondo la ricerca, provengono in primis dal traffico di droga (7,7 miliardi), dalle estorsioni (4,76 miliardi), dallo sfruttamento sessuale (4,6 miliardi), dalla contraffazione (4,5 miliardi) e infine dall'usura (2,2 miliardi). "Le mafie non hanno il monopolio di questi business, ma se ne aggiudicano solo una fetta che va dagli 8,3 miliardi ai 13 miliardi, puntando soprattutto su estorsione (45 per cento), droghe (23 per cento), usura (10 per cento) e sfruttamento sessuale (8 per cento)".

Secondo Transcrime le due organizzazioni criminali capaci di aggredire meglio il mercato illegale e più scaltre negli affari sono la Camorra e la 'Ndrangheta: conquistano rispettivamente il 35 e il 33 per cento dei ricavi. Molto più che Cosa nostra (18 per cento) o della criminalità organizzata pugliese (11per cento). Le 'ndrine calabresi si distinguono dalle altre organizzazioni perché accumulano il 77 per cento delle proprie ricchezze illecite nelle regioni del centro nord. Solo il 23 per cento dei ricavi arriva dalla regione d'origine. Il Piemonte pesa per il 21 per cento dei ricavi, la Lombardia il 16 per cento, seguite da Emilia Romagna (8 per cento), Lazio (8 per cento) e Liguria (6 per cento). Un dato in linea con le ultime inchieste della magistratura, che hanno mostrato come la 'Ndrangheta abbia messo le mani sull'economia padana e romana.

Aziende e titoli societari rappresentano l'8,7 per cento del patrimonio delle organizzazioni criminali. Ma attenzione, dice lo studio, i mafiosi non sono imprenditori capaci. Le esigenze di riciclaggio e di creazione di un consenso sociale prevalgono sugli obiettivi di profittabilità. In altre parole ai padrini del terzo millennio poco importa di produrre alti profitti con l'azienda, lo scopo principale è riciclare e assumere. Bassi profitti e basso indebitamento con le banche. I clan dispongono di un fiume di denaro liquido. La forma societaria nel 46,6 per cento dei casi è la "Srl". Società guidate da prestanome: scelto nella cerchia familiare. I settori: costruzioni, commercio, estrazioni e cave, alberghi e ristoranti. Ovvero i settori a più basso livello tecnologico, maggiore intensità di manodopera e più alto coinvolgimento della pubblica amministrazione.

Oltre a comprare aziende, i capi bastone puntano sugli immobili. Quasi 20mila beni confiscatiì alle organizzazioni dal 1983 al 2011. Il 52,3 per cento sono beni immobili, seguiti da beni mobili (39 per cento), come autoveicoli, denaro e gioielli.

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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Lun 21 Gen 2013 - 14:40

http://www.corriere.it/politica/13_gennaio_21/erasmus-studenti-ue_105ed49c-63c4-11e2-9016-003bf863ea6b.shtml


ELEZIONI
Ue:«Studenti Erasmus devono poter votare»
Portavoce della Commissione: «Non dovrebbero essere svantaggiati e la loro mobilità non deve essere disincentivata»


L'appartamento spagnolo
L'Unione Europea si schiera con gli studenti Erasmus. Un portavoce della commissione non lascia dubbi: «Sosteniamo gli sforzi dell'Italia affinché non siano discriminati e possano votare», alle prossime elezioni politiche. Dennis Abbott, parlando con alcuni cronisti oggi a Bruxelles. «Non vogliamo criticare le regole italiane», ha aggiunto Dennis Abbott, riconoscendo che le leggi elettorali sono di competenza nazionale degli Stati membri ma, ha sottolineato che «gli studenti all'estero non dovrebbero essere svantaggiati e la loro mobilità non deve essere disincentivata».
LE NORME EUROPEE- La legislazione europea è contraria alla discriminazione di uomini e donne, per qualunque ragione. «Gli studenti all'estero sono uomini e donne e non devono essere discriminati. Nel XXI secolo così facile far votare i cittadini all'estero. Gli studenti dovrebbero essere trattati esattamente come i soldati in missione e gli insegnanti all'estero».

VIMINALE - Intanto il Ministero dell'Interno sta verificando in queste ore tempi e costituzionalità di un eventuale decreto ad hoc che garantisca il voto a tutti i non iscritti all'Aire, compresi quindi gli studenti Erasmus. Dal Viminale fanno sapere che è necessario innanzitutto valutare tutti i criteri di costituzionalità, ovvero che sia assicurata l'opportunità di votare a tutti i connazionali all'estero e non solo agli studenti, e che il decreto possa essere convertito in legge in tempi utili. Lo stesso Mario Monti aveva insistito affinché si trovasse una soluzione per far votare gli studenti.

Redazione Online
21 gennaio 2013 | 15:11


Mi sembrerebbe il minimo sindacale eh Cool
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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Mar 22 Gen 2013 - 12:06


http://www.repubblica.it/politica/2013/01/22/news/la_tamurriata_degli_impresentabili-51031130/?ref=HREA-1


La Tamurriata degli Impresentabili
di FRANCESCO MERLO

Silvio Berlusconi e Nicola Cosentino
Il Pdl scarica Cosentino, Alfano: "Scelta giusta".
Ma in Campania è giallo sulle firme sparite
Dunque davvero Dell'Utri era la mafia e Cosentino la camorra? Alla Cassazione e ai tribunali di Napoli bisognerebbe portare la sceneggiatura della "Tamurriata degli Impresentabili" che è stata ballata a Palazzo Grazioli in queste misteriose notti delle liste elettorali.

Ci sono infatti codici e linguaggi che valgono come prove di acciaio inconfutabilissime. Per esempio il "vorrei essere spiegato" pronunziato da Cosentino è come "le bugiarderie" che evocò Totò Riina, meglio di un fotogramma di Toni Servillo in "Gomorra" o del "Camorrista" di Tornatore. E il "mi candiderò fino alla morte" di Marcello Dell'Utri scandito un attimo prima di rinunziare è "la toccatina di polso" di cui parla Michele Pantaleone, il modo mafioso per sondare e capire sino a che punto ci si può spingere.

Più in generale tutto il film della messa fuori lista di Cosentino e di Dell'Utri - in gergo si direbbe che sono stati "posati" - è la riedizione o meglio ancora la riqualificazione della cerimonia mafiosa della punizione del perdente, come in passato fu la morte di Lima. La delinquenza infatti è come un albero che necessita la potatura anche di rami importanti e portanti pur di salvaguardare il tronco e le radici nascoste (e si capisce che uso qui, e in tutto l'articolo, le parole delinquenza, mafia e camorra, soltanto come simboli e metafore politiche).

Contro la mafia e la camorra ha dunque vinto la malavita padana, da Milano a Firenze, da Berlusconi a Verdini, da Formigoni a Bossi. I due boss meridionali sono stati "consegnati". Il malaffare del Nord si è liberato del malaffare del Sud perché se il bottino comincia a restringersi è ovvio che scoppino le faide all'interno delle cosche e tra cosca e cosca. E così alla fine l'operazione pulizia del Pdl ricorda "la cessione" alla polizia di Riina da parte di Provenzano, è l'amputazione della parte più esposta. E lo scopo non è tanto quello di imbrogliare gli elettori, visto che le liste sono comunque gonfie di impresentabili e il più impresentabile di tutti è Berlusconi, carico di processi e di sospetti, di insinuazioni e di condanne cadute in prescrizione. No, il vero scopo è salvare la famiglia, la roba, il patrimonio. I soldati possono e devono essere sacrificati quando è in gioco il bene supremo del potere.

Ma Cosentino ha fatto il guappo e Dell'Utri il boss di "panza". Cosentino insomma si è mangiato le schede, e alcune le ha risputate mentre altre se le è portate via, poi ha urlato e minacciato, ha tenuto in ostaggio Berlusconi per una settimana. Addirittura domenica notte "Nick o mericano" si è chiuso in una camera con Silvio e mentre questo cercava di comprarne il sacrificio quello gli rispondeva facendogli il gesto delle manette. E intanto le altre sontuose stanze di Palazzo Grazioli venivano ridotte a vicoli da una folla di questuanti, ex ministri ed ex sottosegretari in fila ad aspettare che il Signore medievale decidesse del loro destino.

Alla fine l'uscita di scena di Cosentino, con la sparizione delle firme e la tarantella contro il giustizialismo e contro "Berlusconi il burattinaio" all'Hotel Terminus e alla Stazione Centrale di Napoli, è stata così chiassosa e così volgare che forse il Pdl sarebbe stato più presentabile se Cosentino fosse rimasto in lista. Diciamo la verità: avrebbero fatto più figura a tenerselo dentro. Questa espulsione infatti non dà certo l'idea della pulizia visto che, andandosene , il guappo non ha mancato di sporcare tutto.

Lo stile di Dell'Utri è stato molto più raffinato. Si è ritirato o meglio ha tolto il disturbo e senza neppure tagliarsi le vene come fece Frank Pentangeli, il vecchio capomafia perdente del film "Il Padrino" che non volendosi degradare a pentito e non potendo infamare se stesso, decise di liberare gli altri della sua presenza. Si immerse come i senatori romani in un bagno d'acqua calda per aprirsi i polsi.

Tamurriata, quadriglia o tango che sia, questa ballata degli impresentabili, questa potatura di Cosentino e Dell'Utri (Scajola e Milanese sono solo comparse) dimostra come sia inesauribile il paradosso berlusconiano che doveva portare alla rivoluzione liberale e doveva far volare il popolo della partita Iva. E invece ha portato sempre più allo scoperto l'Italia delinquenziale.

Una volta nell'Italia politica i ceffi della guapparia e i mammasantissima erano tenuti in disparte e ricevuti durante le battute di caccia nelle masserie, al riparo degli sguardi della pubblica decenza. Adesso invece Berlusconi nella sua agonia ci sta mostrando i fuochi d'artificio.

Un tempo non riuscivamo ad abituarci ai comizi della Dc organizzati da Calogero Vizzini, e il presunto bacio di Andreotti ci sembrò un pagina postuma del "Giorno della Civetta". Ma neppure Sciascia sarebbe riuscito a mettere in bocca a Dell'Utri frasi come quelle che ha detto al Corriere della Sera: "Tutti sanno dove io sono sempre stato" che vuole dire che di lui non si può fare a meno perché sa tutto e ha fatto tutto. E ancora: "Berlusconi sa di chi sono amico io". Ed è raffinatissima minaccia mafiosa quel "me ne vado a Santo Domingo dove mi aspetta una fidanzata" detto da un monogamico tutto d'un pezzo che disprezza "tutti sti fimmini" che hanno imprigionato il suo vecchio amico. E

cco perché in Cassazione bisognerebbe portare il linguaggio di questi giorni e di queste notti di Palazzo Grazioli, notti di buio e di incertezza, notti senza immunità. Ripeto: il "mi candiderò fino alla morte" di Dell'Utri voleva dire che qualcosa di veramente grande doveva essere preparata per farlo rinunziare. E noi tutti ora ci chiediamo: che cosa gli ha dato? Dell'Utri ha pure avvertito il suo amico che "le conseguenze di certi errori non finiscono mai". Chissà se voleva dire che Berlusconi, rinunziando ai suoi due campioni impresentabili di Napoli e di Palermo, ha dimostrato che i giudici anticamorra e antimafia non sono comunisti. A meno che non sia comunista anche Berlusconi.
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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Ven 25 Gen 2013 - 12:30

http://vitadigitale.corriere.it/2013/01/25/milano-e-roma-capitali-di-youporn/

di Federico Cella
GEN
25
Milano e Roma capitali di Youporn

È raro vedere qualcosa di italiano primeggiare in classifiche che riguardino l’economia digitale. Eppure nel 2012 il nostro Paese ha conquistato una vetta e pur discutibile che possa essere questa vetta, o proprio per questo, è doveroso darne notizia: Milano e Roma, in questo ordine, sono le città che a livello mondiale hanno fatto registrare il maggior numero di traffico sul sito di filmati pornografici gratuiti per eccellenza, ossia Yourporn. Stupiti? Lo sono anche dalla base – ammesso che si riesca a capire dove si trova (California? Germania? Antille?) – del sito di video sharing vietato ai minori. Dove scrivono a commento dell’infografica (la vedete sotto) che raccoglie i dati del sito per quanto riguarda il 2012, “Italy ruled supreme”. E scusate se è poco.



Mentre continuano a essere gli Stati Uniti il Paese dove il sito è più cliccato in assoluto, con un miliardo di visite sul totale di 4,8 miliardi a livello mondiale, l’Italia conferma una certa costanza sui contenuti hard piazzandosi al quarto posto con numeri di tutto rispetto. Nel corso del 2012 abbiamo totalizzato quasi 400 milioni di visite, che significano più di 5 a cittadino, con 7,54 pagine viste a ogni incursione e una durata media di permanenza sul sito di 9’ e 21”.


La militanza italiana sul sito da 93 miliardi di visite totali da quando è nato, nel 2006, non si ferma qui. Malgrado infatti i licenziamenti dello scorso dicembre, e l’arresto a inizio dello stesso mese del boss Fabian Thylmann per sospetta evasione fiscale, il sito di streaming continua a esercitare un certo fascino sugli utenti della Rete. E questo nel 2012 grazie soprattutto, ci raccontano, alla diffusione di veri o presunti sex tape che coinvolgono alcuni vip. E se la burrosa Kim Kardashian conduce la carovana delle celebrità più cercate, il secondo posto è di nuovo tricolore. Ebbene sì, prima di Paris Hilton e di Megan Fox, prima anche dell’inossidabile Pamela Anderson, troviamo nientemeno che Sara Tommasi, protagonista appunto di un video hard cercato evidentemente con impegno (le search su Youporn sono state poco meno di 1,6 milioni) da nostri connazionali e non solo.


Ma come son contenta......ogni tanto anche noi siamo primi in classifica
son sodisfazioni fon Laughing

p.s.: sarà mica come dice Grillo che 'sti numeri li fanno i pensionati collegati la notte? chissà
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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Mer 30 Gen 2013 - 14:05

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/30/riciclaggio-quegli-interessi-cinesi-a-san-marino/483885/


Riciclaggio, quegli interessi cinesi a San Marino

Il jet lag provocò il mio primo sbadiglio al Pechino International Airport, una superficie in grado di accogliere flotte di airbus delle compagnie aeree più grandi al mondo, scalo dei businessman del momento.

Il tre dicembre del 2007 a Beijing, che è come scrivere Pechino in italiano, era una rarissima giornata soleggiata, notte inoltrata per il mio orologio biologico.

L’agente della dogana sfogliò velocemente i documenti e mi indicò la via d’uscita. Percorsi un corridoio largo come un tratto di autostrada e presi il mio primo taxi.

Oltre all’odore intenso e di incerta origine e al traffico automobilistico concitato, più di 17 milioni di abitanti, Pechino si faceva notare per gli enormi cantieri dei grattacieli in costruzione. Un segnale glamour di una Cina nel pieno del boom economico che aveva avviato il conto alla rovescia per l’apertura dei giochi olimpici del 2008. All’insegna della ipermodernizzazione le ruspe radevano al suolo anche i tradizionali hutong dove abitavano i cinesi meno abbienti, vittime di espropri senza alcuna possibilità di opporvisi.

All’epoca si parlava già dei primi fondi sovrani cinesi. Il più grande era il China Investment Corporation con una disponibilità economica quasi illimitata. Ma ne esistevano anche altri degni di segnalazione come il Safe Investment Company affezionato soprattutto ai prodotti finanziari.

Nel 2007 gli investitori cinesi guardavano all’occidente, con particolare interesse all’Europa. Le grandi law firm italiane aprivano le loro filiali a Pechino, e forse per prime si accorsero di qualche anomalia: “i cinesi si stanno espandendo a macchia d’olio, arrivano in Europa pieni di soldi ma delle loro ricchezze non sempre se ne conoscono le origini” mi confessò un collega trapiantato da anni a Pechino.

“Riciclaggio” pensai e probabilmente non pensavo male.

Negli ultimi anni vi sono state indagini importanti che hanno messo in risalto le attività illecite di organizzazioni criminali cinesi. Attività soprattutto di riciclaggio di denaro. Di questo se ne parla in un capitolo delle 849 pagine dell’ultima relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia.

“Cian Liu” per fare un esempio, è il nome di un’indagine riguardante il riciclaggio di 4,5 miliardi di euro ad opera di un’organizzazione avente caratteristiche mafiose, Money to Money. In questa operazione sono state avanzate richieste di sequestro preventivo nei confronti di esponenti della filiale italiana della Bank of China. La sorpresa è che un filone dell’indagine di riciclaggio tocca anche la piccola Repubblica di San Marino con richieste di rogatorie tuttora in corso.

Ma non facciamo di tutta un’erba un fascio.

E’ notizia dell’altro giorno che il The Maxdo Group Limited colosso finanziario cinese con sede a Hong Kong, ha inserito nella propria scacchiera San Marino e che ha interesse ad aprirvi una banca d’affari. Una base sul Monte Titano per investire negli Stati del G20 ma anche nelle infrastrutture e nelle finanze del paese ospitante. Memore di quanto accaduto negli ultimi tempi e del crollo impressionante del Pil del piccolo paese nel 2012, c’è chi si è domandato quale convenienza avrebbero quelli del Maxdo Group ad aprire proprio a San Marino una banca d’affari. C’è chi ritiene che il contributo del Maxdo a ricapitalizzare le sorti del paese, derivi dalla posizione strategica della piccola Repubblica in Europa e dai vantaggi di un regime fiscale agevolato. I più scettici, si domandano se questa operazione non renda più difficile per San Marino la sua uscita dalla black list.


L'ho sempre detto che la Cina è vicina sorrisodiscuse

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Messaggio Da sturmunddrang il Mer 30 Gen 2013 - 20:35

del resto uno su tre è cinese chissà
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Messaggio Da miss marple il Dom 3 Feb 2013 - 0:55


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Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Dom 3 Feb 2013 - 8:59

sarebbe figo fare anche la cineteca

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Messaggio Da miss marple il Dom 3 Feb 2013 - 12:46

sisi

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Messaggio Da miss marple il Lun 4 Feb 2013 - 13:33

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/03/b-e-imu-sfotto-su-twitter-alle-prime-telefonate-batteria-di-pentole/488171/


B. e Imu, sfottò su Twitter: “Alle prime telefonate una batteria di pentole”
Gli utenti sul sito di microblogging non credono alla promessa del Cavaliere di abolire la tassa votata anche dal Pdl e voluta dal governo Monti. E c'è chi si stupisce delle reazioni entusiastiche: "Non è tanto la proposta shock che capisco benissimo, ma i ritardati che scrivono #iostoconsilvio"


Gli utenti di twitter commentano la proposta di Silvio Berlusconi di abolire l’Imu con l’hashtag #propostashock. La stessa tassa che, peraltro, è stata votata e approvata anche dal Pdl. Ironia, battute e sfottò intorno all’idea di abolire l’imposta decisa dal governo Monti a cui, nei tweet, non crede nessuno. E tra i tanti messaggi spicca quello di Gad Lerner che scrive: “Berlusconi promette di restituire l’Imu in contanti: venghino signori, venghino. Ormai è proprio ridotto a venditore da fiera di strapaese”. E pensare che solo a dicembre 2012, anche i suoi lo avevano snobbato. Infatti Quagliariello diceva: “In questa delicata situazione chi fa una proposta del genere deve corredarla con l’indicazione di alternative per raggiungere quegli effetti che l’Imu ha prodotto, insomma per trovare le coperture”. Nonostante questo, meno di due mesi dopo il Cavaliere rilancia la stessa iniziativa, senza suscitare però l’entusiasmo degli elettori.

“#propostashock togliere dai tg sto matto che ogni volta che apre bocca fa un casino. La domenica gli gira male?”, scrive gronco. “Dacce 1 euro per ogni cazzata detta negli ultimi 19 anni. Altro che #Imu”, propone Daniele e RoCp aggiunge: “Ho capito. Lui ha votato per l’introduzione dell’Imu, così alle elezioni poteva promettere di restituirla. E’ diabolico“. Gianni riassume quello che tanti utenti spiegano sulla piattaforma in altri termini (“In Italia, se riesci a prendere per il culo in qualche modo, vinci”) e chi come stoff sottolinea gli aspetti più esilaranti della boutade dell’ex premier (“La cosa più divertente della #propostashock di #Berlusconi mi sembra quel ‘in contanti‘”). E ancora: ”Berlusconi toglierà l’Imu e salverà le famiglie e se serve verrà a casa per combattere lo sporco impossibile”, “Risarciremo l’Imù …e alle prime cento telefonate anche una batteria di pentole”, “Via Imu, Irap e patrimoniale. In più vi rimboccheremo le coperte dopo il lattuccio caldo”. Ma c’è chi, più dell’abolizione dell’Imu, è scioccato dall’adesione di alcuni elettori alla proposta: “Non è tanto la #propostashock di #Berlusconi, che capisco benissimo, ma i ritardati che scrivono #iostoconsilvio“, puntualizza Stefano. E poi c’è chi ricorda, con una mini rassegna stampa, tutte le volte che l’ex premier ha promesso “meno tasse per tutti”.

Un hashtag con cui, al contrario, altri stanno commentando favorevolmente l’idea di abolire l’imposta sulla casa. “Via l’#irap, no all’umento dellì’#iva, contro la #patrimoniale, il #redditometro ed il limite al contante” esulta Andrea e Luca incalza: “rivolete indietro i soldi dell’#Imu? Alle elezioni dobbiamo votare @ilpdl”, mentre Valeria commenta: “Nel nostro primo Cdm come risarcimento proporremo restituzione Imu prima casa alle famiglie #iostoconsilvio standing ovation!”. A fronte di tanto entusiasmo, Mr. Donza ricorda a chi usa l’hashtag pro Cavaliere che “stiamo ancora aspettando il milione di posti di lavoro”.


Ieri alla conferenza stampa di eolo, c'erano delle bavose bipedi che dopo aver travolto la Brambilla e la Santanchè si sono buttate sotto al palco al grido di ''sei un mito'', mi hanno ricordato questo:



uauaua
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Messaggio Da miss marple il Sab 9 Feb 2013 - 1:11

http://www.corriere.it/politica/13_febbraio_08/battiato-sicilia_70126c52-71b9-11e2-8d40-790077d2d105.shtml

IL NEOASSESSORE
Battiato: «Sicilia depredata,
non posso fare niente»
Il cantante, ora assessore al Turismo della regione spiega: «Ci sono tante porcherie, troppe»


Franco Battiato (Lo Bianco)
MILANO - «Non c'è un solo euro, hanno rubato tutto». Franco Battiato appare sconsolato. L'assessore al turismo della Regione Sicilia addirittura rimbecca nervoso i suoi collaboratori che cercano di esprimere il concetto in modo più diplomatico: «Ci sono tante porcherie, troppe». Eppure, dice, «non sono assolutamente pentito di avere accettato l'incarico, sono qui per dare alla mia terra, non per depredare».
SPESE - Gli «euro ispettori» indagano sulle spese per alcune manifestazioni e Battiato le cita. Per dire «dimenticatevi i Grandi eventi e il Circuito del Mito». Ma non nasconde l'amarezza per aver dovuto dire «no grazie a un signore che è venuto a propormi di organizzare a Taormina i Grammy Awards, che festeggiano 40 anni. Perché non abbiamo soldi da investire: eppure sarebbe stata una festa pazzesca, avremmo venduto diritti in tutto il mondo».

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Messaggio Da sturmunddrang il Sab 9 Feb 2013 - 13:32

voodoo
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Messaggio Da miss marple il Sab 9 Feb 2013 - 23:28

http://www.corriere.it/editoriali/13_febbraio_09/un-monarca-nelle-piazze-p-battista_41f7e3e0-727e-11e2-bdf7-bdbb424637ab.shtml


INTERROGATIVI SULL'AVANZATA DI GRILLO
Un monarca nelle piazze
I partiti tradizionali sembrano rassegnati al quasi certo exploit elettorale di Beppe Grillo. Anzi, sembra che lavorino per lui. In un anno e passa di inattività, affidata a un governo tecnico la missione di far uscire l'Italia dai guai, non hanno nemmeno cominciato a ridurre sul serio i costi esorbitanti della politica, regalando fertile terreno all'antagonismo polemico del Movimento 5 Stelle. E ora, mentre fanno a gara per conquistare il Premio simpatia e affabilità in tv, lasciano a Grillo la fatica delle piazze, città per città, provincia per provincia, con un tour capillare simile a quello che lo ha già fatto trionfare in Sicilia, nella latitanza distratta degli altri leader nazionali. Perciò non potranno lamentarsi quando, a urne aperte, si scoprirà l'effettiva dimensione del consenso grillino e dovranno sperare, per il dopo, che Grillo commetta molti errori per permettere loro di tirare un po' il fiato.

Il primo errore che Grillo potrebbe commettere, ricambiando così il favore che i partiti gli stanno facendo con la loro inerzia e il loro immobilismo, è di pensare che un semplice umore, per quanto esacerbato, sia capace di durare nel tempo. Non tutte le proteste antisistema sono uguali. E se la Lega delle origini aveva un radicamento territoriale (il Nord), una base sociale (il «popolo delle partite Iva» e delle piccole e piccolissime imprese), una bandiera (il federalismo) per rivelarsi, come è accaduto, un fenomeno duraturo, il movimento di Grillo appare invece più volatile, legato a uno stato d'animo di esasperazione, all'invettiva, alla collera, al «vaffa» gridato ed esibito: una cosa potentissima, quando c'è, ma sfuggente, mutevole, infida. Che farà Grillo, per tenere insieme i suoi presumibili milioni di voti, il numero elevatissimo di parlamentari eletti, una rappresentanza istituzionale tutt'altro che marginale? Imporrà per cinque anni ai suoi di mandare senza tregua tutti a quel paese, di urlare il malcontento, di denunciare le malefatte dei partiti incapaci di autoriformarsi?

Certo, i seguaci di Grillo cavalcheranno in Parlamento la battaglia per la riduzione dei privilegi della politica. Ma saranno capaci di dire qualcosa, per fare degli esempi, sulle politiche del lavoro, sul sistema fiscale, sulle unioni civili, sulla scuola e l'università? Oggi Grillo dice ai suoi di avere una «visione». Basterà la «visione» per non vanificare un consenso che si profila tanto imponente? Grillo ha sin qui guidato in modo dispotico la sua creatura politica, selezionando le candidature con criteri assai discutibili, teorizzando e praticando la defenestrazione dei dissidenti. Potrà esercitare un potere assoluto sull'esercito dei neoparlamentari oppure la smetterà di avere paura di voci autonome, di contributi e contenuti non conformisti da parte dei suoi? È troppo chiedere oggi a Grillo un programma dettagliato (che pure c'è, consultabile su Internet, pasticciato e generico come tutti i programmi elettorali)? Certo, non è questo il carburante che sta spingendo la sua macchina, animata da spirito di protesta, di umori «anti» tutto, di insopportazione per le espressioni meno onorevoli della politica di questi decenni. Non è detto però che i suoi stessi elettori non vogliano chiedere a Grillo qualcosa di meno effimero di un corale «vaffa». Se non un impegno, almeno un'indicazione su come si comporteranno i parlamentari e sulle scelte da compiere. È «vecchia» politica anche questa?

Infatti la parte più difficile viene dopo, confermare le intenzioni, passare dal dire al fare e quasi sempre c'è di mezzo il mare
Staremo a vedere, cmq scommetto una pizza che arriva al 20-22%

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Messaggio Da miss marple il Lun 11 Feb 2013 - 12:09

http://www.corriere.it/cronache/13_febbraio_11/papa-lascia-pontificato_d6c03642-7438-11e2-b945-c75ed2830f7b.shtml


L'ANNUNCIO IN LATINO DURANTE IL CONCISTORO PER LA CANONIZZAZIONE DEI MARTIRI DI OTRANTO
Il Papa si dimette dal pontificato : «Sento il peso dell'incarico, lascio per il bene della Chiesa»
«Forze ed età avanzata non più adatte per il ministero»
Il cardinal Sodano: «Un fulmine a ciel sereno»


Papa Benedetto XVI
Il Papa lascia il pontificato dal 28 febbraio. Lo annuncia personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Benedetto XVI spiega di sentire il peso dell'incarico di pontefice, di avere a lungo meditato su questa decisione e di averla presa per il bene della Chiesa. Le «forze e l'età avanzata - dice - non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero».
Joseph Ratzinger, 86 anni il prossimo 16 aprile, era stato eletto papa dal conclave il 19 aprile 2005, dopo la morte di Giovanni Paolo II.

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Messaggio Da sturmunddrang il Lun 11 Feb 2013 - 16:36

giusto
non si capisce perchè i poveri papi non possono godersi la meritata pensione chissà
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Messaggio Da miss marple il Lun 11 Feb 2013 - 23:18


http://www.corriere.it/cronache/13_febbraio_11/rinucia-storia_bae9c72e-743f-11e2-b945-c75ed2830f7b.shtml


I PRECEDENTI - LA LETTERA DI DIMISSIONI FIRMATA DA PIO XII
Dimissioni del Papa, il primo dopo 600 anni
Prima di Benedetto XVI, il «gran rifiuto» di Celestino V
nel 1294. Sei secoli fa toccò a Gregorio XII

Benedetto XVI rinuncia al soglio pontificio e lascerà il 28 febbraio. Una decisione di portata storica che ha pochi precedenti in epoca recente. Il caso più famoso è quello di Celestino V: Pietro da Morrone, sacerdote, condusse vita eremitica. Diede vita all'Ordine dei Fratelli dello Spirito Santo, denominati poi Celestini, approvato da Urbano IV, e fondò vari eremi. Eletto papa quasi ottantenne, dopo due anni di conclave, il 5 luglio 1294, fu incoronato ad Aquila (oggi L'Aquila) il 29 agosto nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove è sepolto. Prese il nome di Celestino V e, uomo santo e pio, si trovò di fronte ad interessi politici ed economici e a ingerenze anche di Carlo d'Angiò. Accortosi delle manovre legate alla sua persona, dopo 4 mesi rinunziò alla carica, il 13 dicembre 1294, morendo poco dopo in isolamento coatto nel castello di Fumone. Giudicato severamente da Dante come «colui che per viltade fece il gran rifiuto», oggi si parla di lui come di un uomo di straordinaria fede e forza d'animo, esempio di umiltà e di buon senso.


L’omaggio di Benedetto XVI a Celestino V nella cripta, a Sulmona
GREGORIO XII - Il secondo caso che la storia ricorda è quello di Gregorio XII, papa dal Papa dal 19 dicembre 1406 al 4 luglio 1415. Veneziano, una volta eletto si impegnò a porre fine al «grande scisma» fra i pontefici di Roma e quelli di Avignone. Ma ogni tentativo risultò vano. Solo il concilio di Costanza (1414-1417) vi riuscì. Gregorio XII rinunciò al pontificato e si ritirò a Recanati. Nel 1417, due anni dopo la sua morte, il suo successore lo nominò Pontefice Emerito di Roma.
PIO XII - Da documenti d'archivio di fonte ecclesiastica, relativi alla Seconda Guerra Mondiale, sembra inoltre che Papa Pio XII (1876-1958) avesse scritto un documento segreto dove affermava che doveva essere considerato dimissionario nel caso in cui fosse stato rapito dai nazisti su ordine di Hitler. Eugenio Pacelli era stato informato di un piano del dittatore tedesco per arrestarlo e portarlo in una piccola località in Germania.

I PRECEDENTI - Papa Clemente I (in carica dal 88 al 97 Dc), quanto pontefice romano, rinunciò alla carica a favore di Evaristo, poiché arrestato ed esiliato non voleva che i fedeli rimanessero senza una guida spirituale. Nella prima metà del III secolo, Ponziano lo imitò poco prima di essere esiliato in Sardegna; al suo posto venne eletto Antero. Silverio, 58esimo vescovo di Roma, fu deposto da Belisario e in punto di morte (11 marzo 537) rinunciò in favore di Vigilio, fino ad allora considerato un usurpatore. Vi sono poi molti altri casi, più problematici, in cui si discute se vi sia stata rinuncia o addirittura rinuncia tacita, come nel caso di Martino (VII secolo). Altro caso più difficilmente inquadrabile è quello di Benedetto IX, che prima venne deposto in favore di Silvestro III, salvo poi riassumere la carica per poi rivenderla a Gregorio VI, il quale, accusato di simonia, fece atto di rinuncia dopo aver ammesso le sue colpe. Siamo nella prima metà dell'anno Mille.

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Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Mar 12 Feb 2013 - 8:27

chissà cosa c'è dietro

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si legge SCASSALCÁZZAIA

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Messaggio Da sturmunddrang il Mar 12 Feb 2013 - 15:23

la lobby degli albergatori e dei gruppi organizzati Cool Very Happy
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Messaggio Da miss marple il Mar 12 Feb 2013 - 15:27

Laughing Laughing ok

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Messaggio Da miss marple il Ven 15 Feb 2013 - 1:01



http://motori.corriere.it/attualita/13_febbraio_14/incentivi-auto-2013-come-fare_a888e3ec-7685-11e2-bad5-bab3677cbfcd.shtml

DAL 14 MARZO
Tornano gli eco-incentivi
Ma solo per pochi
Bonus fino a 5 mila euro per auto ecologiche



MILANO- A partire dal 14 marzo, chi acquista un'auto a gas (gpl o metano), un'ibrida o un'elettrica, con emissioni di CO2 fino a 120 g/km, potrà contare sugli incentivi statali.

LE AUTO A GPL (FINO A 120 G/KM)

LE AUTO A METANO (FINO A 120 G/KM)

LE IBRIDE (FINO A 120 g/km)

FINO A 5 MILA EURO-Lo sconto (erogato a metà dallo Stato e dal venditore ovvero dalla Casa automobilistica) sul prezzo di acquisto per il biennio 2013-2014 è del 20%, con un limite massimo in funzione delle emissioni di CO2 del veicolo: 5.000 euro fino a 50 g/km, 4.000 euro tra 51 e 95 g/km e 2.000 euro tra 96 e 120 g/km. Nel 2015 si scende al 15% di sconto con valori massimi rispettivamente di 3.500, 3.000 e 1.800 euro. Il veicolo acquistato non deve essere stato già immatricolato in precedenza ovvero non può essere una vettura a «km zero».

COME FUNZIONANO-Il fondo è di 40 milioni di euro per il 2013, 35 milioni per il 2014 e 45 milioni per il 2015. Per l'anno 2013 le risorse sono così distribuite (per gli anni a seguire, le aliquote non sono state ancora determinate): - 4,5 milioni di euro per l'acquisto, da parte di tutte le categorie di acquirenti (privati compresi), di veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km, di cui una quota pari a 1,5 milioni di euro è riservata all'acquisto di veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km; - 3,5 milioni di euro per l'acquisto di veicoli pubblici o privati destinati all'uso di terzi (taxi, rent a car, noleggio con conducente, servizio di linea per trasporto di persone o cose, servizio di piazza per trasporto di cose per conto terzi) o utilizzati nell'esercizio di imprese, arti e professioni, e destinati a essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa, con emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km; - 7 milioni di euro per l'acquisto di veicoli pubblici o privati, destinati all'uso di terzi con emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km; - 25 milioni di euro per l'acquisto di veicoli pubblici o privati, destinati all'uso di terzi, con emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km.

PER AZIENDE E FLOTTE-Come evidenziato dai numeri, la maggior parte delle risorse sono destinate alle flotte pubbliche e aziendali mentre ai privati e famiglie resterà solo una piccola parte di fondo (4,5 milioni di euro) con la possibilità di acquistare solo auto con emissioni di CO2 fino a 95 g/km (e non fino a 120) e un piccolo vantaggio in più: non essere legati ad una rottamazione obbligatoria (per aziende e pubblico un veicolo della stessa categoria di quello che si acquista, vecchio di almeno 10 anni e intestato da almeno 1 anno al destinatario dell'incentivo). Vista l’esiguità delle risorse, lo stesso ministero dello Sviluppo economico ha istituito un sistema di prenotazione del contributo (da parte di rivenditori e concessionarie) e di monitoraggio della disponibilità in tempo reale dei fondi. Tutte le informazioni sull'iniziativa sono comunque disponibili sul sito del ministero.


Io mi sbaglierò ma mi sembra una gran presa per i fondelli.......come al solito. Cosa vuol dire che per la vendita ai privati, i concessionari interessati devono prenotarsi per avere gli incentivi?? E' logico che tutti i venditori cercheranno poi di piazzare solo le auto più costose con gli incentivi, non certo su quelle più economiche.
Ma veramente ci trattano proprio come gli scemi del villaggio

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