Occhio alla canzone

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Occhio alla canzone

Messaggio Da sturmunddrang il Sab 22 Set 2012 - 21:04

dato che sono appena stata a un suo concerto, mo vi tocca...

Iosonouncane, "Torino pausa pranzo"

sfila la morte muta vestita da funerale
per le vie del centro tra le vetrine pronte a ringhiare
nello scorrere delle imposte la pratica del lutto
non risparmia neanche gli addobbi di natale
e dentro il duomo gelido tra i santi impolverati
arrivano quattro bare con i fiori già invecchiati
sulle panche donate da qualche imprenditore
la democrazia siede in veste ufficiale
e il suo plotone di testimoni saponette alla mano
ripassa il commiato per gli ultimi tra i cittadini
il coccodrillo commosso parente stretto delle borsette
è il prezzo da pagare per i prezzi da scontare
Torino acciaierie, pausa pranzo liberata
nella pace bianca della zona industriale
e un minuto di silenzio negli stadi ansimanti
che poi riesplodono in un coro di voci tranquillizzanti
in collegamento da bordocampo

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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da miss marple il Sab 22 Set 2012 - 22:07



Ho trovato questo su YT relativo alla sua partecipazione al Tenco dello scorso anno, l'audio è migliore dell'altro e quindi più facilmente si comprende il testo.
Mi piace, è molto anni '70 sullo stile di Guccini, punta molto sul testo come i cantautori di quell'epoca.
Tratta argomenti di vita reale e cura i testi un po'come fanno oggi i rapper
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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da sturmunddrang il Sab 22 Set 2012 - 22:17

si, poi suona e canta da pazzo, a me piace assai assai sisi
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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da Lia6641 il Dom 23 Set 2012 - 12:45

I link non sono visibili.

[Solo gli amministratori hanno il permesso di vedere questo link] src="[Solo gli amministratori hanno il permesso di vedere questo link] width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" quality="high" scale="exactfit">

Questo è quello che si vede.
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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Dom 23 Set 2012 - 14:37

sistemato, prova ora

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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da Lia6641 il Dom 23 Set 2012 - 15:08

Si, ora si vede. Grazie!
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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da miss marple il Dom 23 Set 2012 - 17:02

ma come mai c'è sto problema? Surprised

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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da sturmunddrang il Dom 23 Set 2012 - 17:16

perchè siamo alienaute Laughing
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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da miss marple il Lun 24 Set 2012 - 11:42

Questo rapper coreano ha avuto 250.000.000 di visualizzazioni su YT con 'sta canzone Surprised boh mah






a me fa morir dal ridere uauaua uauaua uauaua
sarà questo il motivo del successo?? Very Happy
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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da sturmunddrang il Lun 1 Ott 2012 - 19:54

a breve esce il nuovo disco di Battiato
si direbbe effetti speciali e colori ultravivaci Very Happy

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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da sturmunddrang il Lun 1 Ott 2012 - 20:01

per ora c'è solo questo video di lancio che non riesco a decidermi se è una buona idea o no



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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Lun 1 Ott 2012 - 21:14

direi assolutamnte fantastica. cantare in macchina credo sia più diffuso che cantare sotto la doccia, e quando una canzone la si canta volentieri rimane di più. la signora è simpatica e canta come potrebbe cantare chiunque. il video avvicina molto il prodotto alle persone e lo rende più familiare e meno elitario. non mi sarei mai aspettata da battiato un'idea così innovativa

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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da sturmunddrang il Lun 1 Ott 2012 - 21:19

la signora è la Sgarbi eh Very Happy
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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da Sherazade il Mar 23 Ott 2012 - 15:06




DEPECHE MODE: ANNUNCIATO IL WORLD TOUR 2013. DUE DATE IN ITALIA
I Depeche Mode, la band che ha ridefinito il suono della musica, annunciano la partenza del loro grande e rivoluzionario tour, che farà il giro dell’Europa la prossima estate, e promette di essere l’evento musicale del 2013.
Dave Gahan, Martin Gore e Andy Fletcher faranno tappa in 25 paesi europei per un totale di 34 imperdibili concerti e un pubblico totale di oltre 1.5 milioni di fan, prima di portare il tour in Nord America. Il tour partirà martedì 7 maggio con un concerto all’aperto all’Hayarkon Park di Tel Aviv.
Tra le altre date, sono previste tappe all’Olympic Stadium di Berlino, allo Stade De France di Parigi, al Locomotive Stadium di Mosca. La tranche europea del tour terminerà il 29 luglio all’Arena di Minsk.

Due le date italiane: il 18 luglio allo Stadio San Siro di Milano e il 20 luglio allo Stadio Olimpico di Roma.
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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da sturmunddrang il Mar 23 Ott 2012 - 15:38

apperò
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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da miss marple il Mar 30 Ott 2012 - 15:24

http://www.corriere.it/spettacoli/12_ottobre_30/tweet-pay-fabri-fibra-musica-morani_b14c2aac-228e-11e2-a409-d9bbe43caf7e.shtml

l«Fammi un tweet. E io ti regalo una canzone»
Fabri Fibra si affida al social per promuovere la sua musica
Ma anche i gruppi minori per farsi conoscere


Fabri Fibra (Barbaglia)
Il verbo che si usa è pay, pagare. Ma nell’accezione più artistica possibile. La musica non si compra, si ascolta e si fa ascoltare. Con il metodo Pay with a tweet, stratagemma già in uso negli States e non solo, basta cliccare sull’apposito bottone e, in cambio di una condivisione su Twitter o Facebook, è possibile scaricare il brano musicale. Lo fa Fabri Fibra, dal 30 ottobre, sul suo sito ufficiale, dove si può ascoltare in free download “Teoria e Pratica RMX”, ma anche altri gruppi minori hanno scelto questa strada che suona un po’ come, «prima mi conosci, poi giudichi se la mia musica vale qualcosa».
LA SCOMMESSA DEI RIVOLTA - Il guadagno sta tutto nel passaparola. Ed è spesso la chiave del successo per gruppi minori. I Rivolta dal loro sito stanno “vendendo” così il loro primo singolo Il sentiero. «Abbiamo pensato che non avesse alcun senso mettere in vendita il nostro singolo d'esordio. Preferiamo regalarlo per farci conoscere il più possibile, spiega Giordano Tricamo batterista della band. Quando abbiamo scoperto ‘Pay with a Tweet’, sito americano che permette di ‘vendere’ la propria musica per un tweet, ci è sembrato un ottimo metodo per farlo». Il gruppo rock di Civitavecchia aveva già partecipato al progetto Freaks, la web serie lanciata nel 2011, ma serviva altro per farsi conoscere dal grande pubblico. Quanti più tweet riusciranno ad accumulare, tanto maggiore sarà la diffusione della loro musica e della notizia di uscita del nuovo singolo.

PURE A BRESCIA E A GENOVA - Da Brescia ai piani alti dell’elettronica. Hanno seguito in tour i Placebo, hanno aperto un concerto dei Chemical Brothers: anche gli Aucan, seppur già in vetta alle classifiche della elettro underground, usano da qualche tempo il “pay with a tweet” . Anche a Genova. Qualche mese fa avevano detto che il mercato della musica ormai è condivisione. Detto fatto. Gli Ex-Otago , genovesi (uno di loro, Alberto Argentesi, è stato il coniglio rapper nella trasmissione Chiambretti Night) hanno intrapreso la strada della «musicaincambiodiuntweet». La chiamano anche “musica 2.0”: con i tweet si sono fatti conoscere un po’ di più, e con il progetto «Anche io produco di ex-Otago», spingono sull’azionariato popolare (o meglio conosciuto come crowdfunding) per finanziare i loro album.

NON SOLO UNDERGROUND - Ma non solo il mondo dell’autoproduzione e dei circuiti underground si affida agli ultimi ritrovati del marketing virale. Anche Fabri Fibra sta sperimentando per la prima volta il pagamento 2.0. Parte il 30 ottobre la vendita di inediti via internet. In attesa dell’album Casus Belli in uscita a gennaio, ecco l’anticipazione di una traccia inedita, Teoria e Pratica, ma nella sua versione remix con Ghemon e Mecna. Il Pay with a tweet, forse non è la soluzione che tutti possono adottare, ma è decisamente una manna per chi, per la prima volta, fa capolino nel mondo della musica. Un passaparola che travalica il confine del gruppo di amici: così è stato per chi fino ad ora ha voluto pubblicizzare anche libri, fumetti, poesie, recensioni, articoli.

Ilaria Moranio


Ma......cosa fa di diverso da gente che fa scaricare da una vita da YT oppure da FB o da i vari siti di musica gratuitamente? cosa vuol dire che è una novità che viene dall'America? non mi sembra ci voglia un ingegnere elettronico per inventarsi sta cosa boh


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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da sturmunddrang il Mar 30 Ott 2012 - 16:46

forse intende che devi fare un retweet, cioè pubblicizzi il pezzo che hai sentito a tutti quelli che ti seguono
invece se la ascolti e basta, dal sito o da yt, non è detto che la condividi e la diffonderai
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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da sturmunddrang il Dom 4 Nov 2012 - 13:26



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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da miss marple il Mer 14 Nov 2012 - 14:31

su Repubblica c'è una serie di video di Capossela intervistato sul blues greco a cui si è ispirato per il suo ultimo discoMura incontra Capossela / Dialogo sul blues greco / 01 - Una lacrima può viaggiare
L'incontro con la Grecia è un imprevisto, una deviazione, un regalo. Il cantautore racconta lo scontro incontro con il rebetiko, il blues ellenico che caratterizza il suo ultimo lavoro

.http://video.repubblica.it/eventi/mura-incontra-capossela-dialogo-sul-blues-greco-01-una-lacrima-puo-viaggiare/110650/109034


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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da miss marple il Gio 15 Nov 2012 - 12:50


http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/11/15/news/de_gregori_sulla_strada-46682008/?ref=HRERO-1


De Gregori torna "Sulla strada"
e canta dal vivo nel Music Corner
Il nuovo lavoro presentato nello spazio di Repubblica.it. Sarà nei negozi dal 20 novembre. "Ho sempre ragionato in termini di canzoni e continuo a fare così"
di ERNESTO ASSANTE
Video A Music corner
ROMA - A quattro anni di distanza dal precedente album di inediti, Francesco De Gregori torna con un nuovo lavoro, intitolato Sulla Strada, che presenta oggi nel "Music Corner" di Repubblica.it con un brano registrato dal vivo nella nostra redazione (accanto a Buonanotte fiorellino) e che sarà nei negozi dal 20 novembre. È una raccolta di canzoni nella quale è facile riconoscere il più "classico" stile del cantautore romano. "Io quando sento dire "De Gregori classico" faccio un po' gli scongiuri", dice lui ridendo, "la classicità non dovrebbe riguardare un artista che è ancora sulla strada. E poi non credo di avere uno stile particolare, può darsi, ma da che dipenda non lo so. Ci sono fasi lunari che si attraversano, questa è una fase che ha un suo suono, com'è capitato anche in altri lavori, magari anche non belli. Ma in questo mi sembra comunque di esserci molto dentro, non c'è mediazione tra quello che sono io e quello che c'è nelle canzoni".


Intitolare l'album Sulla strada, dopo tanti anni di concerti, di avventure, di canzoni, è una bella dichiarazione d'intenti.
"Sicuramente, ma è anche la constatazione
di un fatto, non è soltanto una strada fisica, è l'esistenza, è il percorso che ognuno di noi fa, tutti, insomma, siamo in un modo o nell'altro, sulla strada".

Una passione, un'arte, ma anche un lavoro...
"È un lavoro, è sempre stato così, non c'è solo il momento dell'ispirazione, quello c'è sempre stato e ci sarà, ma c'è anche la disciplina, o il tentativo di essere disciplinato, c'è un protocollo da seguire".

Dopo quaranta anni di musica, cosa si aspetta da De Gregori?
"Spero che il pubblico capisca e ami queste canzoni, spero che piacciano. Per il resto posso dire che non mi manca nulla, tutte le volte che vado a lavorare, che finisco un disco o penso a un disco nuovo, non è un evento che fa parte di un cerchio ma l'espressione di un momento, come essere qui ora o sul palco qualche giorno. Non c'è nulla che mi è mancato, nulla che desidererei avere".

Lei negli ultimi tempi ha costruito un interessante rapporto con il web...
"Chi fa il mio lavoro deve utilizzare tutto ciò che ha a disposizione per far sapere quello che ha fatto, come con la tv e i giornali. Internet è una delle molte opzioni, non usarla in modo esasperato secondo me fa parte dei doveri dell'uomo di oggi".

Pensa ancora ai suoi album in termini di "dischi"?
"Il sostantivo "disco" è quello che mi piace di più, cd lo trovo faticoso, "musica liquida" non ne parliamo. In realtà io ho sempre ragionato in termini di canzoni e continuo a fare così...".
(15 novembre 2012)

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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da miss marple il Lun 26 Nov 2012 - 12:25


http://www.corriere.it/spettacoli/12_novembre_26/rolling-stones-50-anni_1e80f3d8-37a6-11e2-94e7-603de4c26bba.shtml

Rolling Stones, dopo 50 anni resta la magia
ALLA O2 ARENA IL CONCERTO APERTO CON «I WANNA BE YOUR MAN» DI LENNON-MCARTNEY
Rolling Stones, dopo 50 anni resta la magia
In 20 mila a Londra per il primo concerto del mini tour: «Incredibile che siate qui a sentirci»

LONDRA - Invitereste il vostro peggior nemico al vostro compleanno? E gli offrireste il ruolo da protagonista della festa? A dimostrazione che la rivalità con i Beatles fu tutta una montatura della stampa, i Rolling Stones aprono il primo dei concerti per i propri 50 anni con «I Wanna Be Your Man», il brano che Lennon e McCartney gli scrissero nel '63. Non la facevano dal vivo praticamente da allora.



50 E PIU' - È una festa di compleanno. E visto che a spegnere le candeline è la più grande rock band del pianeta le cose si fanno in grande stile e alla O2 Arena ci sono 20 mila «invitati». Ci sono gli amici di sempre - i fan coi capelli grigi, i compagni di una volta Bill Wyman e Mick Taylor - e le nuove generazioni contagiate o forse trascinate qui a forza dai genitori. «50 and counting», 50 e più, così Mick Jagger, Keith Richards, Ron Wood e Charlie Watts hanno ribattezzato questi show (replica a Londra il 29 e poi tre date negli Usa), come a dire che la storia non finisce qui. Anche se in molti, ma già lo si diceva per il tour del 2005-7, pensano che questa possa veramente essere l'ultima volta. A vederli in scena non si direbbe. Ma è l'anagrafe ad essere impietosa: 273 anni in quattro. «È stato un viaggio lungo. L'incredibile non è tanto che noi lo stiamo ancora facendo, ma che voi veniate ancora a sentirci. Grazie», dice Mick.




BOCCACCIA - La scenografia è un'autocelebrazione. Le enormi labbra della boccaccia, il logo creato da John Pasche nel 1971, si mangiano il palco, e la lingua si trasforma in una passerella che racchiude le prime file. Biglietti esauriti in 7 minuti, nonostante i prezzi fossero da chi la crisi non l'ha letta nemmeno sui giornali: da 130 a 500 euro. Del resto bisogna ammortizzare il cachet dei quattro: 18 milioni di euro. Anche le mosse di Mick - sì, riesce ancora a farle, a correre come un forsennato e a farti credere che la sua vita sia ancora sesso, droga e rock'n'roll - e i riff di Keith hanno qualcosa di autocelebrativo, ma il jukebox oramai è acceso: «Paint It Black», «Gimme Shelter» ancora più nera grazie a Mary J. Blige, «Wild Horses». Pasticciano tanto, a molti altri non si perdonerebbe questa mancanza di fluidità, ma vince la memoria che corre sul filo degli episodi di una storia, a questo punto si può dire non solo della musica, iniziata il 12 luglio 1962 in questa stessa città, al Marquee Club.
I CLASSICI - Mick e Keith sono gli unici due che c'erano anche quella prima volta, quando suonarono solo cover blues. E gli idoli di allora scorrono sul megaschermo durante «All Down the Line»: BB King, Chuck Berry, Louis Armstrong, James Brown, Bob Dylan, Elvis... Arriva l'amico Jeff Beck, altro protagonista degli anni ruggenti del rock. Quindi su «It's Only Rock'n'Roll (But I Like It)» ecco il basso di Wyman che torna a pulsare. Keith si prende il suo momento solista alla voce, sul finale trovano il tiro giusto con «Brown Sugar», «Sympathy for the Devil» (orrenda la pelliccia da scimmione di Mick, disegnata da L'Wren Scott che non si accontenta di fare la moglie, in omaggio al gorilla della copertina di «Grrr!», la raccolta celebrativa appena pubblicata), «You Can't Always Get What You Want» con un coro e la travolgente «Jumpin' Jack Flash». Manca «Satisfaction», peccato e tanti auguri. L'appuntamento è per il 2062 con le band di oggi. Chi ci sarà?

Andrea Laffranchi

Quando si dice: 50 anni e non li dimostra Smile

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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da miss marple il Mar 4 Dic 2012 - 13:28

Shel Shapiro canta ''Undici'' elogio della Costituzione
In esclusiva su Repubblica.it un brano scritto e recitato da Shel Shapiro, dedicato ai primi undici articoli della Carta. Il video ufficiale della canzone, che sarà diffuso fra una settimana, sarà firmato dal regista Marco Risi
IL BRANO
''Undici'' elogio della Costituzione

per il video:
http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/shel-shapiro-canta-undici-elogio-della-costituzione/111596?video=&ref=HRESS-2

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Messaggio Da miss marple il Mer 12 Dic 2012 - 11:47

cioè Surprised ............... siamo ancora a 'ste cose??? pensavo fossero retaggi degli anni '90 chissà

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2012/12-dicembre-2012/c-concerto-marilyn-manson-parrocchia-scatta-veglia-anti-satana-2113122047534.shtml


IL CASO
C'è il concerto di Marilyn Manson
e in parrocchia scatta la veglia anti-Satana
A Casalecchio, il live del simbolo del rock estremo insieme a Rob Zombie. Al Santissimo Salvatore una serata di preghiera contro «i gruppi satanisti»

BOLOGNA - Anche se non scala le classifiche come una volta, il rock «satanico» fa ancora paura. Tanto da spingere un gruppo di cattolici bolognesi a organizzare una preghiera riparatrice in contemporanea con l’arrivo in città del Twins of evil tour, il concerto dei «gemelli del male» Marilyn Manson e Rob Zombie, stasera all’Unipol Arena di Casalecchio. I protagonisti dello show, almeno per gli appassionati del genere, non hanno bisogno di presentazioni.


Marilyn Manson
LO SHOW - Marilyn Manson, dopo la fama planetaria raggiunta nel ’97 con l’album Antichrist Superstar, nonostante gli anni resta il principale alfiere del metal estremo nel mondo. Rob Zombie, che lo seguirà sul palco attorno alle 21.40, ha un nome che dice tutto e un curriculum che include la regia di una decina di film horror dell’ultimo decennio. A Bologna chiuderanno stasera il tour che li ha visti insieme, tra liti ed eccessi, per una trentina di concerti tra Stati Uniti ed Europa. E la data di oggi, a pensar male, potrebbe non essere casuale: 12/12/12, che diviso per due fa 666, il numero della bestia citato nell’Apocalisse di Giovanni.
LA PROTESTA - Eccessi da combattere con la preghiera, secondo i cattolici dell’associazione Uniti per Bologna, che hanno organizzato per stasera una preghiera riparatrice ospitata nella chiesa del Santissimo Salvatore di via Volto Santo. La notizia, anticipata sul web dal portale Rockit, ha suscitato più di un commento sarcastico da parte dei fan della band. Che non faranno comunque cambiare idea agli organizzatori della veglia contro il satan-rock. «Alcuni complessi recitano la parte dei satanisti come trovata pubblicitaria per vendere dischi — si legge nel volantino di Uniti per Bologna — ma c’è anche chi fa sul serio, operando a stretto contatto con le sette». Una tesi sostenuta anche nella riflessione, firmata da Andrea Scandale, che accompagna l’invito alla serata di informazione e preghiera su satanismo e musica rock che inizierà alle 20.


Rob Zombie
LA VEGLIA - «Uno studioso sottolinea che i venditori di Satana sanno bene che, attraverso un disco, è possibile raggiungere il cuore di milioni di giovani in tutto il mondo — scrive Scandale — il rischio più grande non sono le estreme ed eclatanti conseguenze che alcuni concerti satanici hanno provocato o provocano: chiese profanate o bruciate e in alcuni casi omicidi e suicidi, di cui è difficile provare la relazione causa-effetto. La ferita più grave è stata inferta al cuore dell’uomo. L’unico vero obiettivo è quello di inquinarlo, alienarlo, anestetizzarlo, confonderlo, per distruggere il criterio naturale dell’uomo di distinguere ciò che è veramente buono da ciò che è male». Ragioni che hanno spinto i Fratelli di San Giovanni, che animano la chiesa del Santissimo Salvatore, ad aprire le porte di via Volto Santo in occasione del concerto di Manson e Zombie. «Non è una protesta, ma una preghiera di riparazione — spiega padre François-Marie — non possiamo impedire a nessuno di scegliere o fare il male, ma possiamo pregare per le vittime del male, perché non si lascino trascinare dal demonio».
Francesco Rosano
12 dicembre 2012

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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da sturmunddrang il Mer 12 Dic 2012 - 16:49

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Re: Occhio alla canzone

Messaggio Da miss marple il Mer 26 Dic 2012 - 19:40


http://www.corriere.it/spettacoli/12_dicembre_26/rockstar-soliste-muoiono-prima-cruccu_cfa320e8-4f6e-11e2-928c-8cc85a40346e.shtml


LO STUDIO
Le rockstar muoiono prima degli altri
Soprattutto se sono soliste
Un gruppo di ricercatori inglesi dimostra la scientificità
di una convinzione popolare: la mortalità è tra i 40 e i 45 anni


Tre rockstar soliste morte giovani o poco più: Jimi Hendrix, Amy Winehouse e Michael Jackson
«E' meglio bruciare subito che spegnersi lentamente». Così Kurt Cobain scriveva su un bigliettino lasciato ai posteri (ispirato probabilmente da una celebre canzone di Neil Young My My Hey Hey), prima di spararsi un colpo in testa a soli 27 anni. Non ultimo di una lunga lista di coetanei morenti che parte da Brian Jones e arriva fino a Amy Winehouse. Il cosiddetto Club 27, insomma: categoria che fino ad ora credevamo confinata un circolo sinistramente romantico, un gruppo ristretto di semidei contemporanei che non vollero, appunto, spegnersi lentamente, invecchiare come i comuni mortali.
LO STUDIO SU 1489 MUSICISTI - E invece a dimostrare che il mestiere della rockstar (e della popstar) sia da considerare pericoloso arriva la scienza: un gruppo di ricercatori dell'università di Liverpool hanno preso in esame 1489 musicisti di tutti i generi che abbiano raggiunto un minimo di fama. E hanno riscontrato che 137 di questi sono già passati a miglior vita. Ovvero una percentuale di mortalità ben superiore a quella delle persone normali. E se l'età media in cui costoro sono deceduti non è il fatidico 27 di cui sopra, si aggira comunque intorno a un misero 45 per i nordamericani e 40 per gli europei.

SE SI E' SOLISTI E' PEGGIO - Le cose vanno peggio se si è musicisti solisti, come erano Michael Jackson, Amy Winehouse, Jimi Hendrix o Whitney Houston: in quel caso la mortalità raddoppia. Il perché lo spiega bene Mark Bellis, responsabile del gruppo di ricercatori : «Gli artisti solisti, anche quando hanno un grande seguito, possono ritrovarsi relativamente isolati, al centro delle attenzioni di adulatori, ed emotivamente instabili. Un ego che chi fa il chitarrista o il batterista in una band ha meno sviluppato».

ROCK'N'ROLL NEVER DIE (?)- Qualcuno potrebbe obiettare che alcuni delle più famose rock'n'roll victims come Brian Jones, Jim Morrison, Sid Vicious e lo stesso Kurt Cobain facevano parte di ben noti gruppi. Ma guarda caso, al momento della loro morte, si erano allontanati o comunque avevano preso una pausa dal sodalizio di riferimento. Che spesso svolge il ruolo di contenitivo, di freno all'autodistruzione dell'elemento più sensibile o celebre della band. In ogni caso, non sarebbe la spregiudicata way of life del rock'n'roll in se la prima causa di morte, ma molti degli abusi di costoro verrebbero da esperienze negative maturate nell'infanzia. Cioè alcuni sarebbero predisposti all'autodistruzione anche prima della celebrità. Rock and roll never die, il rock non muore mai, cantava sempre in quella canzone Neil Young. Fino a un certo punto, a quanto pare.

Matteo Cruccu

Oddio, non diciamolo a Mick Jagger ..........
per gli altri..... sudo freddo

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Re: Occhio alla canzone

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