e le stelle stanno a guardare

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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da miss marple il Mer 24 Ott 2012 - 16:45

NOVE MILIARDI DI PIXEL
84 milioni di stelle in uno scatto
Dal telescopio infrarosso VISTA il più grande catalogo mai prodotto del centro della nostra galassia

È uno scatto straordinario: gli astronomi dell’Osservatorio Australe Europeo (Eso) hanno pubblicato l’immagine più grande mai realizzata della Via Lattea, un catalogo immenso con oltre 84 milioni di stelle. Questa gigantesca collezione di dati contiene un numero di stelle più di dieci volte maggiore rispetto agli studi precedenti. Lo scatto da 9 gigapixel (nove miliardi di pixel), rappresenta un significativo passo avanti per la comprensione della galassia in cui abitiamo, comunica Eso.



La Via Lattea nell'immagine Eso
SCATTO RECORD - È così grande che, se la si stampasse con la risoluzione tipica per un libro, sarebbe lunga 9 metri e alta 7. «Osservando in dettaglio la miriade di stelle che circonda il centro della Via Lattea possiamo imparare molto sulla formazione ed evoluzione non solo della nostra galassia, ma delle galassie a spirale in generale», spiega Roberto Saito della Pontificia Universidad Catolica del Cile e autore principale dello studio. La maggior parte delle galassie a spirale, tra cui la Via Lattea, presentano una grande concentrazione di stelle molto vecchie che circonda il centro - chiamato dagli astronomi rigonfiamento galattico. Capire la formazione e l'evoluzione del rigonfiamento della Via Lattea è fondamentale per comprendere la galassia nella sua interezza. Lo scatto comprende solo una minuscola parte della Via Lattea, che conta tra 100 e 300 miliardi di stelle. Il grande specchio, l'ampio campo di vista e i rivelatori infrarossi molto sensibili del telescopio VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy) da 4,1 metri di diametro lo rendono il miglior strumento per questo scopo. Questa è una delle più grandi immagini astronomiche mai realizzate.
Elmar Burchia

Foto navigabile qui http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2012/10/24/pop_eso1242a.shtml
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Messaggio Da miss marple il Dom 28 Ott 2012 - 15:44


http://www.repubblica.it/scienze/2012/10/25/news/una_nube_detriti_spaziali_mette_paura_alla_iss-45301542/


SPAZIO
Una nube di detriti spaziali
mette paura alla Iss
Ancora problemi per la Stazione spaziale internazionale per via della recente esplosione di un razzo russo. Finito in 500 pezzi che - semmai dovessero scontarsi con il modulo - potrebbero mettere a serio rischio la vita degli astronauti
Lo leggo dopo
MOSCA - Terrore in alta quota. La Stazione spaziale internazionale continua ad essere minacciata da detriti spaziali. 1 Questa volta l'allarme è partito in seguito all'esplosione di un razzo vettore russo proton-m. Il mezzo, lanciato lo scorso agosto, non era riuscito a mettere in orbita il suo carico che consisteva in due satelliti per le telecomunicazioni. 2

L'esplosione. Lo scoppio, avvenuto il 16 ottobre, ha creato circa 500 frammenti. Con oltre 19mila oggetti in orbita terrestre - di cui appena 900 satelliti ancora integri, di cui solo 380 funzionanti - la "spazzatura spaziale" sta diventando un problema sempre più serio. L'orbita geostazionaria (a 36 mila chilometri di altitudine) è in particolare la più frequentata, con oltre 200 nuovi "arrivi" ogni anno.

Lo sbarco di nuovi astronauti. La notizia arriva in contemporanea con l'attracco della capsula Soyuz, la navicella decollata martedì scorso dal cosmodromo di Baikonurin in Kazakistan. La capsula con tre uomini a bordo è attraccata sulla Stazione spaziale internazionale "Alpha" alle 14.29 ora italiana. I tre cosmonauti Oleg Novistki, Evgeny Tarelkin e Kevin Ford rimarranno sulla Iss per quattro mesi

Per i primi due si tratta della prima missione, mentre Ford è già stato sulla Stazione orbitante nel 2009. I "nuovi arrivati" si uniranno ai colleghi attualmente a bordo: la statunitense Sunita Williams, il russo Iury Melenchenko e il giapponese Akihiko Hoshide, che rientreranno sulla terra a metà novembre.

I detriti spaziali. L'Iss orbita a 400 chilometri di altezza, dove la sopravvivenza dei detriti prima del rientro dell'atmosfera 3 non supera un anno (la stessa stazione deve correggere periodicamente la sua orbita per rimanere in posizione); a 800 chilometri la permanenza in orbita è di circa due secoli mentre l'orbita geostazionaria rimane sostanzialmente stabile per milioni di anni.

Le collisioni sono rare. L'ultima risale al febbraio del 2009 e ha coinvolto un satellite Iridium-33 ancora in attività e un satellite militare russo ormai non operativo, moltiplicando di fatto il numero dei frammenti in orbita.
Il vero rischio è dato dal fatto che le velocità orbitali sono elevatissime, dell'ordine di 10 chilometri al secondo: l'energia liberata dell'impatto di un frammento è più meno identica a quella di una massa equivalente di dinamite.

Il ritiro della flotta degli space shuttle 4 ha tuttavia eliminato uno dei possibili mezzi per ritirare almeno i satelliti non più operativi; altri metodi allo studio - come delle "ventose" a razzo che spingano i detriti nell'atmosfera - sono ostacolati anche da intoppi legali, come quella che impone a ciascun paese di poter recuperare solo gli oggetti di sua proprietà - residuo dello spionaggio industriale e militare della guerra fredda.
(25 ottobre 2012)

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Messaggio Da miss marple il Mar 13 Nov 2012 - 16:33


http://www.repubblica.it/scienze/2012/11/12/news/rischio_caduta_satelliti-46459693/

"Satelliti a rischio caduta sulla Terra
per la troppa anidride carbonica
Gli alti livelli di CO2 non solo provocano il surriscaldamento del pianeta ma starebbero anche causando un raffreddamento degli strati superiori dell'atmosfera. Un fenomeno che porta a una minore "resistenza" offerta ai satelliti e ai rifiuti spaziali

WASHINGTON - Se dovesse accadere quello che ipotizzano i ricercatori del Naval Research Laboratory di Washington, in un articolo comparso su Nature Geoscience, davvero non potremo far finta di nulla considerando che i satelliti orbitanti potrebbero cadere sulla Terra. E questo - suggeriscono gli studiosi - grazie agli alti livelli di anidride carbonica. Proprio così: questi non solo provocano il surriscaldamento del pianeta ma starebbero anche causando un raffreddamento degli strati superiori dell'atmosfera che porta a una minore "resistenza" offerta ai satelliti e ai cosiddetti "rifiuti" spaziali.

Le molecole di anidride carbonica che raggiungono gli strati superiori dell'atmosfera, a un'altezza di oltre 50 chilometri, vengono colpite da atomi di ossigeno e queste collisioni generano calore. La densità dello strato di anidride carbonica a quell'altezza è però troppo bassa e quindi il calore non viene ricatturato ma finisce per disperdersi, causando un raffreddamento che fa sì che gli strati superiori dell'atmosfera esercitino meno resistenza nei confronti dei satelliti. Questo effetto può portare a conseguenze disastrose: per esempio, un'attività solare più intensa del previsto riscaldò questi strati, incrementando la resistenza atmosferica del satellite Skylab e provocandone la caduta sulla Terra nel luglio del 1979.

Gli scienziati, usando l'Atmospheric Chemistry Experiment Fourier Transform Spectrometer a bordo del satellite Canadian SCISAT-1 hanno scoperto che negli ultimi 10 anni si è verificato un incremento di circa 23,5 parti per milione (ppm) di ossidi di carbonio a un'altitudine di 100 chilometri, un aumento 10 ppm più veloce rispetto alle stime dei modelli previsionali sviluppati per l'alta atmosfera. "Abbiamo bisogno di modelli che descrivano in modo più sofisticato l'intera atmosfera, per affrontare i futuri lanci di oggetti nello spazio", ha spiegato John Emmert, fra gli autori della ricerca. Quelli attuali infatti presuppongono la presenza di circa 2700 tonnellate di carbonio, mentre in realtà supererebbero le 20mila tonnellate.

Shocked sudo freddo

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Messaggio Da miss marple il Gio 22 Nov 2012 - 13:12

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_novembre_22/europa-nasa-astronave-asteroidi_8cf41c8c-3481-11e2-a1ce-d046fd6b383d.shtml

L’APPROVAZIONE AL CONSIGLIO DEI MINISTRI DELLA RICERCA EUROPEI
Europa e Nasa insieme per l'astronave
che sbarcherà sugli asteroidi
In programma anche il ritorno sulla Luna e l'arrivo su Marte

dal nostro inviato Giovanni Caprara



Il progetto della Orion (Nasa)
NAPOLI – L’Esa (l'ente spaziale europeo) costruirà assieme alla Nasa l’astronave Orion che servirà agli astronauti per ritornare sulla Luna e iniziare l’esplorazione degli asteroidi. La decisione è uscita dal Consiglio dei ministri della ricerca dei venti Paesi europei che ogni tre anni, in media, si riunisce per scegliere le strade su cui lavorare.
INVESTIMENTI - «E quest’anno proprio partendo dalle condizioni di crisi», ha ricordato Jean-Jacques Dordain, direttore generale dell’Esa, «si è deciso di investire 10 miliardi di euro per i prossimi 3-4 anni al fine di aiutare la ripresa su un fronte tecnologico d’avanguardia». Tra i progetti c’è per la prima volta l’impegno su un veicolo per il volo umano finora rimasto escluso dalle iniziative europee. Questo accadrà appunto sviluppando il modulo di servizio della capsula Orion-Mpcv che la Nasa sta costruendo per andare oltre l’orbita della Stazione spaziale internazionale (la Iss sarà collegata da capsule private) con tre mete: ritornare sul nostro satellite naturale, sbarcare su un asteroide e con evoluzioni future proiettarsi anche verso Marte.

IL PIANO - Il piano è stato approvato come contropartita alle spese del mantenimento della Iss che l’Esa deve versare e che sarà mantenuta almeno fino al 2020. Quindi tutti i Paesi che hanno condiviso la partecipazione alla Stazione spaziale ora saranno partner di Orion. «L’Italia», precisa Enrico Saggese, presidente dell’Asi (Agenzia spaziale italiana), «parteciperà con un investimento di 45 milioni equivalente al 10 per cento, realizzando il sistema termo-meccanico del modulo. Così si raccoglierà la preziosa eredità accumulata con la partecipazione al modulo di servizio automatico Atv dell’Esa per i rifornimenti della Iss il quale non sarà più costruito una volta esaurite le missioni in programma».

MINI-SHUTTLE - Sulla frontiera del volo spaziale è stato dato il via (5 milioni di euro) al progetto Pride proposto dall’Italia per studiare un veicolo senza pilota, una sorta di mini-shuttle automatico. Lanciato con un vettore Vega e dotato di capacità di manovra, servirà a indagare i problemi del rientro dal cosmo da risolvere per futuri veicoli abitati capaci di atterrare su una pista d’aeroporto. «Nel piano entreranno anche i giapponesi», nota Saggese.

RAZZI - Importanti novità inoltre sono emerse dalle decisioni dei ministri per i futuri lanciatori di satelliti europei. Intanto si è approvata una versione (ME) più potente dell’attuale Ariane-5 con un secondo stadio a propellenti liquidi capace di riaccendersi nello spazio e preparato dai tedeschi. La sua costruzione dovrà essere concepita in modo da servire come secondo stadio anche del nuovo Ariane-6, al quale pure si è dato il via come progetto da precisare entro il 2014 quando ne sarà approvata la realizzazione. Il primo stadio di Ariane-6, invece, sarebbe a propellenti solidi e di produzione soprattutto francese. Ma qui si inserirà l’Italia.

VEGA - I ministri hanno finanziato il potenziamento del vettore Vega sviluppato per il 60% in Italia da Avio. Questo significa che si produrrà un nuovo primo stadio più capace che dovrebbe servire poi come possibile componente del gruppo dei razzi anche del primo stadio di Ariane-6.

SATELLITI - Guardando ad altre necessità, i ministri hanno approvato pure la fabbricazione di una nuova generazione di satelliti meteorologici Metop che saranno gestiti da Eumetsat e con i quali effettuare previsioni più accurate e a lungo termine. Ulteriori risorse sono state anche destinate alle telecomunicazioni, alla navigazione e naturalmente alla scienza, che è un impegno fisso per i Paesi dell’Esa e alla quale sono andati 5 miliardi di euro.

ALTRE MISSIONI - La missione marziana Exomars di due sonde per il 2016 e 2018 è stata garantita confermando l’appoggio da parte russa e si continueranno a sostenere le indagini sulla ricognizione degli asteroidi più rischiosi per la Terra con l’obiettivo di poter intervenire con spedizioni specifiche. In parallelo continua il piano più generale di sorveglianza dello spazio circumterrestre con strumenti ottici e radar da sviluppare, proprio per tenere sotto controllo sia le minacce naturali sia quelle artificiali come la caduta di satelliti o frammenti pericolosi sia per i veicoli spaziali attivi in orbita sia per la stazione spaziale. «L’Italia vede nello spazio una priorità per aiutare l’Europa a uscire dalla crisi», ha sottolineato il ministro Francesco Profumo, «e partecipa agli investimenti con 675 milioni di euro per i programmi facoltativi (come Ariane-6) e 500 milioni per i progetti scientifici obbligatori; un livello di impegno approvato dal governo».

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Messaggio Da miss marple il Lun 26 Nov 2012 - 18:11



Il ponte tra le galassie - Il satellite Planck della Nasa ha scoperto un «ponte» di gas che unisce due ammassi di galassie grazie all'effetto Sunyaev-Zel'dovich (distorsione spettrale della radiazione cosmica di fondo, residuo del Big Bang). I due ammassi sono Abell 399 (in basso) e Abell 401 (in alto a sinistra) e si trovano a un miliardo di anni luce da noi. Il ponte di gas si estende per circa 10 milioni di anni luce (Nasa/Sunyaev–Zel’dovich effect: Esa Planck Collaboration/STScI Digitized Sky Survey)
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Messaggio Da miss marple il Mer 28 Nov 2012 - 13:01

Stuuuuuuuuuuurm scopa


IL ROVER CURIOSITY
Marte, «Trovate molecole organiche»
Molecole simili - non biologiche - rinvenute anche su comete, nubi cosmiche e altri corpi celesti

«Forse abbiamo trovato delle molecole organiche su Marte». Lo ha affermato Charles Elachi, direttore del Jet Propulsion Laboratory della Nasa a Pasadena in una conferenza all’Università La Sapienza di Roma. Ma ha precisato: «Organiche, non biologiche», per sottolineare che non si è trovata la vita, motivo che spinge all’esplorazione marziana. Le molecole organiche contengono carbonio, elemento base della vita. Nello zucchero, ad esempio, c’è carbonio. Molecole del genere le hanno trovate su comete e anche in altri corpi celesti oppure nubi cosmiche.

Curiosity avrebbe trovato molecole preorganiche su Marte

RISULTATO - Di certo interessa il risultato su Marte perché si pensa che la vita fosse presente nelle prime epoche della formazione del pianeta, una vita almeno unicellulare, e che questa possa ancora esserci nelle profondità del pianeta dove anche l’acqua, una volta abbandonante in superficie, potrebbe essersi «nascosta». Al Jpl controllano la missione di Curiosity, un laboratorio chimico su ruote grande come un Suv sbarcato su Marte il 6 agosto scorso, ma che non è dotato di strumenti per trovare tracce biologiche. Vedremo se la Nasa confermerà la scoperta la settimana prossima in un convegno in programma a San Francisco.

Giovanni Caprara
28 novembre 2012 | 12:03

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Messaggio Da sturmunddrang il Mer 28 Nov 2012 - 13:19

hanno trovato lo zucchero? Very Happy


ma poi "motivo che spinge all’esplorazione marziana." ?
che sciocchezza, semplicemente Marte si esplora perchè è lì scopa
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Messaggio Da Lia6641 il Mer 12 Dic 2012 - 19:36

In arrivo pioggia di Geminidi,
le stelle cadenti di dicembre
"Munitevi di coperta e uscite fuori", invitano gli scienziati: quest'anno è previsto uno sciame meteorico particolarmente intenso. In Italia lo show sarà al culmine nella notte tra il 13 e del 14. Per molti astronomi le meteore di dicembre stanno detronizzando le Perseidi, le più famose stelle cadenti d'agosto
di Andrew Fazekas


Una meteora dello sciame delle Geminidi illumina il cielo californiano. Fotografia di Wally Pacholka, TWAN

Gli astrofili avranno quest'anno un regalo di Natale anticipato: a metà dicembre è atteso infatti il picco delle Geminidi, la pioggia di meteore più ricca e misteriosa dell'anno.

Negli ultimi decenni, lo spettacolo pirotecnico offerto dalle Geminidi si è fatto sempre più intenso, e quest'anno dovrebbe esserlo ancora di più in quanto il picco cadrà in una settimana priva di luna.
Decine di stelle cadenti attraverseranno il cielo soprattutto la notte del 13 dicembre fino alle prime ore del mattino del 14. "Stimiamo di riuscire ad avvistare dalle 80 alle 120 meteore ogni ora, in buone condizioni di visibilità", dice Ben Burress, astronomo dello Chabot Space & Science Center di Oakland, in California, il quale invita gli astrofili a godersi lo spettacolo da un luogo quanto più buio possibile, lontano dalle luci delle città, in modo da poter avvistare quante più meteore possibile.
Sempre più numerose
Per lungo tempo le Geminidi sono state ignorate dalla gran parte degli appassionati di astronomia semplicemente perché cadono in un periodo in cui pochi osano sfidare i rigori delle notti invernali per ammirarle; ultimamente però le cose stanno cambiando, a causa soprattutto dell'intensificarsi dello sciame meteorico degli ultimi decenni.
Per molti astronomi le meteore di dicembre stanno addirittura detronizzando le più celebri Perseidi agostane come evento da immortalare durante l'anno.
"Questo sciame fu osservato per la prima volta nel 1862, ed è andato crescendo di intensità nel corso dell'ultimo secolo", ricorda Jim Todd, responsabile del planetarium all'Oregon Museum of Science and Industry. "Attorno al 1900, si avvistavano al massimo 10-20 meteore all'ora, ora siamo arrivati a più di cento nello stesso lasso di tempo", dice Todd.
Origine misteriosa
La ragione per l'intensificarsi del fenomeno? Secondo gli astronomi la Terra si sta infilando sempre più profondamente in un'antica scia di detriti lasciata dal passaggio di un misterioso oggetto celeste di circa cinque chilometri di diametro che orbita all'interno del Sistema Solare.
Ma a differenza di altri sciami meteorici originati da materiale disperso da comete ghiacciate mentre passano accanto al Sole, gli scienziati non sono sicuri che l'oggetto da cui hanno origine le Geminidi, chiamato 3200 Phaethon, sia un asteroide o una cometa quasi estinta.
"L'oggetto non sviluppa una vera coda di cometa quando passa accanto al Sole, ma perde comunque qualche detrito", spiega Todd. "Noi avvistiamo lo sciame meteorico quando la Terra passa attraverso la scia di detriti".
Dopo la scoperta, nel 1983, di Phaethon da parte di un satellite della NASA, gli astronomi hanno subito associato la sua orbita di un anno e mezzo alle Geminidi, identificando nell'oggetto la fonte più probabile di queste meteore.
Un grande spettacolo
Poiché le Geminidi impattano l'atmosfera terrestre a circa 30 chilometri al secondo - più lentamente cioè di altri sciami meteorici - riescono a creare nel cielo lunghi archi che durano anche un paio di secondi.
Il punto radiante - quello da cui sembrano originarsi e da cui prendono il nome - è nella costellazione dei Gemelli.
In Italia lo show sarà al culmine esattamente nella notte tra il 13 e del 14, tra la mezzanotte e l'una.
Todd sottolinea che gli osservatori più attenti avranno l'opportunità di vedere anche alcuni pianeti nostri vicini. "Appena a ovest della costellazione dei Gemelli potremo vedere brillare Giove tutta la notte", dice Todd. "Mentre poco prima dell'alba Saturno, Venere e Mercurio faranno bella mostra di sè sull'orizzonte sudorientale".
"Se il cielo è limpido, munitevi di coperta e uscite fuori, perché vi aspetta un grande spettacolo".

http://www.nationalgeographic.it/scienza/spazio/2012/12/12/news/in_arrivo_pioggia_di_geminidi_le_meteore_di_dicembre-1417437/
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Messaggio Da sturmunddrang il Mer 12 Dic 2012 - 20:35

bello, ma altro che coperta, qui fra poco escono gli orsi
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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da sturmunddrang il Ven 14 Dic 2012 - 16:57



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Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Ven 14 Dic 2012 - 17:39

premesso che si capisce che è marte, fai commuovere anche noi?

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Messaggio Da sturmunddrang il Ven 14 Dic 2012 - 20:34

niente, è che è così ...... terrestre! chissà
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Messaggio Da La Sкaßalqaatsaя il Sab 15 Dic 2012 - 0:31

eheh

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Messaggio Da miss marple il Dom 16 Dic 2012 - 15:11

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_dicembre_16/toutatis-sonda-asteroide_3a7a82c2-4785-11e2-adc8-d4e6244fe619.shtml

VISTO DA VICINO
A tre chilometri dall'asteroide
La sonda vola accanto a Toutatis
L'«impresa» della sonda Chang’e 2: l’incontro col roccione spaziale è avvenuto a circa sette milioni di chilometri dalla Terra



MILANO - Per l’agenzia spaziale cinese si tratta di una nuova pietra miliare: la sonda Chang’e 2 ha ripreso il sorvolo ravvicinato dell’asteroide Toutatis, il roccione spaziale dal diametro medio di circa 5 km, transitato tra l’11 e il 12 dicembre a 7 milioni di chilometri di distanza dalla Terra. Le immagini ravvicinate pubblicate dai media cinesi sono state realizzate quando la sonda è passata a soli 3,2 km di distanza dalla superficie dell’asteroide (GUARDA). Eppure, i compiti previsti per Chang’e 2 erano altri.
L’IMPRESA - La sonda Chang’e 2, lanciata nel 2010 per l'esplorazione lunare, è stata spostata della sua orbita per fotografare l’oggetto in avvicinamento e in allontanamento. L’oggetto in questione è Toutatis (4179), l’asteroide - il cui nome deriva dal dio celtico - scoperto nel 1989 e che è transitato a una distanza di tutta sicurezza dal nostro pianeta, quasi 7 milioni di chilometri (circa 18 volte la distanza Terra-Luna). Per effettuare la ripresa di un sorvolo ravvicinato veloce (in inglese fly-by), i tecnici e gli ingegneri spaziali cinesi hanno dovuto ruotare la sonda in maniera molto precisa, cosa che ha richiesto manovre estremamente accurate. Il risultato non ha deluso: una serie di immagini documentano l'asteroide durante il fly-by del 13 dicembre. L’incontro è durato pochi minuti. La navicella spaziale da 132 milioni di dollari sfrecciava a una velocità relativa di 38.600 chilometri all'ora (10,73 km/s) e nel momento del suo massimo avvicinamento all’asteroide è passata a soli 3,2 km dalla sua superficie. Ha prodotto una serie di foto con una risoluzione sorprendente di circa 10 metri.

CLUB ESCLUSIVO - La missione Chang’e 2 (che per oltre un anno ha osservato la Luna) dimostra l’altissimo livello raggiunto dalla tecnologia spaziale cinese. L’esperienza della Cina al di fuori dall’orbita terrestre, infatti, è finora stata poca o nulla. «Benvenuta nel club interplanetario», si è congratulato il professor Ted Stryk, appassionato di esplorazione spaziale e grande esperto col montaggio dei dati rozzi delle sonde spaziali. Un club esclusivo del quale fino ad oggi facevano parte solo Stati Uniti; Europa e Giappone. Per il 2013, la Cina prevede di lanciare una prima navicella lunare senza equipaggio.

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Messaggio Da miss marple il Ven 4 Gen 2013 - 16:50

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/13_gennaio_04/meteorite-crosta-marte_3f0343aa-5663-11e2-9534-ad350c7cbb97.shtml


CADUTA NEL DESERTO DEL MAROCCO NEL DICEMBRE 2011
La prima meteorite marziana che arriva direttamente dalla superficie
L'alto contenuto di acqua conferma la presenza sotto forma liquida in superficie 2 miliardi di anni fa



È stata chiamata Black Beauty (in codice NWA 7034) la meteorite di soli 320 grammi di peso caduta nel dicembre 2011 nel deserto del Marocco e che potrebbe essere il reperto più importante per chiarire l'evoluzione di Marte. Gli scienziati hanno stabilito che la pietra viene dal Pianeta rosso ed è riuscita a sfuggire dalla gravità marziana per l'accelerazione ricevuta dall'impatto con un asteroide o una cometa che colpì la superficie di Marte. La ricerca è stata pubblicata il 3 gennaio su Science Express.
ACQUA - La particolarità di Black Beauty è che contiene da 10 a 30 volte più acqua (6 per mille, cioè 6 milligrammi ogni grammo di roccia) rispetto alle altre 113 meteoriti ritenute provenire da Marte e trovate sulla Terra. Una quantità comunque molto inferiore rispetto alle rocce terrestri. L'analisi radiometrica ha stabilito che la pietra si è solidificata 2,1 miliardi di anni fa in un periodo geologico marziano chiamato Amazoniano. Un dato importante questo dell'età, perché NWA 7034 sarebbe molto più vecchia delle altre meteoriti marziane, che vengono suddivise in tre gruppi: shergottiti, nakhliti e chassigniti.

PARTICOLARITÀ - La composizione chimica di Black Beauty è simile alle rocce analizzate delle sonde automatiche sulla superficie di Marte ed è in linea con la composizione media della crosta marziana stimata dalle sonde in orbita intorno al pianeta. Inoltre il rapporto tra gli isotopi di ossigeno dell'acqua contenuta in Black Beauty è diverso da quello che si riscontra sulla Terra, a conferma che l'acqua su Marte probabilmente derivava dal magma vulcanico o da acqua che si infiltrava o reagiva con il materiale fuso in fase di raffreddamento. La meteorite in sé è composta da una breccia di basalto, in gran parte formata da feldspati e pirosseni di una lava che si raffredda rapidamente, che fornisce un'ottima indicazione sul tipo di attività vulcanica presente su Marte 2 miliardi di anni fa.

IL SIGNIFICATO - L'elevata presenza di acqua in NWA 7034 sarebbe un'ulteriore conferma che nel passato sulla superficie di Marte c'era un clima molto più caldo e umido di quello attuale. Inoltre la meteorite caduta in Marocco è la prima di cui è certa la provenienza dalla crosta di Marte, mentre di tutte le altre trovate sulla Terra non è sicura la parte di pianeta dalla quale provengono.

Paolo Virtuani
4 gennaio 2013 | 14:00
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Messaggio Da miss marple il Gio 7 Feb 2013 - 12:56

ti do la notizia con un po' d'anticipo così ti prepari Sturm Very Happy

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/13_febbraio_07/cometa-piu-bella-secolo-astronomia_c6740002-7113-11e2-9be5-7db8936d7164.shtml

Prime immagini di quella che potrebbe diventare la cometa del secolo. Battezzata Ison, il suo chiarore è stato ripreso dalla sonda Deep Impact della Nasa. L’atteso astro da (presunto) record è ancora lontano da noi, oltre l’orbita di Giove, ma dalla superficie cominciano già a emergere getti di polveri e gas che creano una coda di 64.400 chilometri.
DEEP IMPACT - La sonda americana ha scattato le prime foto da una distanza di 793 milioni di chilometri ed è il quarto astro di questo tipo che studia e osserva da quando è stata lanciata nel 2005 percorrendo 7 miliardi di chilometri. L’obiettivo principale era avvicinarsi alla cometa Tempel 1 scagliandole contro un penetrator che scavò un cratere rivelando così gli strati profondi, subito analizzati dal robot cosmico. Proprio in quel periodo nelle sale cinematografiche un film con lo stesso titolo raccontava la caduta sulla Terra di una cometa, ma alla Nasa dissero che si trattava di una coincidenza. Poi la corsa della sonda continuò avvicinandosi alla cometa Hartley 2 e successivamente la Garrad. Ora, dopo sette anni, punta i suoi occhi elettronici su Ison dalle iniziali di International Scientific Optical Network. Questa è una rete di osservatori della quale fa parte il telescopio di 0,4 metri vicino a Kislovodsk (Russia) usato dagli astronomi Vitali Nevski e Artyom Novichonok per scoprirla nel settembre del 2102 e quindi classificata C/20012 S1.

ISON - Ison arriva dalla nube di Oort, il serbatoio di comete che circonda il sistema solare. Probabilmente, dicono gli astronomi, è la prima volta che si avvicina al Sole. Gli passerà accanto il 28 novembre prossimo da una distanza di 1,2 milioni di chilometri e il 26 dicembre successivo transiterà nel punto più vicino alla Terra a 64 milioni di chilometri. Se l’effetto del Sole non sarà drammatico al punto da sbriciolarla (la sua natura non è ancora conosciuta per poterlo predire con esattezza) Ison potrebbe appunto diventare lo spettacolo celeste del secolo tanto da diventare luminosa come la Luna secondo alcune valutazioni. Ma delle comete non ci si può fidare e anche Ison, nonostante alcuni indizi, potrebbe tradire. Non ci resta che aspettare e incrociare le dita.

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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da sturmunddrang il Gio 7 Feb 2013 - 13:00

diventare luminosa come la Luna


ollla peppa! speriamo Smile
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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da sturmunddrang il Sab 9 Feb 2013 - 17:29

grandi sviluppi su Marte



2 buchi musico


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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da miss marple il Sab 9 Feb 2013 - 21:55

devo cominciare a preoccuparmi? sudo freddo

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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da sturmunddrang il Sab 9 Feb 2013 - 23:15

nooooo Laughing
li ha fatti il robottino, niente di alieno Very Happy
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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da miss marple il Mer 13 Feb 2013 - 17:39



Le immagini inviate dalla superficie di Marte da Curiosity hanno sempre un grande fascino e suscitano enorme interesse. Le ultime inviate, che riprendono alcune rocce del Gale Crater, hanno destato molta curiosità per un particolare che appare anomalo. Diversi siti e puntigliosi appassionati di astronomia hanno fatto notare una protuberanza nella roccia, che sembra brillare, o quantomeno, la cui superficie appare lucida. Nessun dubbio naturalmente per la Nasa, non si tratta di alcun oggetto di fattura umana o aliena. Quella che sembra "la maniglia della portiera di un'auto" non sarebbe altro che un residuo di roccia più dura rispetto a quella che la 'inglobava', che ha resistito all'erosione del vento e degli agenti atmosferici di Marte
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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da miss marple il Ven 15 Feb 2013 - 12:04


http://www.corriere.it/esteri/13_febbraio_15/meteorite-urali_d12c878a-7749-11e2-a4c3-479aedd6327d.shtml

COLPITA DALL'ONDA D'URTO UN'AMPIA ZONA NEGLI URALI
Russia, esplode meteorite: almeno 500 feriti
Disintegrato a 30-50 km di altezza. Putin: «Monitoraggio poco efficiente». Zhirinovski: «Sono stati gli americani»


In Russia almeno 500 persone sono rimaste ferite, 34 sono state ricoverate, in seguito all'esplosione nell'atmosfera di un meteorite sopra la regione di Chelyabinsk, nella zona dei monti Urali. Lo ha riferito il ministero dell'Interno russo. I feriti sono stati colpiti dai vetri andati in frantumi per l'intesa onda d'urto seguente alla disintegrazione di un bolide di circa 10 tonnellate di peso a circa 30-50 km di altezza nell'atmosfera. Inizialmente si era pensato a uno sciame meteoritico, ma è stato subito escluso dopo aver osservato i numerosi filmati che sono stati registrati. Fonti ufficiali russe hanno spiegato che si è trattato di un oggetto «sporadico e non associato a una pioggia di meteoriti che si è disintegrato nella parte bassa dell'atmosfera». Il fenomeno si è verificato a circa 80 chilometri dalla città di Satka, non lontano da Chelyabinsk, alle 9,22 ora locale (le 4,22 ora italiana) ma è stato registrato su un'estesa area da Tyumen a Kurgan, nella regione di Sverdlovsk e nel Kazakistan settentrionale.

COLPITE SEI CITTÀ - L'onda d'urto ha investito un'ampia zona, che è stata solcata da una scia di fumo bianco lasciata dal bolide che, in apparenza, segue una direzione da ovest verso est. I vetri di numerosi edifici si sono infranti, ferendo centinaia di persone, per fortuna solo due-tre in modo grave. Polizia e vigili del fuoco sono subito intervenuti per ispezionare gli edifici danneggiati. Tutte le scuole e gli asili della regione sono stati chiusi. Secondo i servizi di emergenza russi il fenomeno non ha causato un innalzamento dei livelli di radiazioni, che sono rimasti nei parametri abituali per la regione. L'agenzia russa per l'energia atomica Rosatom ha riferito che le installazioni negli Urali non hanno subito danni.

PUTIN: «SISTEMA MONITORAGGIO NON EFFICACE» - Il presidente russo Vladimir Putin si è detto preoccupato per la situazione sugli Urali e ha chiesto di inviare sul luogo un gruppo di specialisti della Protezione civile in aggiunta, per «valutare i danni e prestare maggiore aiuto alla gente». Il leader del Cremlino ha criticato il sistema esistente di monitoraggio «non del tutto efficace». A suo avviso quanto avvenuto «ci deve interessare non dal punto di vista astronomico, pure importante per gli specialisti, ma da quello del sistema di allerta della popolazione su tali fenomeni». Il primo ministro russo Dmitri Medvedev, intervenuto al Forum economico a Krasnoyarsk, ha detto che quanto avvenuto Chelyabinsk «è la prova che non solo l'economia è vulnerabile, ma l'intero pianeta». Secondo il leader del Partito liberaldemocratico, Vladimir Zhirinovsky, riportato dall'agenzia Ria-Novosti, non si è trattato di una meteorite ma «di un test di armi americane».


Oggi al Tgsky c'era un geologo che ha spiegato che quelli caduti sono frammenti di meteorite, quello grande come un campo da calcio passa stasera fra terra e luna ma non dovrebbe cadere Shocked sudo freddo

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Messaggio Da sturmunddrang il Ven 15 Feb 2013 - 13:28

bellissimo, avete visto? ci sono un sacco di video sisi





anche degli effetti dell'onda d'urto sudo freddo

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Re: e le stelle stanno a guardare

Messaggio Da miss marple il Sab 16 Feb 2013 - 23:39



Incontro ravvicinato con «2012 DA14»L'asteroide fotograto dall'Italia
IL PASSAGGIO DEL CORPO CELESTE
Incontro ravvicinato con «2012 DA14»
L'asteroide fotograto dall'Italia
Secondo i calcoli è il più grande corpo celeste
mai passato così vicino alla Terra


MILANO-Mentre il mondo era sorpreso per il piccolo asteroide caduto in Russia nella regione degli Urali, alle 20.25 ora italiana un secondo asteroide (2012 DA14) sfiorava la Terra da appena 27.600 chilometri. E mentre il primo è giunto all’improvviso senza che nessuno se ne accorgesse, il secondo ben più grande era stato scoperto l’anno scorso e la sua traiettoria era seguita con attenzione da mesi. I calcoli dimostravano che si trattava del più grande oggetto conosciuto passato così vicino al nostro pianeta.
VISTO DA ASIAGO-Dall’osservatorio Gingin nell’Ovest dell’Australia sono giunte le prime immagini del corpo celeste. Durante il suo transito, lambendo la Terra da sud verso nord, l’asteroide è stato fotografato (traccia bianca dell’immagine) anche con il telescopio Schmidt 67/92 dell’Osservatorio dell’Inaf a Cima Ekar, ad Asiago, dagli astronomi Paolo Ochner e Domenico Nardiello. Con questo telescopio era stata effettuata nel recente passato un campo di ricerca e osservazione dei piccoli corpi celesti assieme all’agenzia spaziale tedesca Dlr. Lo strumento è dotato di una particolare sensibilità, necessaria, appunto, per riuscire ad osservare le esili tracce celesti. Nel suo incontro ravvicinato il «2012 DA14» è stato nuovamente misurato confermando la taglia di 45 metri e valutando la sua velocità in otto chilometri al secondo, meno della metà dell’asteroide caduto al mattino in Russia che era di 18 chilometri al secondo. «Ma abbiamo analizzato le traiettorie dei due corpi celesti – ha sottolineato Paul Chodas del Near-Earth Object program office al Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa – e fra loro non c’era alcun legame: solo una coincidenza cosmica e per questo il 15 febbraio è stata una giornata eccitante. Nelle statistiche rimarrà un record perché due eventi di per sé rari si sono manifestati invece nello stesso giorno».

LO STUDIO SUI «NEO»-Questo ha dato, ovviamente, l’opportunità di studiare da molto vicino uno dei 9.604 corpi celesti battezzati NEO (Near Earth Object) proprio perché la loro orbita li porta nel nostro circondario. Di questi 1.381 sono considerati potenzialmente pericolosi (PHA, Potentially hazardous asteorids) perché se intervenisse una piccola variazione di traiettoria potrebbero caderci addosso. Ma anche i NEO possono diventare PHA e minacciare il pianeta. Tutti gli asteroidi, infatti, date le loro dimensioni contenute sono influenzati nel loro transito dalla forza dei gravità dei pianeti. «Asteroidi della taglia del 2012 DA14 potrebbero cadere sulla Terra una volta ogni 1200 anni – ha ricordato Don Yeomans, esperto del settore al Jpl della Nasa dopo il transito – innescando una catastrofe globale analoga a quella che ha annientato i dinosauri 65 milioni di anni fa. L’energia liberata dallo scoppio sarebbe di 2,5 megaton vale a dire una potenza 150 volte superiore alla bomba atomica di Hiroshima».
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