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Re: Prima pagina

Messaggio Da sturmunddrang il Mer 12 Dic 2012 - 16:47

del 21 non me ne cale, invece ho festeggiato oggi con i colleghi il 12/12/12 alle 12.12 Very Happy
non capiterà mai più in tutta la nostra vita


e poi mi piace anche il 20/12/2012
da festeggiarsi alle 20.12 chupa
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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Gio 13 Dic 2012 - 12:46

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/12/nasce-tv-del-fatto/443674/

Nasce la Tv del Fatto
di Peter Gomez | 12 dicembre 2012



Ieri nei minuscoli studi del FattoQuotidianoTv, in parte autocostruiti dalla redazione, abbiamo parlato di noi: di giornali e giornalisti comprati e venduti, di scoop mai pubblicati, di editori proprietari di media solo per contrattare meglio con la politica i loro affari, di una stampa che per anni non si è accorta (e non ha avvertito per tempo i cittadini) del baratro politico, economico e morale in cui sprofondava il Paese. Quello che, tra molti problemi tecnici, siamo riusciti a fare lo vedrete e giudicherete stasera alle 21 su un network di emittenti private.
Nella nostra tv con Freccero, Nuzzi, Gabanelli, Ricca, Padellaro, Travaglio, Giannino, Iacona e tanti altri, abbiamo insomma cercato di metterci a nudo. E lo abbiamo fatto mentre, fuori, una sorta d’invidia tra vecchie star della comicità televisiva spingeva il membro del cda Rai, Antonio Verro (ex parlamentare di Forza Italia ed ex manager di Fininvest-Edilnord), a chiedere che venisse spostato Sanremo per impedire a Fabio Fazio e Luciana Littizzetto di rubare la scena a Berlusconi (“evitare sovrapposizioni tra elezioni e festival”). Una richiesta applaudita da tutti i partiti.

E così qualcosa dopo due ore di registrazione di Chi vuole la libertà?, l’abbiamo capita. L’informazione imbavagliata e la satira censurata non nascono con B. (mentre ora si parla di Sanremo, chi si ricorda più di Dario Fo e Franca Rame allontanati dalla tv dopo una Canzonissima del 1962?) e non terminerà, purtroppo, con lui. Anche il governo dei tecnici non ha mosso un dito per arrivare alla scelta dei manager della Rai attraverso l’esame di curricula e pubbliche audizioni come avviene in Inghilterra. E fu Luciano Violante a rivelare alla Camera che la sinistra aveva garantito al Cavaliere di non toccargli le tv.

Anche per questo, adesso, noi del Fatto, un embrione di televisione abbiamo deciso di provare a farcelo da soli. Dopo le edicole e la Rete, sperimentiamo, senza padroni,una nuova sfida. E ai telespettatori diciamo una cosa sola: sbaglieremo, è certo. Ma quando questo accadrà, statene sicuri, sarà solo per colpa nostra. Non perché ce lo ha chiesto o, peggio, ordinato qualcuno.

Il Fatto Quotidiano, 12 Dicembre 2012

mah era necessaria?

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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Sab 15 Dic 2012 - 13:11

Gelati, lecca-lecca, iPad: le spese caricate
sul bilancio. «Pagata una festa di nozze»
Lo scandalo rimborsi al consiglio regionale della Lombardia


- Senza regole e, più ancora, senza stile. L'assalto alle note spese rimborsate «per il funzionamento dei gruppi» del consiglio della Regione Lombardia, infatti, visto con le lenti degli scontrini costati ieri 22 inviti a comparire per peculato ad altrettanti consiglieri di Pdl e Lega, nemmeno pulsa della ribalda "nobiltà" di illustri predecessori che nel Lazio si erano fatti la villa o avevano acquistato il Suv con i soldi dei cittadini: qui al Pirellone c'è solo gente che, pur guadagnando almeno 9.000 euro netti al mese di stipendio comprensivo di diaria, e pur essendo già dotata di telefoni e computer gratis, con gli ulteriori fondi pubblici «per il funzionamento del gruppo consiliare» si fa rimborsare il cono gelato da 1 euro e 50, il lecca-lecca, l'ovetto-Kinder e una clessidra; compra la salsiccia dal macellaio, va dal panettiere, segna uno dietro l'altro a distanza di pochi minuti i caffè con brioche da 1 euro e 60 al bar, beve una birra al pub; acquista in tabaccheria blocchi di «gratta e vinci», mette in lista un farmaco e il relativo ticket da 21 euro, e a Capodanno accolla ai contribuenti i fuochi d'artificio.



Tartufi e ostriche
Perfino le trasgressioni culinarie sono un po' da filmetto di serie B. Come nei «due coperti» da 127 euro di ostriche rimborsati al leghista Pierluigi Toscani. O come il pasto al ristorante «il Baretto al Baglioni» il 23 ottobre 2010 che l'ex presidente leghista del consiglio regionale Davide Boni qualifica «spesa di rappresentanza» nei «rapporti consiglio-giunta e nuova sede con il Sottosegretario Expo 2015», consumando 30 grammi di tartufo per 180 euro su 644 di conto. Il tartufo deve essere una passione: Giorgio Pozzi si fa rimborsare una cena «con rappresentanti dell'imprenditoria locale» il 23 dicembre 2010 sempre al «Baretto» dove, su un conto di 3.320 euro, 200 sono di vini, 400 di champagne e ben 882 di tartufi in un «privé» il cui utilizzo costa da solo 150 euro.
Regione Lombardia, 22 consiglieri indagati per peculato

Sushi e ospitalità
Quando a saldare i conti è indirettamente il contribuente, diventa più facile largheggiare in generosità: sempre Pozzi, ad esempio, ottiene il rimborso di 5.500 euro spesi al ristorante «Il Gatto Nero» di Cernobbio il 30 luglio 2010 per una «cena istituzionale con operatori e imprenditori locali» offerta a 55 persone. Alessandro Colucci oscilla invece tra gli arancini da 5 euro e il sushi da 127 euro per due coperti al ristorante «Nobu Armani».

I taxi, il Natale, Parigi
Del resto la madre di tutte le ambiguità è il concetto in sé di «materiale di rappresentanza», tipo quello che Boni compra per 11.164 euro a Napoli tra il 28 e il 30 dicembre 2010: 75 cravatte in seta, 3 sciarpe in cashmere, 7 foulard in seta. Per definizione, nulla è più di «rappresentanza» come le colazioni e le cene al ristorante, che insieme a una marea di taxi sono la voce più ricorrente e corposa nei rimborsi ritenuti dubbi dagli uomini della GdF milanese che con i pm Robledo-Filippini-D'Alessio già avevano indagato sul finanziamento pubblico alla Lega e prima ancora sui derivati del Comune di Milano. L'ex assessore Buscemi, ad esempio, al ristorante milanese «A Riccione» sostiene «spese di rappresentanza» per 380 euro proprio alla viglia di Natale, 24 dicembre 2009, e per 695 euro proprio l'ultimo dell'anno, 31 dicembre 2009.
Altre volte Buscemi qualifica come «spese di rappresentanza» il ritiro di pietanze da asporto presso ristoranti giapponesi e cinesi. E quando un evento legato all'Expo propizia un soggiorno istituzionale a Parigi, all'«Hotel Park Hyatt» paga 638 euro con carta di credito della Regione anche se dalla fattura dell'albergo sembrerebbe che i servizi ricettivi siano stati offerti a «2 persone».

Matrimonio
Tante cose potranno forse essere chiarite, e certo ce n'è parecchie da mettere a fuoco. Il capogruppo leghista Stefano Galli, ad esempio, che il 5 marzo 2009 mette in lista 8 euro per la ricarica di una penna, sostiene il 16 giugno 2010 al Ristorante «Toscano» una asserita spesa «di funzionamento» del gruppo anche se il ristoratore, interrogato come teste, ha affermato che quella spesa, 6.180 euro per 103 coperti, riguardava di certo un matrimonio.

Ovetti e Mignottocrazia
L'orizzonte degli scontrini è il più vario. Alessandro Marelli, pur non disdegnando di acquistare pc e cellulari, esibisce 4 euro per una birra spina media al pub e 9,90 euro per un tubetto di ovetti Kinder con sorpresa, e si fa rimborsare le sigarette e persino i coni gelato come Pierluigi Toscani, che non manca 752 euro di cartucce e non disdegna i tagliandi «win for live». Nicole Minetti sceglie invece di spaziare dagli 899 euro per l'iPhone5 ai 27 euro per «barattoli di sabbia in vetro giallo», dagli 832 auro di «consumazioni» all'Hotel Principe di Savoia ai pochi euro per una crema da viso. Ed è al gruppo consiliare pdl che l'imputata nel processo Ruby accolla i 16 euro spesi per comprare il libro «Mignottocrazia» scritto da Paolo Guzzanti.

«Si può vivere così?»
Ciascuno ha le sue predilezioni. Angelo Giammario (114mila euro contestati sul 2008-2012, più di lui solo il capogruppo pdl Paolo Valentini con 118.000) suole affittare un'auto con conducente da Basiglio a Milano. Cesare Bossetti, intestatario del rimborso della tazzina di caffè al bar come del farmaco da 21 euro, ricorre alle spese di funzionamento del gruppo per 14 cornici per 672 euro il 2 agosto 2010, e per altre 8 cornici il 7 luglio per 384 euro. Giulio Boscagli, il cognato di Formigoni, compra tre iPad per 2.626 euro. E mentre Roberto Pedretti si fa rimborsare 960 euro per un ingrandimento fotografico, per il suo collega Marcello Raimondi, che attinge spesso ai soldi pubblici per il rifornimento di carburante, l'1 marzo 2008 è invece giorno di acquisti tecnologici: una macchina fotografica da 520 euro, una telecamera da 230, un proiettore da 720, un computer da 1.390. Ma una decina di giorni dopo si dà anche ai libri. Titolo: «Si può vivere così?».

Luigi Ferrarella, Giuseppe Guastella
15 dicembre 2012 | 13:58

Evil or Very Mad voodoo piedi

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Re: Prima pagina

Messaggio Da sturmunddrang il Sab 15 Dic 2012 - 16:35

la notizia è che Ruby legge libri
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Messaggio Da miss marple il Sab 15 Dic 2012 - 16:41

E' un errore del giornalista in questo caso, si parlava della Minetti in quel caso sisi

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Re: Prima pagina

Messaggio Da sturmunddrang il Sab 15 Dic 2012 - 16:49

Very Happy ah ecco mi pareva
ma leggendo meglio si poteva capire, avrebbe magari dovuto mettere le virgolette al nome del processo
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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Mar 18 Dic 2012 - 17:32

http://www.corriere.it/tecnologia/12_dicembre_18/instagram-che-vende-le-foto_af8fa106-4914-11e2-af43-2ffd0f3e671f.shtml



SOCIAL NETWORK E PRIVACY
Instagram, cambiano le regole: dal 16 gennaio
i diritti delle foto potranno essere ceduti a terzi
L'annuncio dopo l'acquisizione da parte di Facebook. Per difendersi? «L'unico modo è chiudere l'account»



Dal 16 gennaio Instagram potrebbe trasformarsi in un'agenzia fotografica. I dipendenti, non pagati, saranno i 100 milioni di utenti che utilizzano l'applicazione. La brutta notizia è arrivata lunedì, a poco più di otto mesi dall'acquisto da parte di Facebook, ed è contenuta nell'aggiornamento delle politiche relative alla privacy.
PIATTI E ACCONCIATURE - Le nuove regole autorizzano il social network di Mark Zuckerberg a vendere «a un società a o un'altra entità pagante le informazioni relative all'utente e alle azioni che compie (gli spostamenti da un luogo all'altro ad esempio, ndr) e le sue fotografie» senza riconoscere al proprietario nessun compenso economico. E, soprattutto, senza avvisarlo. Non è difficile immaginare cosa potrebbe accadere: gli scatti di un determinato luogo pubblico, un ristorante o uno stabilimento balneare, potranno essere acquistati dal titolare e utilizzati all'interno di spot pubblicitari. Chi non pasteggia prima di aver immortalato la tavola imbandita, pratica fra le più gettonate su Instagram? Attenzione però quelle stesse foto potrebbe finire su libri di ricette o confezioni di prodotti alimentari. O, ancora, chi ha l'abitudine di esibire la propria chioma dopo l'intervento del parrucchiere deve mettere in conto di poter trovare l'immagine su bottigliette di shampoo e balsamo.

COME FARE - Il tutto, è bene chiarirlo ancora una volta, senza percepire un centesimo e con l'effetto sorpresa assicurato. «C'è un solo modo per scongiurare questo scenario: cancellare il proprio account prima del 16 gennaio (questa la pagina a cui fare riferimento)», come conferma a Corriere.it l'avvocato esperto di digitale Guido Scorza. Non prima, eventualmente, di aver salvato tutte le foto già impreziosite dei filtri dell'app. Wired.com suggerisce l'utilizzo di Instaport per compiere l'azione rapidamente. «Altra soluzione - fa notare sempre Scorza - potrebbe essere la cancellazione delle foto cui si tiene di più o che contengono informazioni personali, l'applicazione delle regole non è retroattiva e quanto pubblicato in precedenza e poi cancellato non può essere toccato». L'avvocato si dimostra poi scettico sulla possibilità che si possano vendere scatti che ritraggono persone. «Se qualcuno dovesse riconoscersi in una fotografia che non ha scattato si andrebbe incontro a una violazione il diritto d'immagine», spiega.

UNA MOSSA DA 700 MILIONI - Lo scivolone di Instagram arriva a pochi giorni dalla decisione di chiudere le porte all'anteprima degli scatti su Twitter, altra presa di posizione che ha indispettito non poco la carica dei 100 milioni di utenti. È sufficiente fare una «gitarella» su Twitter per rendersi conto che gli utenti non digeriranno facilmente anche le nuove regole. I "bye bye" si sprecano da una parte all'altra del globo e l'hasthag #Instagram è rimasto fra i più gettonati per tutta la mattina di martedì. Bisogna inoltre tener conto del fatto che stanno spuntando come funghi servizi alternativi: gli ultimi due in ordine di tempo sono Twitter stesso, che è corso ai ripari in tempo reale e ha aggiunto la possibilità di modificare le foto e applicare i filtri durante il caricamento sul microblog, e Flickr, aggiornato (per ora solo per iOs) per consentire agli utenti di intervenire a posteriori sugli scatti. A Menlo Park, in attesa di verificare la reazione a medio termine degli utenti, festeggiano intanto le previsioni degli analisti di Sterne Agee, secondo i quali Instagram porterà nelle casse di Facebook da 500 a 700 milioni di dollari di ricavi pubblicitari nei prossimi tre anni. Viene da chiedersi, a questo punto, a quale prezzo.

Martina Pennisi
18 dicembre 2012 | 17:23



Non mi sono mai piaciuti quelli di facciabucco naaaah

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Re: Prima pagina

Messaggio Da sturmunddrang il Mar 18 Dic 2012 - 21:50

del resto si chiama bacheca
a casa mia la bacheca è una roba in piazza dove tutti guardano Cool
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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Gio 20 Dic 2012 - 12:11

http://www.corriere.it/editoriali/12_dicembre_20/legge-stabilita-Manca_db5a19ec-4a6d-11e2-bd66-a2d11be54edf.shtml


Il vizio che non perdiamo
Ma che Italia esce dalla sua legge più importante, quella di Stabilità? E soprattutto perché ancora una volta la politica, la sua massima espressione che è il Parlamento, deve offrire l'immagine di un Paese dove si tenta di cogliere l'ultima possibilità per favorire i propri referenti, lobby o anche soltanto persone che sono state o saranno utili?


Non ha esagerato chi ha parlato di vergogna per quell'emendamento sul gioco d'azzardo che è passato nella notte tra lunedì e martedì. Due senatori del Pdl, Gilberto Tommaso Pichetto Fratin e Anna Cinzia Bonfrisco, sono riusciti, di fatto, a far passare la possibilità di mettere a gara da subito le concessioni per il gioco d'azzardo in mille circoli in Italia.
È chiaro che assieme a norme «sconcertanti» come quelle sul poker live (la definizione è del ministro della Salute, Renato Balduzzi) ce ne saranno altre che, prese una per una, isolate dal contesto, appariranno come dovute e senza alcun fine, se non quello di intervenire su situazioni difficili. Ma a scorrere le 16 pagine che contengono gli emendamenti approvati in questi ultimi giorni al Senato non si può che restare attoniti di fronte all'elenco di norme e codicilli.
Si tratta di misure che rappresentano lo spaccato di un'Italia costretta ad arrangiarsi. Di una politica capace di salvaguardare se stessa (vedi il rinvio del riordino delle Province); e, quando va bene, di rattoppare situazioni complicate, o elargire semplicemente mance, piuttosto che varare seri e meditati provvedimenti.


Norme comprensibili come i finanziamenti per risarcire i familiari delle vittime di un disastro aereo del 1977, la sospensione del pagamento di cartelle esattoriali per la popolazione che ha subito un terremoto nel 2009, si accompagnano a un altro lungo elenco: si va dall'abolizione dell'obbligo di usare gomme da neve a una serie di spese le più disparate. Ancora elencando, 10 milioni in tre anni per la revisione delle tariffe massime per le prestazioni di assistenza termale, 30 milioni in due anni per la statale Tirreno-Adriatica, altri 20, sempre in due anni, per il dissesto idrogeologico dell'Abruzzo.
Una teoria di misure, in qualche caso micro, più spesso per decine di milioni. Provvedimenti allegati a una legge di Stabilità che dovrebbe indicare e dare attuazione agli obiettivi programmatici del governo. E che invece mostra il vizio irrisolto del nostro Paese di non riuscire a darsi delle regole e a seguirle.
Ancora una volta ci troviamo a dover parlare di assalto alla diligenza. Guarda caso infatti le misure dell'ultima ora sono in un'unica direzione: quella della spesa. L'esatto contrario di quanto sta facendo ogni famiglia italiana da qualche anno a questa parte: risparmiare.


Chissà a quanti comizi assisteremo, di deputati e senatori che si lamenteranno del peso eccessivo delle tasse, quasi che le misure che hanno approvato e approveranno in queste ore non fossero tutte nel segno di maggiori uscite. Da ripianare come? Con l'unica leva a disposizione di uno Stato incapace di ridurre le spese: tassare ancora. E suona come beffa, dopo l'esperienza dell'Imu, la possibilità data alle Regioni di aumentare l'aliquota Irpef. Nonostante tutto questo l'assalto c'è stato. Facendo finta di dimenticare che le casse della diligenza da tempo sono vuote.

Daniele Manca



Che vergogna!!! e il bello è che si permettono di mettere spese e tasse per i prossimi due anni. Questa gente, perlomeno perla maggiorparte, sarà ancora in parlamento fra 6 mesi voodoo

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Re: Prima pagina

Messaggio Da sturmunddrang il Gio 20 Dic 2012 - 13:20

non trovo l'altro, questo lanciafiamme è sufficiente? sudo freddo


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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Ven 21 Dic 2012 - 14:21


http://www.corriere.it/tecnologia/social/12_dicembre_21/facebook-messaggi-un-dollaro_c0964908-4b69-11e2-b8d2-bbed1fc21916.shtml



NUOVE FRONTIERE PER L'ADVERTSING SUL SOCIAL NETWORK
Facebook testa i «messaggi a un dollaro»
L'esperimento negli Stati Uniti con la possibilità di scrivere
a pagamento anche a chi non è nostro «amico»

MILANO - Prima lo sbarco di grandi aziende che investono in ads social (vedi il caso Wal-Mart), poi l'advertising con i video in auto-play. E ora, i messaggi a pagamento: la rivoluzione «pubblicitaria» di Facebook continua.


UN DOLLARO PER MESSAGGIO - Il social più usato al mondo ha annunciato una "messa a nuovo" del sistema di messaggistica, con un sistema di filtri più efficace. La vera novità (per il momento ancora in fase di test) è però quella dei messaggi a pagamento per contattare utenti che non sono amici e con i quali non ci sono contatti in comune. Facebook non ha ancora rivelato quanto costerà il nuovo servizio, ma secondo il sito AllThingsD si partirebbe dal prezzo base di un dollaro per messaggio. I messaggi, tra l’altro, dovrebbero finire in una speciale cartella separata da quella "inbox" tradizionale. Per il momento, il servizio è limitato alla ricezione di un messaggio a pagamento per settimana ed è rivolto solo agli utenti privati (niente aziende o brand). Ma se passerà la fase di test non ci sarà modo di non ricevere questo nuovo tipo di messaggi: non è prevista un’opzione che possa bloccarne la ricezione. Potere dei soldi.

MENO SPAM? - Finora i sistemi di messaggistica a pagamento sono stati utilizzati soprattutto nei siti di dating o nelle piattaforme professionali come LinkedIn. Il motivo di questa inversione di rotta? Facebook ha spiegato che il nuovo servizio è un modo per ridurre il rischio di spam, sottolineando anche che «molti analisti sostengono che potrebbe non essere il modo più efficace per scoraggiare l’invio di messaggi indesiderati, ma questo test servirà per trovare una soluzione nei casi in cui né le regole del social né quelle algoritmiche sono sufficienti». Ma soprattutto, il nuovo servizio servirà anche a garantire nuovi introiti al sito, che oggi conta oltre un miliardo di utenti. Sempre che superi anche le (quasi certe) proteste degli utenti. Come è successo a Instagram, il social di foto vintage che aveva previsto la cessione delle foto a terzi senza il consenso degli utenti ma ha dovuto ritirare in corsa le modifiche ai termini di servizio dopo la “rivolta” degli iscritti.
Greta Sclaunich
21 dicembre 2012 | 13:37


Ecco, io sono disposta a tirar fuori dal mio maiale 10 euri e a investirli in messaggi da 1 euro a chi so io rimba chupa

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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Mer 26 Dic 2012 - 21:52

Anno Domini 2012 . non vorrei pensaste di essere nel pieno Medioevo


CRONACHE
26/12/2012
“Femminicidio colpa delle donne”
ecco il testo del volantino del parroco




Il foglietto redatto da don Piero Corsi e affisso nella bacheca della chiesa
LERICI (LA SPEZIA)
Il volantino che don Piero Corsi ha affisso in bacheca nella sua chiesa di San Terenzo s’intitola «Le donne e il femminicidio, facciano sana autocritica. Quante volte provocano?» e comincia con «l’analisi del fenomeno che i soliti tromboni di giornali e tv chiamano appunto `femminicidio´».

«Una stampa fanatica e deviata attribuisce all’uomo che non accetterebbe la separazione questa spinta alla violenza», si legge nel volantino. Che prosegue: «Domandiamoci: Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni. Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici. Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto (forma di violenza da condannare e punire con fermezza) spesso le responsabilità sono condivise».

Il volantino esamina poi la questione della violenza sessuale: «Quante volte vediamo ragazze e signore mature circolare per strada con vestiti provocanti e succinti? quanti tradimenti si consumano sui luoghi di lavoro, nelle palestre e nei cinema? Potrebbero farne a meno. Costoro provocano gli istinti peggiori e poi si arriva alla violenza o abuso sessuale (lo ribadiamo. roba da mascalzoni). Facciano un sano esame di coscienza: forse questo ce lo siamo cercate anche noi?»

Ecco....questa cosa merita una bella discussione in speak corner- angolo dell'indignazione

Sono andata a cercare l'etimologia della parola femminicidio perchè la trovo arcaica e mi ricorda la famosa legge sul delitto d'onore, in cui la donna era parificata anzi manco quello all'abigeato come pena.
Ecco cosa ho trovato:

Ciò che indica non è la semplice uccisione di una donna - in questo senso varrebbe bene il termine generico di omicidio. È l'uccisione di una donna perché donna, in un'ottica culturale in cui la misoginia pare legittima, in cui pare legittimo un esercizio di potere dell'uomo sulla donna che si spinga fino alle estreme conseguenze.
Certo, non è una parola che suona particolarmente bene, e la sua costruzione etimologica non è delle più felici (in latino la [femina] è la femmina dell'animale).
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Re: Prima pagina

Messaggio Da sturmunddrang il Mer 26 Dic 2012 - 22:04

si, il termine lo trovo ridicolo, capisco l'intento, ma mi infastidisce
allo stesso modo mi infastidisce la moda che ha preso piede di rivolgersi a entrambi i sessi ripetendo il termine, tipo "le elettrici e gli elettori"

riguardo al parroco, cosa vuoi che dica, la sua religione ha sempre cercato di mettere la donna in posizione di inferiorità, sottomissione, ecc, non mi stupisco
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Re: Prima pagina

Messaggio Da miss marple il Dom 30 Dic 2012 - 16:35

http://www.repubblica.it/scienze/2012/12/30/news/montalcini-49677597/?ref=HREA-1


E' MORTA RITA LEVI MONTALCINI


Rita Levi Montalcini, la scienziata dal sorriso dolce che di sé diceva: "Ho un'intelligenza mediocre. Il mio solo merito è l'impegno"
Si era iscritta all'università contro il volere del padre. Dopo le leggi razziali, il regime fascista la allontanò dall'ateneo. Nel 1986 il premio Nobel per la Medicina. Fino all'ultimo ha implorato i governi: "Non cancellate il futuro dei giovani ricercatori". Gli insulti della destra per il sostegno al governo Prodi
E' morta Rita Levi Montalcini.
Premio Nobel e senatore a vita, aveva 103 anni
"La mia intelligenza? Più che mediocre. I miei unici meriti sono stati impegno e ottimismo" disse nel 2008 accogliendo la laurea honoris causa alla Bicocca. Fragile e sottile, anche, è stata fino a ieri Rita Levi Montalcini, nata a Torino il 22 aprile 1909 e vincitrice del Nobel per la Medicina nel 1986. Con il suo corpo esile e gli occhi mare limpido è riuscita comunque a iscriversi all'università contro il volere del padre, a realizzare prima un laboratorio in casa per sfuggire alle leggi razziste e poi a lavorare negli Stati Uniti per quasi 30 anni, convincendo un mondo scientifico assai scettico dell'importanza di quel Ngf "Nerve growth factor" da lei osservato nell'oculare di un microscopio.

Poteva bastare, come dimostrazione di "impegno e ottimismo". Ma da quando nel 2001 è stata nominata senatrice a vita, a Rita Levi Montalcini è toccato anche ascoltare gli insulti di Storace ("Le porteremo a casa le stampelle") alla vigilia del voto della Finanziaria del 2007 essenziale per la sopravvivenza del governo Prodi. Quelli di Roberto Castelli, che sempre nel 2007 definì "uno spreco e un mercimonio" i finanziamenti all'European Brain Research Institute da lei diretto. Per finire ad agosto del 2011 con l'uscita di Umberto Bossi: "Scilipoti? Meglio lui di quella scienziata".

"Non sto neanche a sentirli" replicava lei senza perdere il sorriso dolce. In un articolo su Science nel 2000, Rita Levi Montalcini descrisse il suo carattere così, con poche splendide pennellate: "L'assenza di complessi psicologici, la tenacia nel seguire la strada che ritenevo giusta, l'abitudine a sottovalutare gli ostacoli - un tratto che ho ereditato da mio padre - mi hanno aiutato enormemente ad affrontare le difficoltà della vita. Ai miei genitori devo anche la tendenza a guardare gli altri con simpatia e senza diffidenza".

Oltre al padre ingegnere e matematico e alla madre pittrice, la sua famiglia era composta da un fratello e due sorelle, di cui una - l'adorata Paola - gemella. Quando l'austero capofamiglia le negò l'università in quanto donna, lei l'affrontò a viso aperto e a vent'anni ottenne di iscriversi a medicina. Quando il regime fascista la espulse dall'ateneo torinese, lei nel 1939 si costruì un laboratorio nella sua casa di corso Re Umberto. Vennero i bombardamenti, e nel 1941 tutti gli strumenti di ricerca furono reinstallati nella nuova residenza sulle colline di Asti. A Firenze poco prima della Liberazione curò i rifugiati scappati dal Nord. Nell'autunno del 1947 dall'università di Washington a Saint Louis il professor Viktor Hamburger la invitò a trascorrere un semestre negli Usa. I risultati sempre più interessanti le impedirono di tornare in Italia alla fine del semestre, e anche negli oltre vent'anni successivi. Nel corso dei quali, a partire dal '69 fino al '78 il Consiglio Nazionale delle Ricerche le affidò anche la direzione dell'Istituto di biologia cellulare.

Nel laboratorio di Saint Louis, Rita Levi Montalcini scoprì quel potente "elisir" di crescita che è Ngf. Bastava iniettarne una quantità infinitesima in una provetta con dentro alcune cellule nervose e attendere un giorno. Dalle cellule, in sole 24 ore, iniziava a svilupparsi un alone talmente ricco di filamenti da renderle simile a un Sole pieno di raggi. Il fattore di crescita delle cellule nervose era solo il primo di tanti ingredienti che gli organismi viventi usano per trasmettere informazioni al loro interno. Altre centinaia di molecole simili sarebbero state scoperte in seguito. Ma in quel laboratorio di Saint Louis negli anni '50 si iniziò a capire come mai un essere vivente nasca da una singola cellula ma riesca a diventare col tempo un'architettura composta da decine di tessuti diversi. Sono i fattori di crescita a indicare la strada a ciascun segmento di un organismo. Bastano poche molecole di Ngf in una zona del corpo per farvi crescere le cellule del sistema nervoso necessarie al suo perfetto funzionamento.

"La scoperta di Ngf - spiegò oltre trent'anni più tardi il comitato Nobel a Stoccolma assegnandole il premio assieme al collega Stanley Cohen - è l'esempio di come un osservatore acuto riesca a elaborare un concetto a partire da un apparente caos". Rita Levi Montalcini è stata una delle 10 donne (contro 189 uomini) a ricevere il premio scientifico più prestigioso. Ma forse l'unica ad accompagnare i suoi articoli scientifici con illustrazioni tanto eleganti quanti i vestiti che amava disegnare per se stessa.

Sull'origine della sua capacità di osservazione, Rita Levi Montalcini ha sempre avuto le idee chiare, attribuendo parte del suo successo al maestro Giuseppe Levi, il professore di istologia di Torino le cui lezioni formarono altri due Nobel per la medicina: Salvador Luria e Renato Dulbecco, anche lui scomparso recentemente. Era lui uno degli amici più cari della scienziata, che in un'intervista a Repubblica nel 2008 rivelò: "Quando avevo tre anni decisi che non mi sarei mai sposata" e in un'altra a Omni nel 1998 spiegò che anche nel matrimonio fra due persone brillanti "una finisce col soffrire perché l'altra ha più successo". Lei, che di complessi non soffriva, non si è mai lamentata degli occhi che non vedevano quasi più e delle protesi acustiche che la mantenevano in contatto con gli altri. E fino all'ultimo ai governi italiani ha continuato a chiedere: "Non cancellate il futuro di tanti giovani ricercatori che coltivano la speranza di lavorare in Italia".
(30 dicembre 2012)
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Messaggio Da Lia6641 il Dom 30 Dic 2012 - 19:02

Una gran donna.
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Messaggio Da miss marple il Dom 30 Dic 2012 - 20:08

sisi pianto

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Messaggio Da miss marple il Lun 31 Dic 2012 - 13:53


Corriere della Sera > Politica > Le migliori panzane del 2012 dei politici

Le migliori panzane del 2012 dei politici
Vince Berlusconi, chiude il podio la Polverini. Per il sondaggio web di Pagella politica si salvano Monti e Bersani


(Ansa)
Chi è il capo dei Pinocchi? Silvio Berlusconi. Sua è la bugia più clamorosa del 2012, quando ha indicato l’Italia come il paese dall’economia più solida al mondo, secondo solo alla Germania. E lui in testa alla classifica ricavata dalla consultazione di Pagella Politica, sito di fact-checking che verifica, in maniera partecipata con i lettori, le dichiarazioni dei protagonisti della scena politica italiana. Frasi poi valutate con una griglia di voti eloquenti: dal netto “vero”, all’incoraggiante “c’eri quasi”, all’interdetto “nì”, fino al preoccupato “Pinocchio andante” e al disarmato “Panzana pazzesca”, per il politico ormai Pinocchio. “Panzana”, ricorda la Treccani, è una parola dall’etimologia incerta ma dal significato sicuro. Un bugia. Sinonimi: “balla”, “bufala”, “fandonia”, “ciancia”, “fanfaluca”, “fola”, “frottola”, “palla”.
La panzana pazzesca di Berlusconi, che ha ottenuto il 66% dei voti nel sondaggio di Pagella Politica, fu imbastita alla trasmissione La telefonata con Maurizio Belpietro, quando il Cavaliere definì lo spread un “imbroglio”. Ma poiché Pagella Politica si occupa di disinformazione sui numeri, l’informazione scorretta, non la pura e semplice demagogia, la frase vagliata è stata: “Per quanto riguarda il nostro debito non è così elevato come si vuole far credere. L’Italia ha un attivo di 6600 miliardi, è la seconda economia più solida dopo la Germania". Clamorosamente falsa, purtroppo, come ricordano paper del Fondo monetario internazionale e dell'Eurostat. Dietro a Berlusconi, c’è Beppe Grillo, leader del Movimento 5 stelle (17%) con questa panzana: «È inutile risanare e far ripartire l'acciaio dell'Ilva, le più grandi acciaierie stanno chiudendo». Falsa perché l’Italia nel 2011 ha recuperato dopo la produzione crollata nel 2009 superando anche i livelli degli anni ’90. È il secondo produttore europeo, dopo la Germania. Chiude il podio Renata Polverini, governatore del Lazio, Pdl (10%) che millanta «di essere il primo presidente dal 1970 - cioè da quando sono nate le Regioni – a dimettersi senza avere una motivazione o perlomeno senza aver commesso nulla». Questo, disse, «lo dicono i fatti non lo dico io». Invece lo dice lei e lo smentiscono i fatti, poiché, per restare alla Regione Lazio, nei 25 anni di vita ci sono stati 22 presidenti.

Nel sondaggio seguono, con soglie basse, Nichi Vendola di Sel e Corrado Passera (al 3%) e Matteo Renzi (all’1%). Pagella Politica non giudica il politico, verifica le dichiarazioni, privilegiando quelle più esposte mediaticamente. Il sito è curato da un gruppo di ricercatori e studiosi italiani, under 30, sparsi per l’Italia e il mondo, coordinati, tra gli altri, da Federica Fusi e Amerigo Lombardi (il sito è nato il primo ottobre 2012). Si ispirano al blog americano PolitiFact, che dal 2009 incorona la bugia dell’anno (la panzana del 2012 è di Mitt Romney che, durante la campagna presidenziale, disse che Jeep, controllata dagli italiani, avrebbe spostato tutta la sua produzione in Cina). Si verificano i fatti e dati citati, non le opinioni, né i politici. Consultando Pagella politica, però, si può agevolmente ricavare una graduatoria dei Pinocchi della politica, sulla base di quante dichiarazioni sono semplicemente vere e quante clamorosamente false (tralasciando le valutazioni intermedie). Berlusconi di cui sono state verificate 21 affermazioni guida il “partito dei Pinocchi” con un terzo di panzane pazzesche (7) e solo una su dieci vera (2). Segue Grillo, verificato 24 volte, con 4 frasi vere e 7 panzane (una su tre è una balla). In una fascia intermedia, grigia, si collocano Maroni, su sette frasi 2 vere e una panzana, e la Polverini, su 10 frasi 2 son vere e 2 false. L’anti-Pinocchio è Monti, con 14 frasi vere su 17 verificate e zero panzane. Come zero sono le panzane di Bersani, a fronte di sole 12 pienamente vere su 21 verificate. Bene, comunque, anche Renzi con 24 dichiarazioni vere e 2 panzane su un vasto campione di 42 dichiarazioni (era molto attivo sotto primarie) e Vendola con 14 vere e 2 panzane su 27.


Luca Mastrantonio
31 dicembre 2012 | 11:54

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Messaggio Da miss marple il Mer 2 Gen 2013 - 12:29

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/01/berlusconi-arriva-su-twitter-e-in-24-ore-follower-passano-da-7mila-a-70mila/459331/


Berlusconi arriva su Twitter e in 24 ore i follower passano da 7mila a 70mila
La notizia sull'edizione online de Il Corriere della Sera. Aperto il 6 dicembre scorso, il profilo ha racimolato qualche centinaio di follower nei primi tempi per poi impennarsi a ridosso del 31 dicembre, decuplicando il proprio seguito. Secondo alcuni utenti si tratta di adesioni comperate.



@Berlusconi2013 arriva su Twitter e in un solo giorno i follower decuplicano diventando 70mila. E’ quanto riporta l’edizione online de Il Corriere della Sera. Aperto il 6 dicembre scorso, il profilo ha racimolato qualche centinaio di follower nei primi tempi per poi impennarsi a ridosso del 31 dicembre, schizzando da 7mila a quasi 70mila follower nel giro di sole 24 ore. Un’impennata che ha fatto insospettire alcuni utenti di Twitter, che, sempre secondo la ricostruzione del Corriere.it, hanno avanzato “il sospetto che qualcuno di provata fede berlusconiana abbia acquistato follower“. Una pratica a cui ricorrono numerose aziende per crearsi una “solidità” virtuale.

Il profilo non è finto, ma realmente riconducibile a sostenitori di Silvio Berlusconi. Dopo le prime polemiche però, sulla pagina Twitter sono comparsi una serie di chiarimenti: “Il profilo è stato creato da un gruppo di sostenitori” e “chi lo gestisce non riceve un solo euro ma lo fa per passione e stima nei confronti del Presidente Berlusconi». Poi ne sono stati pure cambiate le “generalità”, attribuendo il profilo a un generico “Comitato Berlusconi 2013 – Volontari Digitali – Elezioni Politiche 2013 – La forza dell’Italia migliore” (realtà priva di alcun riferimento su internet) e linkato l’indirizzo iononvotolasx.com che di nuovo non rimanda ad alcun sito.

La questione dei profili Twitter gonfiati non è affatto nuova e in passato ha già coinvolto personaggi famosi e aziende, come ha denunciato qualche mese fa, sempre su Il Corriere della Sera il professore Marco Camisani Calzolari, docente di Comunicazione aziendale e linguaggi digitali secondo il quale “l’80% dei fan e dei follower delle aziende italiane è finto”. Per il professore basta “pagare 20 dollari per ottenere 50mila follower su Twitter e 30 dollari per avere 6mila like su una pagina Facebook”.


Cioè?? eolo ha speso solo 25 euri ??? Surprised cucu Evil or Very Mad
l'ho sempre detto che non valgono niente questi numeri sia di facciabuco che dell'uccellino titti, mi fanno ridere quelli che si vantano di 'sta cosa Very Happy


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Messaggio Da sturmunddrang il Mer 2 Gen 2013 - 18:41

si, ma a parte la questione che siano veri o finti, non è che "seguire" significa apprezzare
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Messaggio Da miss marple il Gio 3 Gen 2013 - 16:09

infatti.
Quella che mi disturba di più è che questi politici che di media hanno 65 anni danno in mano a 4 menti non pensanti, che si limitano a un copia incolla di frasi scelte, la comunicazione con i giovani.
Farebbero bene prima di tutto a parlare in italiano invece di usare l'anglosassone ''endorsement'' e la francese ''rensemblement''
Come diceva un illuminato:
ma parla come magni!!!

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Messaggio Da sturmunddrang il Gio 3 Gen 2013 - 16:17

per la serie noion vulevon savuar ? Laughing
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Messaggio Da miss marple il Gio 3 Gen 2013 - 16:23

exactly uauaua

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Messaggio Da miss marple il Gio 10 Gen 2013 - 14:00


http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/09/elezioni-2013-de-mita-da-sinistra-a-destra-carica-dei-figli-di-seggio-ereditario/464811/

Elezioni 2013, De Mita & C.: da sinistra a destra il seggio è ereditario
Nelle liste per le consultazioni del 24 e 25 febbraio prossimi è tutto un florilegio di figli, nipoti, fratelli, mogli e cugini pronti a coprire uno scranno parlamentare che, in alcuni casi, viene 'passato' addirittura alla terza generazione. Una 'tradizione' che tutti i partiti rispettano

Le tradizioni, si sa, non si toccano. E i mestieri, si ereditano. Specie in politica. Cominciano a trapelare i nomi dei nuovi, possibili parlamentari, ed è tutto un florilegio di figli, nipoti, fratelli, mogli e cugini pronti a coprire uno scranno parlamentare che, in alcuni casi, viene ‘passato’ addirittura alla terza generazione. Succede in casa Pdl. Alle prossime elezioni verrà candidata Katia Gentile, vice sindaco di Cosenza, figlia dell’assessore regionale ai lavori pubblici Pino e nipote di Antonio Gentile, senatore del Cavaliere. Quando si dice, buon sangue non mente. Vale anche per Luca Morrione, presidente del consiglio comunale di Cosenza, figlio dell’ex deputato Ennio, oggi consigliere regionale, sempre in quota Pdl. Ma una famiglia, in fondo, ce l’hanno tutti. E anche nel Pd ai legami affettivi ci tengono. Debutterà quindi nelle liste democratiche del Lazio Marietta Tidei, figlia dell’ex deputato e avvocato Pietro Tidei, che comunque ha avuto un’ottima affermazione alle primarie (8 mila preferenze) e si riproporrà Daniela Cardinale, già deputata nel 2008 e figlia dell’ex ministro delle Comunicazioni, Salvatore Cardinale.

Ma ci sono poi anche le famiglie ‘allargate’. Ed ecco in Sicilia, Francantonio Genovese, ex sindaco di Messina, mister 20mila preferenze e nipote dell’ex ministro Dc, Nino Gullotti, caldeggia e fa eleggere alle primarie (con ben 12 mila preferenze) la ‘figlioccia’ Maria Tindargullo. Le vere new entry, però, sono altre. Siamo sempre a Salerno, dove taglierà il nastro della politica nazionale Simone Valiante, figlio di Antonio Valiante, ex deputato Pd, da 40 anni deus ex machina della politica salernitana, forse in coppia con Federico Conte, anche lui figlio d’arte (il padre è l’ex ministro socialista Carmelo Conte), mentre l’avvocato Giuseppe Stellato, oggi capogruppo Pd in provincia di Caserta, manderà la moglie Camilla Sgambato a Montecitorio: è arrivata quarta alle primarie con 4600 voti. Si poteva fare meglio.

I veri difensori della ‘famiglia’, però, si annidano principalmente nell’Udc. E così la lista di Casini alla Camera terrà conto delle esigenze ‘familiari’ di tutti quelli esclusi dalle tagliole delle regole montiane. Svetteranno, quindi, nei collegi della Campania 2, due rampolli di nobile lignaggio, Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco, e Giampiero Zinzi, figlio di Domenico, uomo di riferimento anche di Noi Sud. Lascerà poi lo scranno di deputato il foggiano Angelo Cera, una vita a Montecitorio, per far posto al figlio Napoleone (la promessa strappata alla viva voce di Casini), così come l’eurodeputato Gino Trematerra, che ha ottenuto la candidatura del figlio Michele, oggi assessore regionale all’agricoltura in Regione Campania. E mentre si attende di sapere come verrà coperto il posto lasciato dall’ex deputato Franco Quattrone (si sta trattando a Catanzaro con il fratello Aldo, rettore all’Università, per tenere sempre alto il nome della famiglia), sempre in Campania lascerà dopo 11 legislature Teresio Delfino. Ma anche qui, nessuno strappo alla famiglia, in casa Udc. Al suo posto entrerà Giuseppe, scalpitante rampollo segretario provinciale del partito a Cuneo, ma soprattutto marito della biondissima portavoce del segretario Casini, Roberta De Marco. Insomma, tutto in famiglia, la tradizione non mente.

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Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Gio 10 Gen 2013 - 14:04

si ma che senso ha?

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si legge SCASSALCÁZZAIA

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Messaggio Da miss marple il Gio 10 Gen 2013 - 14:17

chiamasi nepotismo

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